martedì, Luglio 27

Siria, primi cessate il fuoco

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Damasco – È stato raggiunto un accordo tra l’esercito siriano e Hezbollah libanese da una parte e il movimento islamista Ahrar al-Sham, il Fronte al-Nusra e le fazioni riunite sotto la bandiera dell’Esercito della Conquista dall’altra sul cessate il fuoco nella città di al-Zabadani nel governatorato del Rif di Damasco e nei villaggi di Kafriya e al-Fu‘ah nel governatorato di Idlib.

Questo è avvenuto a seguito di una tregua tra le due parti entrata in vigore a mezzogiorno di domenica e valida per un periodo di 48 ore, durante le quali i rappresentanti del lato iraniano e altri di Ahrar al-Sham avrebbero potuto discutere della modalità di uscita dei combattenti e dei cittadini dalle zone calme, delle condizioni del cessate il fuoco, dell’apertura di corridoi umanitari, del rilascio dei prigionieri e della completa cessazione delle operazioni militari nelle regioni sopra menzionate.

Le forze siriane hanno lanciato un’offensiva per riconquistare al-Zabadani lo scorso luglio, il che ha portato per contro alla formazione di un accordo tra fazioni, che comprende estremisti islamici dell’organizzazione al-Qaeda, per l’assedio dei villaggi di Kafriya e al-Fu‘ah nel governatorato di Idlib e dei loro abitanti sciiti; inoltre, recentemente le fazioni armate hanno scatenato una battaglia per il controllo dei due villaggi, dove hanno sferrato uno degli attacchi più violenti venerdì scorso con le esplosioni di almeno nove auto cariche di esplosivo, sette delle quali portate a termine da attentatori suicidi.

Questa tregua è considerata la terza del genere dopo che, il mese scorso, con due cicli di negoziati non si è riusciti a raggiungere un accordo in merito al ritiro di tutti i combattenti da al-Zabadani e alla garanzia di un passaggio sicuro per tutti i cittadini desiderosi di lasciare Kafriya e al-Fu‘ah e di aiuti alimentari e medici per coloro che vogliono restare.

Sabato è stata conclusa una tregua analoga tra l’esercito siriano e fazioni combattenti nel villaggio di al-Taybeh nel Ghuta occidentale di Damasco che ha come obiettivo l’apertura della strada tra il paese e l’accampamento di Khan Dannun, oltre alla rimozione dei cumuli di terra. La tregua ha stabilito l’arretramento dell’esercito siriano di 250 metri verso l’accampamento di Dannun e l’erezione di uno sbarramento all’ingresso di al-Taybeh, oltre all’evacuazione delle case dei cittadini da parte dei combattenti delle due parti, al ritorno dei cittadini nelle loro case e alla loro vita quotidiana in maniera naturale, e all’apertura delle scuole.

La tregua ha stabilito anche il posizionamento di una postazione dell’Esercito libero presso il forno del paese, la rimessa in funzione delle reti elettrica, telefonica e dell’acqua e l’introduzione di generi di prima necessità per i cittadini.

La Brigata al-Ansar, appartenente al cosiddetto Fronte dei Rivoluzionari di Siria, ha espresso sabato il suo deciso rifiuto della tregua con l’esercito siriano nel villaggio di al-Taybeh. Secondo un comunicato avrebbe affermato: «Noi, la Brigata al-Ansar che opera nel Ghuta occidentale, non siamo d’accordo con la tregua nel villaggio di al-Taybeh, per timore che al-Taybeh venga venduta com’è stata venduto prima il villaggio di al-Derkhabia». Il comunicato ha anche messo in guardia la popolazione di al-Taybeh dalla formazione di qualunque denominazione afferente all’esercito siriano, avvertendo che quest’ultimo non ha altro fine che il banditismo.

In corrispondenza di ciò, Jaysh al-Islam ha rilasciato un comunicato fotografico in cui affermava di aver rafforzato il controllo sull’autostrada internazionale Homs-Damasco, dal ponte nei dintorni di Harasta fino all’intersezione con il campo di al-Wafidin. Nel comunicato è stato chiarito che, a cominciare da domenica, la strada Damasco-Homs è diventata transitabile durante il giorno dalle sei di mattina alle sei di sera, per il passaggio dei civili e delle merci non militari.

Jaysh al-Islam ha anche annunciato tramite i social network di aver distrutto un carro armato T-72 dell’esercito siriano sul fronte di Dahiya al-Assad, mentre fonti ufficiali a favore del governo siriano hanno negato le notizie diffuse in merito alla sua avanzata nella zona, affermando che erano ancora in corso scontri tra le due parti; intanto l’esercito siriano, con attacchi aerei e di artiglieria, mirava alle posizioni delle brigate islamiste nella città di Douma e nei villaggi di Bala, Bayt Jan e Hamoriya.

Inoltre, due persone sono rimaste ferite domenica mattina a causa di un attacco di artiglieria perpetrato da unità dell’esercito siriano sulle posizioni delle fazioni armate nel villaggio di Sakik nella campagna meridionale di Idlib, a Rif Hama. L’aviazione bellica ha sferrato due attacchi sulle posizioni delle brigate nella città di Ma‘arrat al-Nu‘man, mentre uno scoppio simile si verificava sulla strada che collega la città di Khan Shaykhun e il villaggio di Haysh, senza causare alcun ferito.

Fonti sul campo hanno affermato che all’alba di domenica ci sono state oltre 15 vittime e un certo numero di feriti quando i combattenti dell’opposizione che operano nel quartiere di Bustan Pasha hanno sparato lanciarazzi Grad sul quartiere al-Midan nel centro di Aleppo. Numerose vittime e feriti sono stati causati anche da missili simili sul quartiere Sayyid Ali. Le fonti hanno indicato che lo scoppio dei missili esplosivi ha colpito gli stabilimenti di El-Saad Pharmaceuticals causando danni per un valore di centinaia di milioni; l’aviazione bellica siriana ha attaccato le posizioni dei combattenti nei quartieri di al-Halak e Sheikh Khader, causando vittime e feriti.

Numerosi sono anche i morti e i feriti causati da un attacco simile che ha raggiunto le posizioni dell’organizzazione ISIS nei quartieri al-‘Urdi e Khasarat a Deir el-Zor e intorno all’aeroporto militare di Deir el-Zor nelle campagne della città.

Si sono verificati degli scontri tra l’Unità di Protezione Popolare curda ed elementi dell’ISIS a sud di Tell Brak nella campagna di al-Hasaka, senza informazioni sull’entità dei danni dalle due parti. Fonti civili hanno riportato che i rifugiati nell’accampamento di Rojava vicino ad al-Malikiyya, che accoglie profughi arabi dalle zone di Tell Hamis e delle sue campagne, vivono in pessime condizioni.

Traduzione di Stefania Dell’Anna

 

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