sabato, Settembre 18

Slobodan Praljak, la morte in diretta di un criminale Era accusato di avere comandato gli uomini dell'esercito croato che avevano commesso crimini contro l'umanità e violenze contro la popolazione musulmana

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Il generale croato Slobodan Praljak è deceduto in un ospedale all’Aja, dopo aver bevuto in diretta televisiva una bottiglietta di veleno al momento della conferma della sentenza di colpevolezza per crimini di guerra con la condanna a vent’anni di carcere al Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia.

Praljak era uno dei sei leader politici e militari croati chiamati a rispondere dell’accusa di crimini di guerra compiuti tra il 1992 e il 1994 durante il conflitto croato-bosniaco. «Rifiuto il vostro verdetto. Ho preso del veleno», ha detto Praljak durante l’udienza, che è stata subito sospesa. Resta da chiarire come sia stato possibile a un imputato di un processo in un tribunale internazionale procurarsi il veleno e a poterlo introdurre nell’Aula.

Praljak, 72 anni, ingegnere, poi direttore di un teatro e scrittore, era entrato nelle forze armate tra i ranghi dell’esercito della Erzeg-Bosnia, una piccola Repubblica dei croati di Bosnia che si era autoproclamata indipendente. Era accusato di avere comandato gli uomini dell’esercito croato che avevano commesso crimini contro l’umanità e violenze contro la popolazione bosniaca di fede musulmana in almeno 30 diverse località. Nel 1993, alla notizia che l’esercito croato aveva circondato il villaggio di Prozor, non fece nulla per impedire la strage, rifiutandosi anche di intervenire in diversi altri casi di aggressioni alla popolazione musulmana e al personale delle organizzazioni internazionali. Inoltre era ritenuto tra i responsabili della distruzione dello Stari Most, il ponte ottomano di Mostar.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

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