venerdì, Settembre 24

‘ Solisti ’ del Teatro Regio di Parma field_506ffb1d3dbe2

0

Orchestra-Teatro-Regio-di-Parma

Il gruppo de i “ Solisti del Teatro Regio di Parma”si è storicamente costituito nel 2007. L’ensemble artistico è stato fondato nel corso del 1996 su iniziativa di Sergio Pellegrini ed è stato conosciuto sotto l’etichetta di  “Parma Opera Ensemble”, e a partire dal 1999  sotto la denominazione di “Orchestra del Teatro Regio di Parma”.  Sergio Pellegrini ci restituisce il racconto della sua esperienza personale.

La genesi di un’esperienza straordinaria.

La nostra esperienza si è sviluppata nel corso di 13 anni di lavoro presso il Teatro Regio di Parma e si è concentrata essenzialmente attorno alla produzione verdiana. L’attività è stata condotta con passione e si è esplicitata in un fitto susseguirsi di stagioni concertistiche e liriche, in numerose tournée nazionali ed internazionali e sotto la sovrintendenza di Giampiero Rubiconi e la successiva di Mauro Meli. Tecnicamente siamo così organizzati. La nostra società ha natura privata. Al suo vertice vi è un presidente ed un consiglio di amministrazione, mentre tutti i soci sono musicisti. I soci sono coloro che hanno fondato l’ensemble all’epoca della sua costituzione. La nostra realtà non è mai stata sindacalizzata e, nel corso del tempo,  questo ha creato non poco disaccordo con la giunta cittadina, se consideriamo la defenestrazione dal Teatro Regio dello scorso 12 Luglio 2012. In questo momento si è consumato un episodio spiacevole per cui 53 lavoratori sono stati cacciati prima della cessione del mandato ufficiale nel pressoché totale silenzio dei partiti e dei sindacati, degli stessi attori sociali che dovrebbero tutelare ciascun lavoratore.

Quali sono i valori essenziali del vostro gruppo di lavoro ? 

L’unica difesa del posto di lavoro è, a mio avviso, la qualità  del proprio operato.  Nel nostro contesto l’unità è un dato essenziale. Occorre avere coscienza delle proprie capacità, poiché numerosi sono i tentativi esterni che operano verso la divisione e la diffamazione. E’ cosa diffusa il parlar male. Per tale ragione la coesione è un’arma infallibile.  Il nucleo forte dell’orchestra è rimasto tale ed ha garantito la tutela di quella qualità che è elemento distintivo ben apprezzato dal mercato estero  discografico. Un valore essenziale? Il non aver mai percepito denaro pubblico dal momento della nostra costituzione. Siamo remunerati rispetto alle prestazioni artistiche eseguite.

Considerazioni politiche all’interno del gruppo.

Nessuno di noi è schierato politicamente. Non in modo manifesto o evidente. Non vi è alcun dictat che possa condizionare la coscienza politica e per questo motivo nessuno ha una tessera sindacale o di partito. Numerose sono state – a dire il vero – le pressioni esterne che intendevano favorire amici e amiche degli amici nel contesto cittadino, ma questo non è possibile. Per una ragione eccellente. Nel nostro entourage non può trovare spazio un elemento poco valido e non all’altezza della professionalità richesta. Forte d’un progetto comune, della storia passata, e del nome con cui ci presentiamo, il nostro nucleo di musicisti va avanti nel proprio lavoro. Anche se con ovvie difficoltà. Anche dinanzi all’obiettiva crisi del mercato globale.

Il vostro lavoro è invero internazionale. Come si struttura sulla scena estera? Cosa proponete nel vostro repertorio ?

Fortunatamente in numerosi paesi in via di sviluppo vi è grande sete di cultura. Noi abbiamo intenzione di presentare loro un repertorio di ampio respiro e concentrarci sul loro mercato locale rispondendo alle esigenze del paese di riferimento. Siamo specializzati nell’esecuzione di ensemble cameristici relativi la musica operistica e le tradizioni filarmoniche italiane dell’Ottocento. Fiore all’occhiello delle nostre produzioni sono le piccole trascrizioni ottocentesche di musicisti contemporanei a Giuseppe Verdi. Esse hanno una resa straordinaria ed un grande successo di pubblico. Sono esempi del glorioso passato  regionale, dato che esse venivano rappresentate nei piccoli teatri, nei 101 teatri dell’Emilia Romagna. Senza contare che il nostro repertorio nazionale spazia da Verdi a Donizetti, da Bellini a Rossini…

 La situazione culturale della città di Parma in poche battute.

Sebbene noi abbiamo goduto di un passato estremamente ricco, ad oggi tra le nostre eccellenze vi è il Parmigiano e senza dubbio l’esperienza di vita del più grande compositore italiano d’ogni tempo. Del più grande cittadino italiano che si possa ricordare insieme a Dante e Leonardo: Giuseppe Verdi. Egli è il compositore maggiormente eseguito al mondo, se pensiamo che ogni anno egli è presente con due titoli circa in ogni teatro del mondo. Riguardo alla situazione culturale  della città di Parma posso dire che essa è troppo confinata nel locale. In città si ritiene di conoscere bene il grande compositore e di capirlo in modo quasi esclusivo. In una città di artisti e critici musicali, di scopritori di talenti e direttori d’orchestra permane una grande ignoranza. Tutto è come confinato nei circoletti, nelle associazioncine di quartiere, e nelle poche osterie  che restano…

E cos’altro?

E c’è di più. Ad oggi Parma non ha una stagione concertistica vera e propria. Sebbene in favore della città operi la Fondazione Toscanini, realtà che suona il 100 % dei concerti previsti. Peccato che in tal senso manchi un solido confronto artistico ed una compiuta pluralità d’espressione e ci si trovi a redimere questioni politico sociali che in apparenza hanno estrema urgenza ed importanza. Per quanto riguarda noi Solisti del Teatro Regio, il nostro obiettivo centrale è tale per cui amiamo divertirci a fare quel per cui spendiamo le nostre energie e la nostra creatività. 

Progetti per il 2014 ?

In anteprima posso comunicare l’uscita, prevista per i primi mesi dell’anno, di tre Cd dedicati a Giuseppe Verdi ed interpretati da grandissimi cantanti dell’Opera di Parma. E per il resto siamo sempre impegnati a stabilire rapporti proficui con le principali istituzioni concertistiche internazionali. In tal senso chiuderei con dei doverosi Auguri di Buon Natale e per un Nuovo Rinascimento 2.0. 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->