venerdì, Settembre 17

Siriani in Libano: nuovi aiuti UE

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La Commissione, il Consiglio Europeo e l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) fanno un passo avanti nella crisi siriana. La Commissione, sotto la spinta dei dati ONU, ha approvato nuovi finanziamenti per le regioni libanesi al confine con la Siria, il Consiglio ha inasprito le sanzioni verso il regime di Bashar Al-Assad. La Commissione Europea ha ratificato ulteriori misure economiche di sostegno, notando che quelle precedentemente stanziate non sono bastate a gestire il flusso dei rifugiati, che dalle regioni occidentali, si spostano nel territorio libanese.

Ad oggi i rifugiati siriani in Libano, secondo una stima dell’UNHCR, hanno superato il milione. Sono un quarto della popolazione residente. Secondo l’alto commissario António Guterres, «l’impatto sul Libano è stato immenso. Il conflitto in Siria ha provocato degli shock economici gravi, come il calo del commercio, del turismo e degli investimenti e un aumento della spesa pubblica. I servizi pubblici stentano a soddisfare la domanda in crescita e ormai l’assistenza sanitaria, l’istruzione, l‘elettricità, l’acqua e i servizi igienici sono stati notevolmente tassati».  Sempre secondo l’agenzia delle Nazioni Unite «la Banca Mondiale stima che la crisi in Siria sia costata al Libano 2.5 miliardi di dollari americani in termini di attività economica persa nel 2013 e rischi di spingere 170.000 libanesi sotto la soglia della povertà entro la fine di quest’anno. I salari stanno precipitando, le famiglie stentano a tirare avanti. La metà della popolazione dei rifugiati siriani in Libano è composta da minori. I bambini in età scolastica sono più di 400.000, ossia più numerosi dei bambini libanesi che frequentano la scuola pubblica. Le scuole pubbliche hanno accolto più di 100.000 rifugiati, ma non hanno la possibilità di accoglierne molti altri. Circa 80.000 persone hanno urgente bisogno di cure sanitarie. Più di 650.000 sopravvivono soltanto grazie agli aiuti alimentari che ricevono mensilmente.”

Le comunità locali risentono delle tensioni provocate dall’afflusso di rifugiati. Per questo il 28 maggio la Commissione europea ha approvato nuove misure di aiuto ai territori libanesi al confine con la Siria. Queste misure si inseriscono nell’ENPI (European Neighbourhood and Partnership Instrument), strumento nato nel 2007,  che serve a finanziare 17 partner dell’UE  (dieci mediterranei e sei paesi dell’Europa dell’Est, più la Russia). L’ENPI sostituisce i programmi di cooperazione TACIS (per i paesi dell’Europa orientale) e MEDA (per i paesi del Mediterraneo). Questo strumento di partenariato è definito in continuità strategica rispetto ai  precedenti programmi TACIS e MEDA. Lo scopo principale è quello di creare uno spazio di valori condivisi, stabilità e prosperità, rafforzata la cooperazione e l’integrazione economica e regionale più profonda coprendo una vasta gamma di settori di cooperazione. L’ENPI si inserisce nell’ENP (European Neighbourhood and Partnership), definita «una strategia di ampio respiro politico che ha come ambizioso obiettivo di rafforzare la prosperità, la stabilità e la sicurezza del quartiere europeo, al fine di evitare eventuali linee di divisione tra l’UE allargata ei suoi vicini diretti».

Secondo  la Commissione Europea,«Il pacchetto di assistenza, recentemente adottato si compone di due programmi: il primo, del valore di 7 milioni di euro, si concentrerà su come aiutare le economie locali nelle comunità  libanesi a recuperare fornendo mezzi di sussistenza e le opportunità di lavoro nel settore agricolo, attraverso il miglioramento della produttività dei piccoli agricoltori. Inoltre il progetto sosterrà la realizzazione di progetti infrastrutturali agricoli che miglioreranno la gestione dell’irrigazione e la qualità delle acque e fornirà ai singoli agricoltori i servizi di consulenza aziendale. Il progetto avrà anche lo scopo di aiutarli nella creazione di piani aziendali e nella preparazione per richieste di prestiti specifici». Il secondo progetto , del valore di 14 milioni di euro , mira a migliorare l’efficienza complessiva e l’efficacia della gestione dei rifiuti solidi nelle zone del Libano maggiormente interessate dall’afflusso di rifugiati siriani. Esso aumenterà e migliorare i servizi di smaltimento dei rifiuti e migliorare la gestione complessiva delle amministrazioni locali nel settore della gestione dei rifiuti solidi.

Questo nuovo stanziamento di fondi deriva dalla politica dell’UE nei confronti del vicinato e il suo principio fondamentale è ‘more for more’, cioè un miglioramento delle strutture istituzionali del paese, ed è parte integrante del programma  SPRING 2013 è finanziato dallo Strumento europeo di vicinato. L’ammontare totale del contributo finanziario fornito dall’UE in Libano in relazione alla crisi siriana ammonta a 354 milioni di euro in assistenza umanitaria e sviluppo combinato.

Attraverso questa assistenza l’UE contribuirà , in linea con le priorità del governo del Libano piano di risposta alla crisi siriana, ad alleviare i bisogni a medio e lungo termine di entrambi i profughi dalla Siria e le comunità ospitanti in zone del Libano con alta concentrazione di rifugiati.

Il nuovo sostegno dell’UE avrà lo scopo di ridurre le tensioni causate da rischi per la salute e ambientali (ad esempio mitigare le conseguenze di una massiccia concentrazione di diversi tipi di rifiuti , acqua inquinata ) e di rilanciare l’economia locale creando opportunità di lavoro. Questi obiettivi saranno perseguiti dai due progetti combinati sopra descritti.

Infine, Štefan Füle, commissario per l’ allargamento e la politica europea di vicinato ha dichiarato: «l’Unione Europea capisce chiaramente che è fondamentale sostenere non solo i profughi siriani , ma anche le comunità che li ospitano. Nella sua risposta per mitigare le conseguenze della crisi siriana in Libano, il nuovo supporto contribuirà ad alleviare la pressione attuale aggiornando servizi comunali di gestione dei rifiuti solidi e anche stimolando iniziative locali per creare posti di lavoro».

Commissione e Consiglio quindi lavorano insieme per alleviare la crisi che spinge ai confini libanesi. Infatti i territori libanesi colpiti non riescono più a gestire il flusso dei rifugiati siriani e gli aiuti si inseriscono in questo quadro.

Dal primo giugno inoltre sono in vigore nuove sanzioni contro il regime siriano. Queste comprendono il divieto di importazione di armi e materiale connesso dalla Siria, restrizioni alle esportazioni su determinate attrezzature , beni e tecnologie che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, l’obbligo degli Stati membri di ispezionare navi e aeromobili, se vi sono ragionevoli motivi per ritenere che portano armi, materiale connesso o attrezzature che potrebbero essere usate per la repressione interna. I divieti sono estesi anche al campo energetico. Inoltre il Consiglio ha deciso che  Il patrimonio della banca centrale siriana all’interno dell’UE è congelato ed è vietato rendere disponibili fondi o risorse economiche che provengano da quel patrimonio . Infine le sanzioni colpiscono anche l’esportazione dei beni di lusso.

 

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