mercoledì, Ottobre 20

Siria: Obama-Putin, così vicini e così lontani

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E proprio in Europa la questione migranti rimane al centro del dibattito. Oggi giornata di cifre, con i vari stati dell’Est a snocciolare i propri dati: si va dagli 82mila arrivi in Croazia agli oltre 5300 in Ungheria nelle ultime 24 ore. E in questo contesto anche la Germania parla di circa 230mila richiedenti asilo solo tra il 5 e il 27 settembre. Per questo il governo tedesco ha varato un pacchetto di norme che modificano in senso restrittivo la normativa sul diritto d’asilo ai rifugiati: regole più severe per le espulsioni (e anche più facili), velocizzazione delle procedure di valutazione delle richieste, classificazione di Albania, Kosovo e Montenegro come Paesi di origine sicuri, corsi gratuiti di lingua e contratti di lavoro temporaneo (oltre che un ‘eccezionale’ salario ridotto) per i rifugiati, ma anche la sostituzione del contributo giornaliero in danaro con beni materiali. Viene stabilito inoltre che per quest’anno lo stato trasferisca ai Laender due miliardi di euro per la gestione dell’emergenza. Entro la fine di questa settimana il documento sarà valutato dal Bundestag e per il 1° novembre dovrebbe vedere il via. Dovrebbe, perché il governo di Angela Merkel, in enorme difficoltà in questo periodo, avrà bisogno dell’appoggio dei Verdi.

Sempre rimanendo nel Vecchio Continente, continua a far discutere la Volkswagen. E’ di oggi la notizia che la casa automobilistica tedesca si prepara a richiamare nei propri concessionari le automobili che montano il software dello scandalo. Si tratta di 11 milioni di veicoli, con un costo per l’azienda di almeno 6,5 miliardi di euro, ma alcuni esperti parlano addirittura di 20. Secondo la Reuters, si parla anche di un nuovo rimpasto ai vertici. Ma il caso rischia di coinvolgere un pò tutta Europa, in particolare l’Italia. Secondo Bankitalia, in audizione al Parlamento,il dieselgate si aggiunge «all’incertezza presente sui mercati globali» e costituisce un pericolo per la ripresa. «Nell’area dell’euro la ripresa si è intensificata dalla fine dello scorso anno, ma al rafforzamento della congiuntura europea si contrappone un significativo indebolimento dell’attività economica in cina e nelle altre economie emergenti. Finora l’effetto di questo rallentamento sulle economie avanzate non è stato rilevante; esso costituisce tuttavia un elemento di incertezza per il futuro: potrebbe portare un ridimensionamento delle prospettive globali di domanda e di inflazione e incidere negativamente sulla fiducia degli investitori». Ovvio che il caso sta aprendo a nuovi controlli in tutto il mondo anche sulle altre aziende. Il governo giapponese ha ordinato un’inchiesta sui maggiori produttori di automobili locali (Toyota, Nissan, Mazda e Mitsubishi) e sugli importatori di marchi europei per verificare se i loro veicoli rispettino gli standard sulle emissioni di gas inquinanti. Misure analoghe anche in Gran Bretagna, Francia, Corea del Sud e Svezia.

Si infittisce il caso del cooperante italiano, Cesare Tavella, ucciso ieri in Bangladesh. «Non abbiamo trovato prove di un collegamento dell’Is», dice il ministro dell’Interno, Asaduzzaman Khan Kamal, che, nel corso di una conferenza stampa, si è detto scettico sulla rivendicazione fatta dallo Stato Islamico. Si indaga per questo in ogni campo, anche quello della ‘delinquenza semplice’. E se le autorità si dicono preoccupate per l’uccisione del cooperante, ad intervenire sul caso è stata anche l’UE. L’ambasciatore dell’Unione europea in Bangladesh, Pierre Mataudon, ha definito l’omicidio un ‘crimine terroristico’ e ha chiesto alle autorità bengalesi di «svolgere efficaci indagini su questa aggressione selvaggia che portino i suoi autori davanti alla giustizia».

Se da più parti si parla di primo attacco diretto all’Italia da parte dell’IS, ecco arrivare le prime raccomandazioni da parte della Farnesina, che chiede ai connazionali presenti a Dacca e nel Bangladesh «di mantenere un comportamento vigile ispirato alla massima prudenza, di limitare gli spostamenti, in particolare quelli a piedi, allo stretto necessario ed evitare gli assembramenti nonchè i luoghi abitualmente frequentati dagli stranieri». Ma a lanciare l’allarme ai propri connazionali sono anche Usa e Canada, mentre la squadra australiana di cricket ha ritardato la sua partenza per il Bangladesh dopo l’attentato.

In Spagna si scaldano gli animi dopo le elezioni regionali catalane. Il presidente indipendentista della Catalogna, Artur Mas, è stato infatti accusato di disobbedienza civile per l’organizzazione del referendum simbolico sull’indipendenza del 9 novembre dello scorso anno. Insieme a Mas dovranno comparire davanti ai giudici il prossimo 15 ottobre anche l’ex vice presidente del governo regionale, Joana Ortega, e la consigliera regionale, Irene Rigau. Per la procura i tre non tennero conto delle risoluzioni della Corte costituzionale della Catalogna permettendo il voto. Immediata la risposta del partito, con il capogruppo Pere Macias che parla di ‘persecuzione politica’: «Cercare di disarcionare chi ha vinto alle urne con questi metodi non dà l’immagine di una democrazia di qualità».

Infine torniamo negli Usa, dove la corsa tra i Repubblicani per per la candidatura alle presidenziali del 2016 si anima ancora una volta. Ad affondare il colpo, neanche a dirlo, Donald Trump. Dopo aver perso qualcosa negli ultimi sondaggi, eccolo tornare all’attacco, promettendo di tagliare le tasse a ricchi e corporation. Nel programma fiscale è prevista una semplificazione delle aliquote fiscali, che verranno ridotte da sette a quattro, ed il taglio delle tasse delle corporation al 15%. Dunque chi ha un reddito superiore a 150mila dollari pagherà il 25% di tasse, invece dell’attuale 39,5%. Ma verranno messi dei limiti alle spese detraibili per i redditi maggiori. Ma non solo: nessuna tassa per tutti i redditi fino a 25mila dollari, 50mila per le  coppie sposate, per un totale di 73 milioni di americani che non pagheranno un dollaro allo Stato.

 

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