sabato, Luglio 24

"Solo un pazzo oggi può investire in Brasile" 40

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Benjamin Steinbruch é il Presidente della Compagnia Siderurgica Nazionale del Brasile (CSN) e della Federazione delle Indústrie dello Stato di San Paolo  (FIESP). 

Non é stato facile rintracciarlo, tantomeno convincerlo a rilasciare un’intervista sulle condizioni attuali dell’economia brasiliana.

Perchè Steinbruch non é poi così ottimista sul presente del Paese, tanto meno sul futuro. 

Il Brasile non ha mai vissuto un anno elettorale in piena recessione economica” mi dice il Presidente del Csn, “la situazione oggi é piuttosto complicata. La speranza resta sempre quella di un miglioramento progressivo, di un’ economia che si scalda, ma il rischio che il tasso di disoccupazione si alzi é alto e appare imminente. Quello che preoccupa di più é l’assenza di prospettive“.

Sono più o meno le stesse cose che Steinbruch ha detto davanti a centinaia di imprenditori una settimana fa durante il Congresso sull’acciaio a San Paolo.

Senza troppi giri di parole ha spiegato che la percezione oggi é quella di un paese in cui esistono ampi margini di peggioramento.

E il concetto lo ha ribadito chiaramente anche a me: ” il Paese ha bisogno di fare qualcosa di molto diverso. Quando dico molto intendo dire qualcosa di veramente diverso da ciò che sta vivendo oggi. Perche’ il Brasile ha raggiunto il suo limite. Le misure palliative non servono a nulla“. 

 

Allora cosa ci vuole? 

Io credo in una soluzione drastica, un rimedio totalmente nuovo. Solamene qualcosa di davvero aggressivo può cancellare certe distorsioni. La preoccupazione é forte perchè il Brasile ha tutte le carte in regola per peggiorare. Le soluzioni devono essere urgenti ed efficaci.

Quando parla di distorsioni si riferisce agli alti tassi di interesse?

Ovvio. Il Brasile costa caro. Il prezzo del Paese é troppo elevato. Solo un pazzo oggi sarebbe capace di investire in Brasile.

Il governo sta provando ad affrontare il problema…

Ci sta provando, forse. Ma non ci sta riuscendo. Il governo é ancora estraneo alle nostre difficoltà, é troppo distante dai problemi che affliggono l’industria. C’e’ mancanza di comunicazione, le nostre necessità fanno fatica ad arrivare a Brasilia. É sempre stato così, i problemi dell’industria automobilistica, per esempio sono antichi, sono stati affrontati e prontamente messi da parte per troppi anni.

Insomma, una visione un po’ pessimistica del Paese…

É difficile incontrare ottimisti in questo periodo. Se si fanno prospettive a breve termine é impossibile. Alcune grandi imprese stanno riducendo la capacitá di produzione e per questo stanno licenziando personale.

Nessuna speranza, quindi?

L’ industria brasiliana é rapida, saprà reagire prontamente non appena si vedranno segnali di ripresa. Anche timidi.

Come sta reagendo la CSN a questo scenario?

Stiamo tentando, da un lato, di espanderci sul mercato americano; dall’altro la compagnia sta tentando di dribblare la bassa crescita del momento, provando a stimolare l’esportazione di acciaio prodotto in Brasile nel mercato esterno. É una delle nostre soluzioni, non sappiamo se funzionerà. Certo, non é un’ impresa facile visto l’attuale tasso di cambio. Il real attualmente ha un valore molto alto. Per esportare al meglio avremmo bisogno di una moneta più attuale. Ma oggi come oggi, per evitare di precipitare non abbiamo alternative. Abbiamo bisogno di esportare. Costi quel che costi.

 

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