domenica, Settembre 19

Siria, ecco i primi aiuti nella Ghuta orientale Il convoglio umanitario dell'Onu e della Croce Rossa internazionale era composto da 46 camion. Era da novembre che un convoglio non entrava nella zona

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Dopo più di tre mesi di attesa, nella Ghuta orientale, l’area vicino a Damasco, assediata dalle truppe governative, è entrato ieri un convoglio umanitario con cibo e altri beni di prima necessità destinati a circa 30.000 delle 400.000 persone che da anni sono nel bel mezzo della guerra.

Il convoglio umanitario dell’Onu e della Croce Rossa internazionale era composto da 46 camion. Era da novembre che un convoglio non entrava nella Ghuta. Ma la stessa Croce Rossa afferma che questi aiuti, rimasti bloccati per mesi perché il governo di Damasco non rilasciava i permessi, sebbene rappresentino ‘un passo positivo’ non sono affatto sufficienti.

Ma la Ghuta è stata anche bombardata ieri dall’aviazione governativa sostenuta da Russia e Iran, a sostegno dell’avanzata di terra contro i miliziani antiregime appoggiati a vari livelli da Arabia Saudita, Turchia e Qatar. Per l’Ondus sono stati uccisi più di 40 civili, tra cui donne e minori. E il bilancio di questi primi dieci giorni da  quando il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato la risoluzione per una tregua umanitaria in Siria sono 210. Dal 18 febbraio, giorno dell’inizio dell’inasprimento dell’offensiva sulla Ghuta, sono morti secondo l’Osservatorio 740 civili, di cui 170 minori e 103 donne.

L’avanzata delle truppe governative e delle milizie ausiliarie procede intanto sul lato orientale diretto verso il cuore della Ghuta, con l’obiettivo di tagliare di fatto in due la zona, in una parte a nord e in una a sud.

(video tratto dal canale Youtube di France 24)

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