giovedì, Dicembre 2

Socialismo, oggi vive nel PD

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Esiste una possibilità di riunificare tutte le anime socialiste? Una rifondazione…
Intanto una riunificazione è già avvenuta da parte degli elettori perché quando alle europee prendi il 41 % vuol dire che anche i socialisti che avevano votato Forza Italia hanno premiato la attuale scelta. Sono passati venti anni dalla cosiddetta diaspora, è il caso di guardare avanti.

Il Psi dopo tangentopoli non ha trovato le idee o la forza per ricompattarsi intorno al suo progetto riformista e libertario. Fino al crollo dei numeri. Di chi è la colpa? Negli anni recenti, diciamo gli ultimi dieci, c’è qualcuno che poteva fare qualcosa per riportare il partito fuori dalle paludi ma non lo ha fatto?
Del vecchio gruppo dirigente, tranne Intini, nessuno ha brillato per generosità. Faccio un nome: Amato, su tutti. Ma molti di quei dirigenti hanno considerato il proprio passato più un fardello di cui liberarsi che una bandiera da difendere, ovviamente, poi, sono sempre i primi a criticare.

In Italia può esistere ancora un orgoglio socialista?
La verità è che oggi non c’è più uno spazio politico né per la Dc né per il Psi. Dopo la guerra fredda, dopo Berlino, si sono posti temi nuovi. Oggi c’è un elettorato riformista che si rivede nel Pd e il mondo dei conservatori e moderati che è più frammentato e diviso, tra l’altro con estremi molto lontani. Non so cosa abbiano in comune Salvini, Carfagna e Alfano.

Lei sul suo blog cita una frase di Nenni «rinnovarsi o perire». Ma è ancora socialista come lo è stato 20 anni fa?
Io sono sempre stato socialista. Poi, ovviamente, si ha il dovere di evolversi non a caso penso a ciò che diceva Nenni. E’ evidente che è cambiata la società, bisogna fare i conti con questo. Capire che parliamo a una società diversa da quella di 20 anni fa altrimenti consegniamo il socialismo al museo delle ideologie che è esattamente quello che mi propongo di evitare che accada.

 

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