lunedì, Aprile 19

Società civile: tutti ne parlano, nessuno … Cos’è e quando sarà uno dei commensali della tavola imbandita del Recovery Fund?

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Che cos’è la società civile? A livello internazionale, la società civile è composta dalle ONG che salvano gli immigrati su un gommone, giovani e meno giovani che gestiscono l’’effetto Greta’ (Thunberg) e che si accorgono di essere ora ascoltati, ma senza ricadute operative del sistema. Norberto Bobbio ha osservato come il suo significato emerge più chiaramente accostando coppie di elementi antitetici: primariamente l’opposizione tra ‘società naturale’ e ‘società civile’, e successivamente quella tra ‘società civile’ e ‘società politica’.

Da Hegel in poi, scrive Bobbio, la società civile è passata da essere il secondo termine della prima antitesi (quella tra società naturale e società civile), a essere il primo termine di una seconda antitesi, in cui la società civile è considerata un elemento generalmente negativo, e lo Stato (ossia la società politica) il suo salvatore.

Oggi, invece, società civile è un concetto passepartout; è l’emblema della continuità e va bene per tutte le stagioni. Quando c’è l’inflazione il rischio è che la svalutazione sia strisciante. E’ anche una parola  d’ordine di tutti i candidati dei programmi di governo e delle elezioni . Addirittura si è eliminato l’aggettivo ‘cosiddetta’ che, per   molto tempo, ha accompagnato ‘società civile’.

Sarebbe quindi scontata una rappresentanza  della società civile fatta di nomi e cognomi di  persone che l’hanno gestita in modo organizzato  (associazioni, fondazioni, cooperative sociali, ong   ecc.) e che a tutt’oggi non hanno mai trovato una  rappresentanza significativa nei partiti, se non come second best e seconda scelta. Se così   fosse stato, probabilmente i partiti non sarebbero      nella situazione di degrado e di così bassa   reputazione per l’opinione pubblica.

Come mai la società civile viene ‘tirata fuori dal  cassetto’ quando c’è bisogno di avere conforto  popolare, condivisione di suggestioni, pressione   sull’opinione pubblica ormai lontana dai  partiti, passepartout della virtù, speranza di  democraticità di gestione e poi, come è  tradizione, viene riposta nel cassetto quando  si   arriva al ‘dunque’ di quanto può rappresentare il   sentire diffuso dei cittadini che vogliono vivere   la  loro cittadinanza?

Forse è il solito gioco dell’effetto annuncio che   poi brucia le proposte interessanti ed innovative   o forse è la reazione della conservazione della   nomenclatura rispetto alle scelte innovative per   la gestione della ’res publica’. I cittadini attivi   compongono la società civile che va a braccetto operativo con le imprese sociali non profit che  giocano un ruolo di sussidiarietà enunciato      dalla Costituzione nell’articolo 118, ultimo  comma.

Oggi ancor più operativa questa filiera  fra pubblico e privato non profit in logica di co-programmazione e co-progettazione a fronte dell’art.55 del Codice del Terzo Settore (Legge delega 106/2016)  ed inoltre sancito dalla Sentenza 131 della Corte Costituzionale con il caposaldo concettuale dell’amministrazione condivisa (interesse generale e attività generalizzata degli attori della filiera sussidiaria e della proceduralizzazione della sussidiarietà – Sentenza Corte Costituzionale 131/2020 – Decisione del 20/05/2020).

Eccessivo? No: traduzione in fatti delle parole  spese. In modo opportunistico? Ed ancora: ma che cos’è la società civile? Una delle  rappresentanze più  genuine della  società civile   è l’impresa sociale non profit con le componenti   del volontariato, l’associazionismo trasversale, l’imprenditoria sociale che integra il valore della   ricchezza con i valori del sociale. Fra loro integrati e ormai da tutti riconosciuti   come  inscindibili.

Il non profit non è né di destra né di sinistra. Ma è   di chi lo rappresenta e gli da spazio anche  istituzionale. E’ il  partito dei valori, del welfare  allargato unitamente allo sviluppo economico   della comunità e della difesa dei diritti delle fasce   deboli e vulnerabili, dell’esigenza di trasparenza  dei consumatori e dei risparmiatori. Con questo   ‘partito’ trasversale e costretto ad un ‘sano  opportunismo’ bisogna fare i conti ed il loro  consenso è di  difficile gestione perché è molto  orientato a misurare il fare ed i risultati  ottenuti   più che l’’effetto annuncio’. Esso non può   aspettare le promesse, ma vuole programmare   la  propria attività  sulle condizioni  reali perché si  possano risolvere i problemi. Ipotesi? Realtà?Quando la società civile sarà uno dei commensali della tavola imbandita del Recovery Fund? Per ora non è fra gli invitati. Infatti tutti ne parlano ,nessuno……

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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