martedì, Agosto 3

Smog, Pechino e Shangai a rischio image

0

inquinamento pechino shangai

Non c’è fine all’inquinamento che ha coperto molte aree nel nord di Pechino per tutta la settimana scorsa. Le autorità hanno emesso un allarme arancione e sollecitato i cittadini a rimanere a casa. Il numero di morti premature causate dall’eccessivo smog è in aumento: secondo uno studio condotto nel 2010 dall’Accademia Cinese per la Pianificazione Ambientale, ogni anno in Cina, 350.000 persone su 500.000 muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento esterno.

Tra le grandi città più conosciute al mondo, Pechino e Shanghai sono quelle che vantano il più alto tasso di smog. Ma i cittadini, si trovano nella condizione di essere infelici di diventare delle vere e proprie aspirapolveri umane, allo stesso tempo sono riluttanti a rinunciare ad uno stile di vita urbano. Cosa è meglio, la capitale del nord o il centro commerciale alla fine del Fiume Giallo? Zhuang Guoshun, direttore del Centro di Studi di Chimica Atmosferica dice che Pechino è coperta dallo smog per circa il 60% dell’anno, mentre per Shanghai si parla del 50%.

Gli esperti ambientali e gli epidemiologi affermano che le cause di questa anomalia sono tante, incluso il tempo di esposizione alle sostanze inquinanti, usi e costumi, oltre che i fattori economici. Il grado di tossicità dell’inquinamento può variare da città a città in base alle diverse fonti. Per esempio a Xi’an lo smog è dovuto maggiormente al consumo di carbone. Mentre Pechino, Shanghai and Guangzhou soffrono di un crescente numero di automobili in transito su strada.

Una delle preoccupazioni maggiori degli scienziati è il livello delle PM2.5 (Particolato Atmosferico, conosciuto anche come Polveri sottili), che penetrano nei polmoni e nel sistema circolatorio. Essi sostengono che queste PS contengono circa 300 sostanze chimiche diverse, e tra esse, quelle più pericolose sono composti organici contenenti idrocarburi aromatici policiclici, considerati cancerogeni. «Benché Pechino sia molto più inquinata di Shanghai, i livelli PM2.5 sono simili in entrambe le città durante il cattivo tempo. Ma quando si arriva al PM1, che è il livello più pericoloso, vuol dire che a Shanghai la situazione è peggiore. E questo lo dimostra il fatto che c’è una peggiore visibilità rispetto alla Capitale», afferma Zhang che ha lavorato nel campo della chimica atmosferica per 30 anni.

Temperature estremamente alte possono aumentare la dualità “inquinamento aereo” e “morte prematura”. Nelle città del Centro-Sud per esempio, dove le temperature medie giornaliere sono molto più alte che al Nord, i residenti sono maggiormente esposti all’inquinamento. Tuttavia, uno studio condotto nel 2012 tra Cina e Australia, ha riscontrato che a Brisbane il rischio di morte prematura causata da inquinamento aereo è 7.5 volte più alto rispetto a Pechino, anche se la capitale cinese è circa 6.7 volte più inquinata.                                                                                                                                                                                    

Secondo un sondaggio effettuato nel 2010 da vari scienziati, l’inquinamento aereo è stato la causa della morte prematura di circa 1.2 milioni di persone in Cina durante l’anno. Gli autori degli studi hanno attributo le oscillazioni delle loro scoperte a diversi fattori, quali le sostanze inquinanti PM1, PM2.5, PM10. Ma hanno anche ammesso che le loro scoperte possono essere non del tutto accurate perché i calcoli che sono stati effettuati per stabilire la Funzione di Risposta ed Esposizione, si basavano su studi d’Oltreoceano piuttosto che su uno studio di coorte – analisi di rischio e osservazioni condotte seguendo un campione di persone per  determinare il rischio – in Cina.     

Secondo Kan Haidong, professore presso l’Università del Fudang, per determinare gli effetti dell’inquinamento sulla salute dovrebbero essere presi in considerazione gli studi di coorte. Ma essendo questi troppo costosi e lunghi nella tempistica, i ricercatori cinesi dovrebbero affidarsi ai risultati dei più importanti studi di coorte degli USA. Uno, condotto dall’Università di Harvard negli anni 70, includeva più di 8.000 persone in sei città. Mentre l’altro, condotto dalla American Cancer Society dal 1982 al 1998, ha coinvolto circa 500.000 persone.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->