giovedì, Maggio 13

Siria: Putin combatterà per Assad?

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CONSOLIDAMENTO MILITARE

Pare che, dopo aver incontrato la resistenza di Washington ad ascoltare le sue nuove iniziative diplomatiche, qualsiasi esse fossero, Putin abbia deciso di alzare la posta ordinando un rafforzamento militare in Siria.

Sono settimane che si moltiplicano le notizie in proposito, ieri il ‘Wall Street Journal’ ha sostenuto, sulla base di immagini satellitari fornite dall’agenzia di intelligence IHS Jane, che la Russia sta aumentando la sua presenza militare in Siria con altre due basi. Nelle foto, scattate a metà settembre, sono visibili un deposito di armi e una struttura militare a nord di Latakia, suggerendo che la Russia  si appresta a posizionare le truppe in entrambe le aree, secondo quanto sostiene Rob Munks, direttore dell’IHS Jane’s Intelligence Review.
L’allargamento vicino alla costa mediterranea della Siria starebbe indicare che la Russia  si sta preparando a usare nuove forze militari sul campo di battaglia siriano. Fino a poco tempo fa, la presenza militare russa era concentrata nella base aerea a sud della città portuale di Latakia.

Ufficialmente, Putin, Lavrov e gli altri ufficiali continuano a sostenere che Mosca sta fornendo ad Assad armi e personale militare russo per aiutarlo a combattere contro l’ISIS, niente altro. O meglio: Putin ha lasciato uno spiraglio per un ulteriore coinvolgimento bellico: quando gli è stato chiesto, a inizio settembre, se Mosca fosse pronta per inviare le proprie truppe in Siria e combattere l’ISIS, lui ha risposto: «Stiamo valutando diverse opzioni». Non solo: …..
Alla domanda se la Russia progettasse di impostare un base aerea in Siria, il generale Nikolai Bogdanovsky, vice comandante dell’Esercito russo, ha risposto che non c’è alcun piano del genere «oggi», ma ha aggiunto che «tutto può accadere».

L’intelligence USA e quella israeliana hanno detto che Mosca ha inviato più di una dozzina di jet da combattimento nella base dove droni hanno già iniziato ad effettuare i voli di ricognizione. La Russia avrebbe anche inviato carri armati, sistemi di difesa aerea, velivoli per il trasporto dei militari e alloggiamenti per almeno 2mila soldati, insomma starebbe preparando un avamposto aereo nella provincia costiera siriana di Latakia, nel cuore del regime di Assad.

Per altro, alcune fonti militari di Damasco, confermano:  cinque aerei caccia, velivoli da ricognizione, sofisticati equipaggiamenti militari (dispostivi di puntamento, radar, missili a guida di precisione e binocoli agli infrarossi) sono stati forniti dalla Russia al regime di Bashar al-Assad, il materiale sarebbe arrivato venerdì scorso in una base nella provincia costiera di Latakia. Le armi russe sono tanto
difensive quanto offensive, hanno sostenuto le fonti di Damasco, e starebbero cominciando a produrre i loro effetti. Il loro primo utilizzo ha riguardato le città di Deir Ezzor e di al-Raqqah, capitale di fatto dell’auto-proclamato califfato, in particolare sulle posizioni dell’Isis.

Pare che Punti voglia che la base sia completamente operativa per il 28 settembre, quando parlerà all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il suo portavoce ha già detto che il discorso di Putin si concentrerà sulla situazione in Siria e sul combattimento contro l’ISIS.

 

OBIETTIVI RUSSI

Gli obiettivi di Putin appaiono opachi, sembra possa cambiarli durante il percorso a seconda di come le sue proposte vengono ricevute da Washington e dal resto dell’Occidente.
Mentre Mosca ovviamente vorrebbe sostenere Assad, le cui forze hanno recentemente sofferto una serie di sconfitte, trovandosi costantemente messe all’angolo sia dall’ISIS che da altri nemici, e una base aerea con una dozzina di jet e velivoli d’assalto non cambierà certamente il corso della guerra. Gli analisti militari di Mosca concordano che il supporto in materiale bellico e uomini che sta arrivando da settimane in Siria è il massimo che la Russia possa permettersi, ed escludono una qualsiasi significativa presenza di azioni sul campo.

Il continuo supporto iraniano gioca un ruolo molto importante nel mantenere la presa di Assad sul potere e nella strategia russa.
L’Iran e la Russa «hanno intenzione di usare tutto il loro potenziale e le loro possibilita’, perche’ la Siria esca da questa crisi», ha dichiarato ieri il vice Ministro degli Esteri di Teheran, Amir Abdollahian, in visita a Mosca.  Abdollahian ha riferito di aver discusso lunedì con l’omologo russo, Mikhail Bogdanov, il piano iraniano per la soluzione della questione siriana, presentato dalla Repubblica islamica a Bashar al Assad. «Teheran e Mosca hanno la stessa idea sul metodo con cui risolvere la crisi siriana», ha spiegato il vice Ministro. «Ieri abbiamo discusso con Bogdanov i dettagli di questo piano ed entrambe le parti condurranno ulteriori colloqui con le autorità siriane su questo argomento. Dopo aver messo a punto queste idee, Mosca, Teheran e Damasco renderanno noti i dettagli del piano», per ora quanto è chiaro è che Assad è previsto sia parte del processo politico di stabilizzazione in Siria. La Russia e l’Iran intendono usare tutto il loro potenziale per arrivare ad una soluzione.

Ciò che la presenza militare russa potrebbe fare è tracciare una spessa linea rossa davanti agli USA per scoraggiarli da qualsivoglia tentativo di lanciare raid aerei contro le forze di Assad a favore di gruppi di opposizione che l’America ha dichiarato di sostenere.

Ma come gli sforzi diplomatici hanno indicato, Putin sembra essere interessato nel riprendere i contatti con gli Stati Uniti e gli Stati del Golfo -una cosa che alla Russia fa gola nell’attuale momento di recessione economica in cui si trova.
Gli ultimi dispiegamenti militari potrebbero essere solo un tentativo di ricattare Washington per costringerla ad accettare un qualche accordo sulla Siria, cosa che Putin spera possa aiutare a sistemare i rapporti con l’Occidente, traballanti dopo la crisi ucraina.
Dispiegando il suo Esercito sul terreno siriano, Putin offre una scelta a Obama: trovare un accordo o trovarsi in una situazione in cui i jet russi potrebbero potenzialmente confrontarsi con la Air Force USA. Sarebbe veramente difficile, oltre che potenzialmente costoso, per Obama accettare un qualsiasi accordo con Putin, persino se il leader russo facesse significative concessioni. Il piano di Putin è un azzardo rischioso, che potrebbe portare la Russia in un isolamento ancora maggiore, e rendere la situazione in Siria addirittura più instabile.

 

Traduzione di David Valentini

 

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