giovedì, Giugno 24

Siria, ripartono i colloqui di pace

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La questione curda

La Russia ha spinto fortemente perché fosse invitato il gruppo curdo che controlla un grande pezzo di Siria settentrionale, vicino al confine con la Turchia, l’Unione Democratica Partito, o PYD. Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto questa settimana che i curdi rappresentano il 15 per cento della popolazione siriana e senza il loro coinvolgimento i negoziati di pace per la Siria avrebbero poco senso. La Turchia ha fortemente sostenuto la sua contrarietà all’invito del PYD, che vede come un ramo del Partito dei lavoratori del Kurdistan, un gruppo di resistenza curdo contro cui ha lottato a lungo e che considera un’organizzazione terroristica.

L’argomento è particolarmente delicato a causa della frattura tra Mosca e Ankara derivante dall’abbattimento del jet russo da parte di un aereo turco al confine con la Siria nel novembre scorso. Gli Stati Uniti, che hanno sostenuto il fatto che i curdi siano una grande forza combattente nella battaglia contro lo Stato islamico, hanno assunto una posizione neutrale. Per ora, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura, che sta inviando gli inviti ai colloqui, sembra piegarsi alle minacce della Turchia di boicottare i colloqui sulla Siria se il PYD sarà invitato, snobbando quindi il gruppo curdo.

 

La lista dei terroristi

Un altro grosso ostacolo ai colloqui è l’elenco dei gruppi che devono essere universalmente riconosciuti come terroristi in modo che sia la coalizione guidata dagli Usa che la Russia possano colpire senza errore. L’unico nome che non causa tensioni è lo Stato Islamico, mentre il resto è soggetto a discussioni feroci. Mentre gli Stati Uniti inseriscono nella lista dei gruppi terroristi Jabhat al-Nusra (Fronte Nusra), un ramo di al-Qaeda in Siria, proprio come fa la Russia, le monarchie del Golfo la vedono come una organizzazione di opposizione legittima. Lo stesso vale per una miriade di altri gruppi jihadisti che combattono Assad. Il disaccordo è uno dei principali ostacoli per ogni tentativo di cessate il fuoco.

 

No precondizioni

Gruppi di opposizione sostenuti dai sauditi  hanno chiesto che la Russia fermi i suoi attacchi aerei e che il governo di Assad blocchi il suo assedio a diverse città controllate dai ribelli prima di iniziare i colloqui. La Russia e il governo siriano hanno respinto la richiesta, mentre gli Stati Uniti e altri negoziatori internazionali sembrano sostenere l’idea che i colloqui devono iniziare senza precondizioni.

Aerei da guerra russi, nel frattempo, hanno continuato a colpire le posizioni dei miliziani in Siria, permettendo alle forze governative di lanciare una serie di offensive e recuperare terreno nelle ultime settimane. I progressi dell’esercito siriano sono stati particolarmente rilevanti nella parte montana della provincia costiera di Latakia, il cuore della minoranza alawita di Assad. All’inizio di questo mese, le truppe governative, che si sono affiancate alla forza aerea russa, hanno recuperato la città di Salma, una roccaforte chiave dei ribelli che era rimasta sotto il loro controllo per tre anni. Le truppe siriane stanno portando una ulteriore offensiva al confine con la Turchia, nel tentativo di tagliare una via di rifornimento chiave per i miliziani. E i successi militari hanno di sicuro rafforzato in modo significativo la posizione di Assad nei colloqui di Ginevra.

 

Traduzione di Daniele Petroselli

 

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