domenica, Luglio 25

Slot Machine spente dopo mezzanotte field_506ffb1d3dbe2

0

gioca-slot-machine

 

Ormai si sente parlare sempre più frequentemente del braccio di ferro tra alcuni Comuni italiani e i gestori di slot machine.

Uno dei Comuni che ha dichiarato apertamente guerra al gioco d’azzardo è quello di Lecco.

La città lombarda, infatti, aveva stabilito un coprifuoco per le slot a partire dalla mezzanotte e fino alle 10 del mattino successivo. L’obiettivo di questo provvedimento è oltre ché di ordine pubblico, anche di ordine sanitario o socio-assistenaziale poichè vengono in questo modo tutelati anziani, ragazzini e fasce della popolazione più a rischio, per qunato riguarda almeno il tema del gioco d’azzardo.

E’ risaputo, infatti, che le slot spesso attirano anche i più giovani, che spessosi rivelano i soggetti più vulnerabili e facilmente suggestionabili dalle slot moderne, colorate ed accattivanti. Meglio in questo senso affidarsi agli operatori online, utilizzando ad esempio il bonus di benvenuto SNAI, che comunque prevedono tassativamente la maggiore età come requisito di iscrizione e comunque altre misure a protezione degli utenti come i limiti al deposito settiamanale sul proprio conto gioco.

Ma tornando al caso slot lecchese, c’è chi non ha accettato di buon grado le decisioni del Comune.

Uno di questi è il titolare del Bar Baff di Via Belvedere, che ha fatto ricorso al TAR, contestando l’ordinanza del Sindaco di Lecco riguardo alla limitazione dell’orario delle slot attiva da Novembre 2013.

Ma il TAR a sua volta, con una sentenza che ha davvero sorpreso la maggior parte dell’opinione pubblica, ha dato ragione all’Amministrazione Comunale di Lecco.

Uno dei motivi principali di questa scelta in un certo senso storica ed inaspettata, è stato il peso dato all’ambito sanitario, come misura preventiva di tutela delle persone contro la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Decisamente soddisfatti si sono dichiarati i membri del movimento cittadino Appello per Lecco, da sempre in prima linea contro il dilagare delle slot machine nel terriotorio brianzolo e lecchese.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->