domenica, Maggio 9

Somalia: AMISOM rilancia la lotta contro Al-Shabaab

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Secondo un ufficiale ugandese protetto dal anonimato vi sarebbero molte probabilità che la morte di Mahat Kartey sia una falsa notizia. “L’aviazione militare keniota ha realmente attaccato il campo di addestramento terroristico distruggendolo ma secondo le nostre informazioni Mahat Karatey non era presente al momento dell’attacco. La conferma che si tratti di una falsa notizia non avverrà mai da parte nostra per non danneggiare l’immagine del alleato militare a meno che Al-Shabaab diffonda prove video che il leader terrorista è ancora vivo. Il problema comunque resta. Le truppe keniote sono incapaci di combattere e rappresentano solo una spina al fianco dell’AMISOM. Il massacro di El Adde è la prova più evidente. Le offensive militari programmate nei prossimi mesi saranno affidate all’esercito ugandese, la sola forza rimasta credibile. Sul contingente militare burundese non possiamo più fare affidamento. Non sono pagati da vari mesi e con quello che sta succedendo nel loro paese non pensano di certo a combattere gratis. Inoltre abbiamo informazioni che all’interno del contingente burundese sono in atto delle purghe attuate dai fedeli del presidente Nkurunziza contro ufficiali e soldati sospettati di simpatizzare per l’opposizione.” Afferma a titolo privato l’ufficiale ugandese.

La promessa offensiva finale che dovrebbe distruggere Al-Shabaab deve affrontare due maggiori ostacoli: uno finanziario e l’altro politico-militare.

L’Unione Europea, principale finanziatore della AMISOM ha annunciato un taglio sui fondi del 20% pari a 240 milioni di euro. L’Europa contribuisce con 1,2 miliardi di euro utilizzati per pagare i salari delle truppe AMISOM. A questo sostanziale supporto finanziario si deve aggiungere il sostegno logistico della NATO che assicura il trasporto aereo delle truppe AMISOM. Secondo notizie non ufficiali la NATO partecipa sporadicamente a raid aerei contro i terroristi di Al-Shabaab. La decisione improvvisa del taglio ai finanziamenti alla AMISOM sarebbe dovuta dalla necessità della NATO di finanziare il futuro intervento militare in Libia. I Paesi africani membri della forza di pace AMISOM hanno chiesto alle Nazioni Unite di provvedere a tamponare la perdita dei finanziamenti europei al fine di permettere il successo delle imminenti offensive militari. Al momento nessuna risposta è stata fornita dal Consiglio di Sicurezza ONU. Il mancato finanziamento potrebbe compromettere l’efficacia della campagna militare contro Al-Shabaab.

Sul piano politico militare si registra difficoltà di coordinamento tra l’esercito somalo e il contingente AMISOM del Kenya. Il Governo Federale della Somalia non fa mistero di questa mancata collaborazione. La sua posizione al riguardo è stata chiarita dal un anno. Il contingente keniota non è gradito in Somalia e deve ritirarsi. Una decisione presa per proteggere i giacimenti petroliferi delle acque territoriali somale dalle mire predatorie del Kenya, ENI e TOTAL. Gravi divergenze sono sorte tra Kenya e Uganda sugli obiettivi della imminente campagna militare. Il presidente keniota Uhuru Kenyatta esige che l’offensiva militare si concentri nella regione di Gedo, ancora occupata dai miliziani di Al-Shabaab. L’obiettivo è quello di rendere sicure la frontiera tra Kenya e Somalia impedendo attacchi convenzionali e terroristici in territorio keniota. Di parere contrario l’Uganda che detiene il comando supremo delle forze AMISOM.

Secondo lo Stato Maggiore del esercito ugandese l’offensiva militare si deve concentrare nei territori nord est e nelle regioni centrali della Somalia controllate da Al-Shabaab. La regione di Gedo è considerata un obiettivo secondario e si consiglia al Kenya di rafforzare il suo esercito lunga la frontiera con la Somalia per impedire infiltrazioni terroristiche. La diminuzione dei finanziamenti internazionali, l’inattività del contingente burundese e i contrasti interi tra il comando ugandese e il contingente keniota possono, se non risolti, compromettere l’offensiva militare. Al-Shabaab è consapevole delle debolezze e problematiche interne alla AMISOM e sta rafforzando i territori sotto il suo controllo. Intelligence regionali informano che Al-Shabaab sta chiedendo al network di Al-Qaeda di inviare battaglioni internazionali di jahaidisti per aiutarla a respingere l’imminente offensiva AMISOM. Una richiesta non facile da esaudire in quanto le truppe a disposizione di Al-Qaeda sono impegnate a combattere l’avanzata del ISIL-DAESH sui vari fronti: dallo Yemen al Afganistan.

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