lunedì, Settembre 20

Siria: il cessate il fuoco Usa – Russia funzionerà?

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Mosca – L’accordo raggiunto dalle due parti inizierà alla mezzanotte di questo venerdì, ma ci attendono dure sfide. Mosca e Washington sono entrambe interessate a negoziare la cessazione delle ostilità. Per il presidente Barack Obama è importante, in questo anno di elezioni, rivendicare che la sua amministrazione è riuscita a porre fine al conflitto dopo cinque anni. Per Vladimir Putin, il cessate il fuoco offre la possibilità di fare della Russia una potenza globale alla pari con gli Stati Uniti.

Forti dubbi restano, tuttavia, sulla possibilità che l’accordo funzioni. All’interno dell’amministrazione americana molti vedono l’accordo come un modo per Putin di garantire efficacemente al presidente Bashar Assad di rimanere al potere. La Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati, che hanno sostenuto i nemici di Assad durante la guerra, sono sconcertati da qualsiasi accordo. Il cessate il fuoco non si applica allo Stato Islamico e al ramo di al-Qaeda in Siria, Jabhat al-Nusra, ma molte forze di opposizione sostenute dagli Stati Uniti e dai suoi alleati sono strettamente affiliate ad al-Nusra. E’ ancora poco chiaro come le posizioni dei ribelli moderati si possano differenziare da quelle di al-Nusra.

 

La Russia sostiene fortemente la tregua

Il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato l’accordo in una conversazione telefonica con Obama lunedì ed è andato sulla televisione nazionale per salutare questo cessate il fuoco come un importante passo avanti. «Stiamo finalmente assistendo a una vera e propria possibilità di porre fine allo spargimento di sangue e di violenza», ha detto. Putin ha detto che, secondo i termini della tregua, tutte le parti in conflitto in Siria devono segnalare la loro disponibilità a rispettare il cessate il fuoco alla Russia o agli esperti militari degli Stati Uniti e russi per segnare le loro posizioni e fare in modo che né l’aviazione russa né la coalizione guidata dagli Stati Uniti possa colpirli.

L’accordo dopo i lunghi tentativi russi di coinvolgere gli Stati Uniti in un dialogo sulla Siria. Visti gli ormai lacerati legami tra la Russia e l’Occidente a causa della crisi ucraina, Putin è andato alla ricerca dei modi per far deragliare gli sforzi di Washington di isolare la Russia e recuperare un certo peso a livello globale. La crisi siriana gli ha offerto la possibilità di farlo. L’Europa, colpita in maniera profonda da enormi flussi di profughi in fuga dalla guerra, ha accolto le offerte russe per contribuire a mediare la fine del conflitto. Obama, che ha affrontato le critiche dei repubblicani di non aver raggiungere il suo obiettivo, ossia quello di costringere Assad a dimettersi, è andato anche lui alla ricerca di un modo per sbloccare la situazione siriana e trovare un modo per rivendicare almeno un parziale successo, cercando così di evitare nuove polemiche con i suoi rivali politici interni.

Putin ha iniziato il suo blitz diplomatico in estate, inviando il segnale che la Russia era disposta ad aiutare a negoziare una soluzione pacifica grazie ai suoi legami con Assad. Mosca si era offerta nell’indicare un periodo di transizione durante il quale il governo di Assad e l’opposizione potessero negoziare una nuova costituzione e i termini per nuove elezioni. Secondo l’offerta russa, Assad resterà al timone fino alle nuove elezioni. In un primo momento, gli Stati Uniti ed i suoi alleati nella regione erano riluttanti ad accettare l’idea, sperando che l’opposizione potesse spodestare Assad in fretta. Le forze governative hanno subìto una serie di sconfitte nel 2015 e la posizione del presidente sembrava sempre più traballante. Per incoraggiare l’interesse nei confronti delle sue offerte di pace, Putin aveva bisogno di puntellare Assad.

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