mercoledì, Ottobre 20

Siria, Russia schiera missili e aerei a Latakia field_506ffbaa4a8d4

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Sui colloqui di pace a Ginevra è intervenuto anche il segretario di Stato Usa John Kerry che ha invitato tutte le parti coinvolte a trattare in buona fede per fermare il bagno di sangue. Kerry è arrivato stamane a Roma per partecipare domani alla Farnesina alla riunione ministeriale in formato small group della coalizione internazionale anti-Isis, che co-presiederà insieme con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «A Roma e Londra questa settimana per importanti incontri sui progressi contro Daesh e sulla risposta umanitaria alla crisi in Siria», ha twittato il segretario di stato americano al suo arrivo nella capitale. Dopo la riunione di domani, infatti, volerà a Londra per presiedere la quarta conferenza dei donatori. Sono ancora top secret i punti all’ordine del giorno di domani, ma secondo quanto trapelato dal Pentagono, l’America vorrebbe chiedere ai diversi alleati, Roma compresa, di fare di più nella lotta allo Stato Islamico. Il riferimento potrebbe essere anche alla Libia.

«I contributi che gli Stati membri dell’Ue sono chiamati a versare alla Turchia per aiutarla a gestire il flusso di profughi proveniente dalla Siria non verranno computati nel calcolo del deficit ai fini del patto di stabilità e crescita, e questo è noto da dicembre». Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, rispondendo indirettamente al premier italiano Mattero Renzi, che aveva sollevato la questione  durante la visita a Berlino di venerdì scorso. «L’Italia è da sempre disponibile, ma stiamo aspettando che le istituzioni europee ci diano alcune risposte su dei quesiti che abbiamo formulato per le vie brevi, sul modo di intendere questo contributo e gli altri necessari all’immigrazione» aveva detto il premier e oggi è arrivata la risposta secca.«Per quanto riguarda le contribuzioni nazionali per gli aiuti alla Turchia secondo il patto di stabilità e di crescita»  ha detto Schinas  «la Commissione si è riferita specificamente a questa questione nelle condizioni di riferimento che ha diffuso tra gli Stati membri in dicembre. In particolare, una nota a piè di pagina dice, cito testualmente: la Commissione dichiara che i contributi nazionali alla facility non verranno presi in considerazione per il calcolo del deficit degli Stati membri secondo il Patto di Stabilità e di Crescita. Questa è la risposta»ha concluso Schinas, ancora una volta rimbeccando Renzi. Secondo un portavoce dell’esecutivo Ue, comunque, in merito alla flessibilità di bilancio, la Commissione Europea darà una risposta alle richieste del governo italiano entro la primavera. E alla richiesta di indicare una tempistica per la decisione sulla flessibilità, con particolare riferimento alle spese sostenute dall’Italia per accogliere i migranti, la portavoce ha spiegato che guarderà a questo caso per caso, ex post, dopo le spese.

Ma Renzi, dalla Nigeria, ha voluto immediatamente controbattere. «Il fatto che le spese per salvare i bambini che navigano dalla Turchia alla Grecia siano fuori dal Patto di Stabilità è finalmente un fatto positivo» ha detto il premier «ma pensare di considerare in modo diverso le spese per salvare i bambini eritrei che arrivano in Sicilia mi sembra assurdo e illogico. Solo una perversione burocratica può fare distinzioni tra le vite da salvare». «Noi italiani pensiamo che i migranti siano tutti uguali» ha detto «e non è possibile considerare le vite da salvare nel Mar Egeo diverse da quelle da salvare nel Mar Tirreno». Il presidente del Consiglio ha detto che, allora, l’Italia il suo contributo alla Turchia per salvare esseri umani e farà ogni sforzo per salvare vite umane nel Mediterraneo. «Prima del patto di stabilità c’è un patto di umanità» ha commentato. «Se poi vogliono aprire una procedura contro l’Italia, facciano pure: noi andiamo avanti. Per noi Europa significa valori e ideali, non polemiche da professionisti dello zero virgola».

Dopo il terribile attentato compiuto ieri da Boko Haram, oggi il premier Matteo Renzi, da Abuja, ha espresso il suo cordoglio per le 86 vittime. «Voglio esprimere tutta la nostra amicizia per i tragici eventi di ieri. Distruggeremo i terrorismi con determinazione perché i nostri valori, le nostre idee sono troppo profonde per essere bloccate da queste persone» ha detto subito dopo aver incontrato il presidente nigeriano Muhammadu Buhari.  «Per troppo tempo l’Italia ha dimenticato l’Africa», ha detto Renzi invitando a impegnarsi per rafforzare la leadership nigeriana nella lotta al terrorismo e alla corruzione. Anche per questo, ad accompagnare il presidente del consiglio in questo viaggio è stato il capo della Polizia, Alessandro Pansa, che ha firmato un memorandum con il capo delle forze dell’ordine nigeriane, Solomon E. Arase un accordo particolare. L’intesa, infatti, prevede una collaborazione tra i due Paesi nella lotta al traffico di esseri umani e il supporto delle autorità nigeriane per il rimpatrio dei nigeriani che non hanno diritto a stare in Italia.

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