lunedì, Settembre 20

Siria, raid con gas: coinvolti anche bambini. La rabbia dell’Onu

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Nuovo orrore in Siria: almeno 58 persone sono state uccise in un raid aereo avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib. La zona è in mano all’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), è stato usato del gas: la conferma arriva da fonti mediche, che parlano anche di altri 160 tra feriti e intossicati. Tra i morti ben 11 bambini.

Colpito anche un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco. Secondo il capo del servizio di difesa civile dell’opposizione a Khan Seikhun, la struttura è stata «presa di mira dopo l’attacco», ma qui non è ancora chiaro se vi siano delle vittime.

La Francia ha chiesto una riunione ‘urgente’ del consiglio di sicurezza dell’OnuRecep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin hanno discusso in una telefonata del raid. Lo riferiscono fonti presidenziali di Ankara, secondo cui «Erdogan ha detto che un tale attacco disumano è inaccettabile». Di crimine contro l’umanità parla il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.

Di notizia «orribile» e di «drammatico promemoria del fatto che la situazione sul terreno continua ad essere drammatica» parla l’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, che poi ha affermato: «Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo. Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne». ma ha ribadito che il futuro di Assad spetterà ai cittadini siriani.

«Le notizie di un attacco chimico contro civili inermi in Siria e di bombardamenti sugli ospedali dove erano stati ricoverati i feriti sono sconvolgenti», ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che ha confermato che l’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza, richiesta da Francia e Gb, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine.

«La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto» il commento invece all’Ansa di Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

Andiamo in Russia dove è stato scoperto il nome dell’attentatore nella metro di San Pietroburgo: si tratta di Akbarzhon Jalilov, 22 anni, russo di origini kirghise. Il suo Dna è stato trovato sulla borsa in cui era contenuto l’ordigno rinvenuto nella stazione di Ploshchad Vosstania, quello che non è esploso perché doveva essere attivato tramite un cellulare. Secondo gli investigatori russi, Jalilov è l’unico autore dell’attentato. Oggi ancora un allarme bomba nella città, ma alla fine si è trattato solo di un falso allarme. In realtà però gli inquirenti stanno anche analizzando immagini esterne alla metro e non escludono che ci possano essere dei complici dell’attentatore suicida. Intanto il bilancio ufficiale della strage è di 14 morti. Ieri sera telefonata tra Putin e Trump, che hanno ribadito l’impegno per combattere il terrorismo. Intanto secondo il quotidiano ‘Kommersant‘, i servizi segreti russi tenevano d’occhio ‘da tempo’ la cellula in azione ieri ma avevano individuato con certezza solo un elemento di ‘basso rango’ dell’organizzazione, di cittadinanza russa, fermato dopo il suo rientro dalla Siria.

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