giovedì, Giugno 24

Sirte: culla del potere in Libia

0
1 2


Daesh dunque, con il controllo di Sirte, sembrerebbe avere tutte le carte in regola per vincere la sua guerra in Libia, ma ancora qualcosa manca nel quadro appena tracciato. Fattori che spesso non vengono considerati, ma che sarebbero indispensabili per comprendere l’attuale contesto: uno di questi è che lo Stato Islamico non ha il totale controllo della città, ma ne condivide il governo con altre milizie jihadiste, le quali non approvano totalmente il programma del pretenzioso Califfo, come non ne innalzano le insegne.

Queste milizie sono spesso in lotta tra loro, oltre che con i governi libici; in più, gli equilibri tra le famiglie e le tribù libiche sono assai volubili e le stesse milizie che militano sotto le insegne dello Stato Islamico non sono altro che gruppi jihadisti che hanno accettato il Califfato di Daesh come sponsor per le loro azioni terroristiche di guerriglia.

Sebbene i comandanti di queste milizie stanno mostrando una grande abilità nel pianificare e coordinare attentati e offensive per mezzo dei combattenti stranieri, guerriglieri locali, mercenari centro africani e veterani della guerra in Mali, le loro forze sono costituite da un assai frammentato gruppo di pirati, narcotrafficanti, terroristi e guerriglieri, non ancora da un esercito vero e proprio, con capacità gestionali e di coordinamento tipiche delle unità militari. In tal modo, la loro capacità offensiva, seppur di ampio raggio, rimane assai limitata nello spazio e nel tempo: contro una tenace difesa, queste milizie devono battere in ritirata. Diverso il discorso sulle capacità difensive dello Stato Islamico in Libia: più capaci, grazie alle numerose alleanze che Daesh riesce a stringere con importanti famiglie locali, in grado anche di esercitare una certa influenza sulla popolazione locale.

In sintesi, Sirte è una roccaforte che Daesh (o meglio le milizie da lui sponsorizzate) tiene stretta contro ogni tentativo di riconquista da parte delle forze locali. Da qui, i miliziani colpiscono gli altri centri della Libia, senza tuttavia poter avanzare in modo risolutivo contro Tripoli o Tobruk. A rendere più difficile il compito di Daesh, la presenza delle tante milizie jihadiste in conflitto (specialmente nell’entroterra libico) fanno dello Stato Islamico un tassello in un puzzle confuso e di difficile comprensione.

La grande varietà di movimenti fondamentalisti e violenti, d’altro canto, rendono le milizie del Califfo difficili da riconoscere, isolare e distruggere. Per tale motivo, chiunque volesse colpire Daesh in Libia rischierebbe di dover affrontare un numero sempre maggiore di combattenti e  miliziani, che si unirebbero con ogni probabilità se percepissero il pericolo come comune, contribuendo significativamente a favorire la missione di Daesh. Se le trattative diplomatiche per instaurare un governo di coalizione avranno successo, i nuovi capi libici avranno un primo grande ostacolo da superare: Sirte.

La città, tuttavia, non dovrà essere ripresa dai libici con la forza delle armi: ciò rischierebbe di innescare quella alleanza tra milizie che farebbe trovare un esercito libico in inferiorità numerica contro gli alleati di Daesh. Per riprendere Sirte, il nuovo governo dovrà pazientemente intavolare trattative con le maggiori famiglie locali, al fine di strappare a Daesh quanto più consenso possibile nella zona, per poi trattare con le milizie non affiliate allo Stato islamico le condizioni per la deposizione delle armi, presumibilmente in cambio di tornaconti politici o economici e successivamente colpire con ogni forza gli alleati di Daesh nella zona di Sirte, evitando tutte quelle tattiche che causerebbero ulteriore caos e distruzione, come i bombardamenti sui centri abitati, e limitarsi a colpire obiettivi sensibili attraverso azioni chirurgiche, senza mai far cessare l’azione di deterrenza e di diplomazia contro quelle fazioni più moderate. In tal modo, lasciando intendere agli stessi guerriglieri che avranno più possibilità di salvare la loro vita arrendendosi che combattendo, la stessa propaganda dello Stato Islamico, del ‘vincere o morire’ e del ‘combattere fino al sacrificio’, non troverebbe alcun appoggio.

Queste sono soltanto alcune considerazioni di strategie applicabili in Libia da parte delle forze locali, datosi che nel Paese la realtà dello Stato Islamico è ben diversa da quella del fronte asiatico, meno frammentata. In Libia, invece, si dovrebbe far leva sulle opposizioni interne agli alleati di Daesh, costituiti al tempo stesso da ex rivoluzionari e da vecchi soldati del passato regime. Queste divisioni rendono lo Stato Islamico libico estremamente fragile, coeso solo finché il Califfato continuerà ad avere successo, finché il Califfato continuerà a controllare Derna e Sirte.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->