domenica, Settembre 19

Siria – UE: al-Assad non è più diabolico? Che cosa può aver spaventato tanto l’Europa da voler trattare con colui che era considerato un demone?

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I venti di cambiamento in Europa hanno iniziato a soffiare, almeno così è sembrato ai più, quando la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha introdotto il concetto secondo il quale il Presidente siriano Bashar al-Assad potrebbe rivelarsi un partner utile nella lotta al terrore. Che cosa può aver spaventato tanto l’Europa da voler trattare con colui che era considerato un demone?

Le capitali occidentali stanno finalmente ammettendo il pantano che hanno contribuito a creare in Siria? Non esattamente, ma il tono dei funzionari e dei politici è certamente più conciliante rispetto a quello di soli pochi mesi fa, quando il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, assieme al suo omologo britannico, Philip Hammond, respinse la possibilità di coinvolgere il Presidente siriano al-Assad nell’impegno contro il terrore. «Proporre Assad come una soluzione agli estremisti equivale a non comprendere le cause dell’estremismo. Alla luce di 220.000 vittime e milioni di rifugiati, è illusorio immaginare che la maggioranza dei siriani possa accettare di essere governata da chi li tormenta», avevano scritto in una nota congiunta lo scorso febbraio.

Quanto possono cambiare le cose in pochi mesi… O forse la guerra in Siria è diventata per il capitalismo europeo una realtà fin troppo tangibile per essere gestita? È possibile che l’Europa abbia ora intenzione di dividere la torta con l’uomo che è stato così volutamente demonizzato negli ultimi anni con l’obiettivo di fermare i flussi di rifugiati politici nei suoi territori? È molto probabile che i funzionari negheranno il nesso tra l’esodo dalla Siria e il loro improvviso ripensamento, ma difficilmente qualcuno ci crederà. E cio nonostante la posizione europea sull’interventismo militare straniero resti più liberale che mai, con i funzionari che sostengono le guerre in nome della costruzione della democrazia, affermando che il carico umano che inevitabilmente i conflitti generano non ha mai fatto parte dell’operazione.

Le invasioni sono redditizie, almeno dal punto di vista dei commercianti di armi: la pace è un costo che nessuna capitale occidentale è intenzionata a sostenere. Lo scenario, però, diventa preoccupante quando ‘guerra’ significa aprire i propri confini a quanti sono stati resi indigenti dalle ambizioni militari della NATO. E malgrado le azioni di scoraggiamento, probabilmente impiegheranno molto tempo prima di frenare davvero gli attuali flussi umani in Europa, per tanto i funzionari si stanno affannando in cerca di una soluzione più rapida.
All’improvviso, il Presidente al-Assad non pare più così diabolico. Forse presto sarà ricordata anche la sua legittimazione costituzionale, e non ci vorrà molto perché le affermazioni dei politici sul regime di Assad, qualificato come ‘più pericolo dell’ISIS’, siano dimenticate, magari catalogate come temporanea infermità mentale politica, o più semplicemente cancellati dalle pagine di storia.

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