sabato, Ottobre 23

Sistema di sicurezza infallibile nella tendopoli di Calais

0

Una distesa sabbiosa e umida, a pochi chilometri dal tunnel sotto la Manica, nei pressi della cittadina di Calais, ospita da molti mesi una baraccopoli affollata e organizzata, che prende il nome di ‘Giungla di Calais‘. Qui, circa 5 mila migranti si sono accampati, intorno a un ex-centro vacanze trasformato in centro d’accoglienza, dove sorgono servizi di prima necessità, dall’elettricità ai bagni chimici, sempre meglio organizzati. In questo enorme campo profughi, da gennaio, è comparso un nuovo accampamento. Non è fatto di tende, ma di 125 container che posso accogliere fino a 1400 persone. La giungla diventa, così, un luogo riscaldato, munito di letti a castello che rappresenta un riparo durante il lungo viaggio dei migranti verso il Regno Unito.

L’investimento più grosso è stato fatto per gestire la sicurezza del campo. Per limitare la violenza che c’è nella ‘giungla’, l’associazione ‘La Vie Active incaricata dallo Stato per gestire il campo, ha creato, dunque, un sistema di sicurezza quasi infallibile: è impossibile entrare nel campo senza farsi identificare. Codice d’accesso, sistema biometrico di riconoscimento della mano, videosorveglianza intorno alla giungla e nei parcheggi dove si fermano i camion in viaggio per il Regno Unito, assicurano una vivibilità della giungla. L’associazione “La Vie active” e la prefettura hanno stimato che in sicurezza viene spesa una buona parte dei 23 milioni di euro budget del campo.

Il grosso investimento nella sicurezza del campo, ha permesso l’aumento di posti di lavoro a Calais, come spiega Laurent Roussel, Presidente dell’associazione che riunisce i commercianti del quartiere vicino alla giungla: «Oggi i giovani che cercano lavoro devono fare i passi necessari al centro per l’impiego per formarsi nell’ambito della sicurezza. Domani ci saranno due possibilità su tre per poter lavorare. Questo è forse il miglior impiego che si possa trovare a Calais in questo momento».

Questo modo di trattare la crisi migratoria, delegando la sicurezza ad imprese private, sempre più diffuso in Europa, fa sorgere molte domande. Secondo Claire Rodier, autrice del libro ‘Xenophobie Business’: «Per queste aziende private l’obiettivo non è quello di attuare una buona politica come avviene invece per lo Stato. È il criterio di economicità che prevale nella valutazione del modo in cui vengono trattate le persone. E il peggioramento di tali condizioni è stato riscontrato in alcuni Paesi in maniera molto chiara».

(Video tratto dal canale Youtube: Euronews)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->