venerdì, dicembre 14

Siria: raid a Ghuta. Onu: ‘Situazione che va oltre l’immaginazione’ Lavrov: 'La situazione di Afrin può essere risolta solo rispettando la sovranità del Paese e la sua integrità territoriale'

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E’ di una decina di morti il bilancio di nuovi raid aerei governativi sulla Ghuta orientale, l’area a est di Damasco assediata dalle truppe lealiste e controllata da gruppi anti-regime. Secondo i primi dati, quasi 250 civili, di cui 57 bambini o adolescenti, sono stati uccisi a partire da domenica dai bombardamenti governativi con artiglieria, aerei ed elicotteri sulla regione controllata da vari gruppi ribelli e fondamentalisti. Questi ultimi hanno risposto facendo piovere razzi e obici di mortaio su alcuni quartieri della capitale, dove almeno 8 civili, di cui 3 bambini, sono stati uccisi e 15 feriti. La situazione nella regione della Ghuta orientale, in Siria, va «oltre l’immaginazione», ha detto alla ‘Bbc‘ il coordinatore umanitario regionale delle Nazioni Unite, Panos Moumtzis.

Intanto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov da Lubiana  fa sapere che la situazione di Afrin può essere risolta «solo rispettando la sovranità della Siria e la sua integrità territoriale, tutti gli attori esterni dovrebbero rendersi conto della necessità di dialogare con Damasco». Lavrov ha poi esortato Damasco a «parlare con i rappresentanti di tutti i gruppi etnici e confessionali tra cui i curdi».

«Credevamo di aver visto tutto nella crisi siriana: eccidi, armi chimiche e gravissime violazioni di diritti umani. Ma le terribili notizie provenienti dalla Ghuta orientale di Damasco, ove l’offensiva del regime siriano sta barbaramente massacrando tanti civili, donne e bambini, indicano che un nuovo abisso immorale e tragico è stato raggiunto in Siria. Mi unisco all’appello dell’Onu per fermare immediatamente i bombardamenti, porre fine all’assedio, e riaprire un canale umanitario che assicuri pieno accesso agli aiuti, in particolare di cibo e medicine», ha detto in una nota il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, secondo cui «il regime di Damasco è responsabile di queste violenze disumane».

Il ‘Wp‘ ha rivelato che Mike Pence era partito per i Giochi olimpici sudcoreani con un accordo per vedere segretamente alti rappresentanti nordcoreani. Ma il 10 febbraio, meno di due ore prima che il vice presidente Usa e il suo team fossero pronti per incontrare Kim Yo Yong, la sorella e gli altri dirigenti di Pyongyang hanno fatto marcia indietro. Secondo il quotidiano americano, il dietrofront è arrivato dopo che il vicepresidente aveva denunciato la situazione dei diritti umani nella Corea del nord e le sue ambizioni nucleari, e annunciato altre sanzioni più dure e il rafforzamento dell’alleanza con la Corea del sud e il Giappone.

Almeno 50 studentesse di una scuola attaccata la sera del 19 febbraio dai jihadisti di Boko Haram sono scomparse. A dirlo la ‘Bbc‘, che cita il governatore dello stato di Yobe, dove è avvenuto il blitz dei terroristi islamici. L’allarme è stato lanciato dai genitori che si sono ritrovati stamani fuori dalla scuola. Secondo alcuni sono 51 le ragazze scomparse, secondo altri 93.

Sull’Ema «non c’è una contrapposizione Milano contro Amsterdam, non è una rivincita di una partita di calcio che abbiamo perso al primo tempo. Si tratta semplicemente di andare a vedere se ad Amsterdam ci sono le condizioni per garantire l’operatività dell’agenzia, che è interesse dei cittadini europei, per avere farmaci avanzati e in grado di controllare tutte le malattie che abbiamo di fronte». A dirlo Giovanni La Via (Ppe), relatore per la commissione ambiente del Parlamento europeo che partecipa alla missioni di domani del Pe nella capitale olandese. In una lettera inviata oggi  a Jean-Claude Juncker, il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha chiesto di acquisire dalla Commissione Ue tutti i dettagli dell’offerta formulata dall’Olanda per ospitare la sede dell’Ema in uno spirito di «mutua e sincera cooperazione» tra le istituzioni. Il tutto per decidere al più presto sulla questione.

Il governo Tory britannico sta offrendo solo «vuota e insulsa retorica» sulla Brexit e sulla sua strategia negoziale con Bruxelles. A dirlo il leader laburista Jeremy Corbyn, che parte di nuovo all’attacco della premier Theresa May. Corbyn ha denunciato la mancanza di una soluzione sulla questione dei confini irlandesi e sulle possibili conseguenze del divorzio dall’Ue sui diritti dei lavoratori.

In Francia invece giro di vite sui migranti. Il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, ha presentato in Consiglio dei ministri il progetto di legge sull’asilo e l’immigrazione: «Non bisogna soltanto accogliere, bisogna accogliere bene. Il progetto di legge farà convergere le nostre procedure con quelle dei nostri vicini europei. Altrimenti i migranti sceglieranno il Paese in cui è più facile essere accolti». I termini per ottenere l’asilo saranno ridotti a meno di sei mesi, ma la durata di detenzione nei centri di custodia temporanea verrà allungata. Secondo Le Monde, sono inoltre previste sanzioni penali per chiunque varcherà illegalmente il confine (fino a 5 anni di carcere).

Ritorniamo in Gran Bretagna perché l’ex numero uno di Save The Children, Justin Forsyth, è stato accusato di ‘comportamento improprio’ nei confronti del personale femminile quando lavorava per la ong. Lo rivelano i media britannici, secondo cui l’ex ‘ceo’, ora vice direttore esecutivo all’Unicef, aveva inviato messaggi via telefonino e fatto commenti non opportuni su come le sue colleghe erano vestite. Forsyth ha affermato di avere già presentato le sue scuse allo staff. Nel frattempo nuovi problemi finanziari all’orizzonte per Oxfam, perché il governo britannico ha fatto sapere che potrebbe tagliare anche i contratti pubblici con l’ong dopo il congelamento dei finanziamenti per il 2018.

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