venerdì, Maggio 7

Siria, nuovi raid contro l’Isis. E la gente ha paura Purtroppo ci sono anche venti bambini tra le vittime dei violenti bombardamenti su due campi profughi nell'est del Paese

0

Purtroppo ci sono anche venti bambini tra le vittime dei violenti bombardamenti in Siria lanciati da venerdì dalle forze del regime e della Russia su due campi profughi nell’est del Paese. Nelle due località si sono rifugiate le persone in fuga dai combattimenti in corso ad Albu Kamal.

C’è paura soprattutto nella provincia di Aleppo, già gravemente segnata da anni di guerra. Qui la popolazione ha paura per i continui raid contro l’Isis, che si nasconde anche nelle abitazioni civili, mettendo a serio rischio l’incolumità della popolazione.

Lo Stato Islamico intanto ha ripreso il controllo totale della cittadina di Abukamal, nell’est della Siria al confine con l’Iraq, respingendo le forze governative a uno o due chilometri dalla periferia della città. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus).

Ma è anche a livello politico che si deve agire per chiudere definitivamente la questione. Vladimir Putin e Donald Trump hanno confermato nel loro recente incontro in Asia il loro sostegno alla «sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria» e hanno convenuto che «il conflitto in Siria non ha alcuna soluzione militare», hanno detto in un comunicato. Inoltre hanno ribadito che «la soluzione politica definitiva del conflitto deve essere trovata nel processo negoziale di Ginevra».

«I presidenti», si legge ancora nel comunicato pubblicato sul sito del governo di Mosca, «hanno discusso la necessità di ridurre le sofferenze umane in Siria e invitano tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite ad aumentare il contributo per soddisfare i bisogni umanitari nei prossimi mesi». Ma ormai serve agire, e in fretta.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->