sabato, Maggio 15

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Anwar Ibrahim


Bangkok
– Il leader dell’opposizione politica malese Anwar Ibrahim  è stato condannato per sodomia e tale pronunciamento giunge a minacciare pesantemente il carisma di una figura che ha fortemente sostenuto il cambiamento e che ha dato dignità e spessore  -finora- all’opposizione nel Paese, una dimensione -in precedenza- quasi senza voce nell’agone politico nazionale.
Il pronunciamento giunge da parte della Corte d’Appello che avvalora il punto di vista del Governo e che ribalta il pronunciamento precedente datato 2012 in un procedimento intentato contro il leader politico con l’accusa di aver sodomizzato un suo ex aiutante personale. In base a questo nuovo pronunciamento Anwar Ibrahim sarà estromesso da tutte le sue cariche parlamentari e così sarà posta una fine repentina a quella che potenzialmente avrebbe potuto essere una folgorante carriera politica.
Al momento del pronunciamento della Corte, si è scatenato il baccano in Aula, soprattutto a causa della forte presenza di sostenitori di Anwar Ibrahim. Comprese la moglie e le tre figlie che sono scoppiate in lacrime.
I legali del leader politico, ovviamente, hanno preannunciato che presenteranno istanza di opposizione a tale pronunciamento presso la Corte Federale, ovvero la Corte giudiziaria più alta in grado in Malaysia. Hanno anche aggiunto che l’intero processo è stato macroscopicamente indirizzato verso uno scopo unico e che le prove addotte sono state intese in modo distorto o sminuite del tutto. Vi sono state, infatti, tre deposizioni-testimonianze che la Corte ha voluto rileggere, però, con un differente punto di vista, affermano i legali del leader politico d’opposizione.

Anwar Ibrahim non è nuovo a questo tipo di accuse, dato che già 15 anni fa furono lanciate  -su pari tema- nei suoi confronti. La lotta politica declinata in linguaggio malese si dipinge di queste accuse perché non si tratta solo di questione etica o morale, la sodomia è vietata per legge in Malaysia, una Nazione dove la grande maggioranza della popolazione si esprime similmente su questo tipo di tematiche.
Le ultime accuse -in ordine di tempo- nei suoi confronti furono mosse verso di lui nel 2008, ovvero nel momento in cui il responso politico del movimento di Anwar Ibrahim aveva raggiunto apici mai visti in precedenza da parte delle forze politiche di opposizione in Malaysia e dopo che il leader politico aveva scontato sei anni di carcerazione.
Allo stesso tempo, per Anwar Ibrahim è stato facile arguire e dichiarare in pubblico che tali accuse sono state mosse nei suoi confronti sempre in occasione di momenti politici delicati ed importanti per la Nazione, al dichiarato scopo di tenerlo fuori dalla scena politica nazionale, appunto, fortemente screditandolo agli occhi dell’opinione pubblica.

Anwar Ibrahim è un leader politico riconosciuto per la sua carismaticità e per essere giunto a ruoli di rilievo nella Organizzazione Nazionale Malaysia Unita UMNO nella parte finale degli Anni ’90, giungendo al ruolo di Primo Ministro. Ma nel 1988 fu colto, nel bel mezzo dei contrasti col suo capo di partito, il potente legislatore Mahatir Mohamad, e fu imprigionato proprio con l’accusa di sodomia e corruzione.
Nonostante abbia più volte negato alcun ruolo nella situazione specifica, il Primo Ministro Najib Razak  è aspramente criticato in Patria per aver contribuito ad irrobustire un Governo autoritario che ha condotto una evidente campagna di denigrazione e diffamazione verso Anwar Ibrahim, cioè il più in vista dei responsabili del partito d’opposizione.

 

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