sabato, Settembre 18

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Sochi apertura

Olimpiadi russe minate dai boicottaggi e dall’allarme sicurezza. I Giochi invernali di Sochi, in calendario dal 7 al 23 febbraio 2014, si sono aperti alle 20.14 (le 17.14 in Italia), con una grande cerimonia inaugurale disertata dai grandi leader mondiali, in difesa degli omosessuali, discriminati dalle recenti leggi omofobe del russo Presidente Vladimir Putin. L’inno intonato dal soprano Anna Netrenko ha dato il via a una kermesse di 160 minuti, con 3 mila artisti e 2 mila volontari, effetti speciali e fuochi d’artificio. Sul palco è salito anche il duo pseudo lesbo delle Tatu: le icone del pop russo, famose per una presunta relazione omosessuale, sono state scelte ad hoc, per arginare la protesta dei gay. 

Troppo tardi, però: come annunciato, il Presidente americano Barack Obama ha snobbato la manifestazione, insieme, tra gli altri, al suo omologo francese François Hollande, al tedesco Joachim Gauck e alla Cancelliera Angela Merkel, e al Premier britannico David Cameron. La lista dei detrattori è lunga. Google ha aperto la giornata con un Doodle sui Giochi invernali con i colori della bandiera gay, associati agli atleti delle discipline in gara. Sotto l’immagine, una citazione della Carta olimpica sui valori dei Giochi: «La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play». 

A gareggiare, comunque, sono presenti tutti gli 87 Paesi per un totale di circa 6 mila atleti, a esclusione dell’India, sospesa dalla competizione per sospetta corruzione. Scegliendo sportivi dichiaratamente gay per la delegazione da far sfilare alla cerimonia, Obama, capofila dei contestatori, ha voluto mostrare che gli gli Stati Uniti «non si conformano ad alcun tipo discriminazione».

 I riflettori dei Giochi sono accesi sull’allerta terrorismo. A festeggiamenti in corso, un aereo turco decollato da Kharkiv, in Ucraina, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza a Istanbul dopo un tentativo di dirottamento da parte di un passeggero ucraino, verso Sochi. Stando ai media turchi, l’uomo avrebbe minacciato di far esplodere una bomba a bordo del velivolo, con 110 persone a bordo, ma grazie all’allarme del pilota sarebbe stato bloccato da un caccia F16 turco. Forze speciali dell’esercito hanno poi catturato il dirottatore.

Assente fisicamente, l’inquilino della Casa Bianca ha comunicato di essere «in contatto costante» con Mosca, «a livello di forze di sicurezza, militare e di intelligence». Il nemico comune sono gli attentati annunciati per le Olimpiadi invernali. «I russi hanno di fronte una grande scommessa, scongiurare ogni tipo di violenza», ha dichiarato Obama.  Dopo l’allarme dagli Usa dei «dentifrici bomba», sotto lo screening dei controllori ci sono tubetti di dentifricio, deodoranti e qualsiasi scatola e bottiglietta sospetta, a bordo dei voli da per la Russia. Per evitare al massimo i rischi, le autorità americane hanno vietato temporaneamente l’imbarco di qualsiasi liquido, anche nelle quantità solitamente consentite. Il pericolo riguarderebbe soprattutto gli aerei interni, con a bordo terroristi dei gruppi caucasici del fondamentalismo islamico e infiltrati qaedisti. 

Le risorse investite dal Cremlino per blindare le Olimpiadi sono notevoli: 37 mila agenti sono dislocati attorno allo stadio e altre migliaia pattugliano il villaggio dei Giochi in borghese. Ma le autorità russe gettano acqua sul fuoco: «Tutte le informazioni che abbiamo in questo momento su possibili minacce o rischi ci dicono che la sicurezza è garantita», rassicura il Governo.

A Washington, Obama ha riunito tutti i suoi più stretti consiglieri, per un vero e proprio vertice sulla sicurezza: sul Mar Nero due navi da guerra della marina Usa con a bordo oltre 500 marines, sono pronte per l’evacuazione di tutti gli americani in caso di emergenza. Tra i 44 capi di Stato e di Governo stranieri all’inaugurazione, spiccavano il Presidente del Consiglio italiano Enrico Letta e, tra i (pochi) dell’asse filo-occidentale, il Premier giapponese Shinzo Abe. «Sarò in Russia al fianco dei 113 atleti italiani», ha dichiarato Letta, «è una scelta che rivendico».

Dallo sport alla politica, la Russia è teatro anche del braccio di ferro con l’Unione europea (Ue) su Kiev. A Sochi per l’apertura dei Giochi, il Presidente ucraino Viktor Ianukovich ha incontrato il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, ringraziandolo per la sua «posizione equilibrata» nella grave crisi politica. Nella capitale, la protesta degli europeisti prosegue davanti alla sede dei servizi segreti di Kiev. Secondo un sondaggio del centro di ricerche nazionale Sotsis, il Paese è spaccato, con il 47% dei cittadini favorevole alle manifestazioni e il 46,1% è contro. Fonti riservate dell’Ue parlano di sanzioni «sul tavolo» del Consiglio dei 28 Ministri degli Esteri del 10 febbraio prossimo, in mancanza di una soluzione.

Secco e ufficiale no comment di Bruxelles, intanto, sulla gaffe offensiva («Fuck the Ue», «L’Ue si fotta») della Sottosegretaria agli Esteri americana Victoria Nuland, durante una conversazione telefonica intercettata con l’ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt, pubblicata da anonimi su ‘YouTube’. «Non facciamo mai commenti su presunte intercettazioni telefoniche», ha tagliato corto l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue Catherine Ashton. Origliare, d’altra parte «non rientra nel set di strumenti che l’Europa impiega per aiutare l’Ucraina». Gli Stati Uniti sospettano si tratti di una polpetta avvelenata del Cremlino, per distanziare l’Ue dai piani americani su Kiev, alla vigilia dell’Olimpiadi di Sochi, boicottate dagli Usa.

Con Washington, Mosca è in prima linea anche ai negoziati sulla Siria di Ginevra 2, in Svizzera. Damasco ha annunciato la partecipazione al secondo round di trattative con i ribelli, fissate dal 10 febbraio prossimo e coordinate dall’Inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba Lakhdar Brahimi. Mentre imperversano gli scontri tra islamisti ed esercito attorno alla prigione centrale di Aleppo, il Presidente siriano Bashar al Assad ha sbloccato l’evacuazione di un primo gruppo di civili, una decina, dal centro di Homs sotto assedio da un anno. Concordato durante la prima fase di negoziati a Ginevra, il canale umanitario permetterà a circa 200, tra donne, bambini, anziani e feriti, di uscire dalla città vecchia.

In Egitto non si fermano intanto gli scontri sanguinosi tra i supporter del deposto Presidente Mohammed Morsi e la polizia: il bilancio è di almeno tre morti, a Fayyu, a sud del Cairo, e di svariati feriti. Nonostante le massicce misure di sicurezza, inoltre, due bombe artigianali sono esplose a Giza, alle porte della capitale contro una sede delle forze di sicurezza, ferendo sei militari.

Giornata calda anche in Libia, con il quartier generale dell’esercito, a sud di Tripoli, assaltato nella notte da uomini armati. Ma l’Italia festeggia la liberazione di Francesco Scalise e Luciano Gallo, di 62 e 52 anni, rapiti in Libia a gennaio. «Grande gioia e soddisfazione», da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, per il successo «dell’attività congiunta tra le autorità libiche e italiane». I due operai edili sono atterrati a Ciampino su un Falcon 900 attorno alle 17 e 30, provati e con la barba lunga, ma sorridenti.

La Farnesina deve gestire anche i casi di Gaetano Uva, 60enne sgozzato nell’albergo in cui alloggiava a Dakar, in Senegal, e dei 18 italiani arrestati, tra il 5 e il 6 febbraio, in Bolivia, nella capitale La Paz, con l’accusa di truffa nella vendita di materiale contraffatto, insieme a complici boliviani.

Resta infine aperto il delicato fascicolo sui marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in attesa di processo in India per la sparatoria mortale contro un peschereccio. Le agenzie di New Delhi battono nuove indiscrezioni sull’intenzione delle autorità di ricorrere alla legge antipirateria (Sua Act), ma di richiedere la massima pena capitale, contemplata nel testo.

 

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