mercoledì, Settembre 29

Siria, i raid russi colpiscono un ospedale di Msf field_506ffbaa4a8d4

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Prima o poi sarebbe accaduto, ed è accaduto. I primi segnali del disgelo tra Usa e Cuba si sono tradotti presto in accordi commerciali. L’amministrazione del presidente Usa Barack Obama, infatti, quest’oggi ha approvato, per la prima volta in 50 anni, la costruzione della prima fabbrica americana sull’isola di Fidel Castro. Il via libera è stato concesso a due ex ingegneri software per realizzare un impianto per la costruzione di fino a 1.000 piccoli trattori l’anno. L‘annuncio precede la firma dell’accordo fra i due paesi per consentire voli commerciali, attesa per martedì.

A Ecatepec, uno dei sobborghi più poveri e violenti di Città del Messico e avamposto del narcotraffico, Papa Francesco critica i “trafficanti di morte” . Rivolgendosi ai 300mila fedeli che hanno assistito alla sua prima cerimonia di massa, ha detto di non dialogare con il demonio. Poi ha incoraggiato le autorità civili a prevenire”la corruzione, il narcotraffico, l’esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte” inevitabili se la società messicana non cerca il bene di tutti ma “la via del privilegio o dei benefici per pochi. Nell’omelia ha sperato che la Quaresima sia tempo di conversione, perché quotidianamente fa esperienza di come il sogno di Dio di essere tutti suoi figli si trova sempre minacciato dal padre della menzogna, da colui che vuole dividerci, generando una società divisa e conflittuale. Una società di pochi e per pochi. «Quante volte sperimentiamo nella nostra carne, o nella nostra famiglia, in quella dei nostri amici o vicini, il dolore che nasce dal non sentire riconosciuta quella dignità che tutti portiamo dentro» ha detto Papa Francesco. «Quante volte abbiamo dovuto piangere e pentirci, perché ci siamo resi conto di non aver riconosciuto tale dignità negli altri. Quante volte, e lo dico con dolore, siamo ciechi e insensibili davanti al mancato riconoscimento della dignità propria e altrui?»

Alla messa hanno partecipato tanti fedeli non solo per pregare, ma anche per portare all’attenzione il problema sociale dei diritti dei gay. Molti attivisti, infatti, sono arrivati con cartelli e bandiere arcobaleno per chiedere di essere trattati come gli altri. «Anche noi siamo religiosi, crediamo in Dio, nella Vergine, anche noi abbiamo diritto al nostro posto in paradiso» ha detto Arturo Hernandez Campos. «Siamo venuti perché sappiamo che il Papa sostiene la comunità gay» ha detto Janis Alexandris, transgender «e tra le organizzatrici dell’Ecatepec Pride siamo qui in rappresentanza della comunità gay. Stiamo portando avanti questo movimento per porre fine all’omofobia, ai femminicidi e alle violenze sui bambini». Dopo la funzione religiosa il Papa è ripartito in elicottero da Ecatepec ed è rientrato a Città del Messico dove si è recato in visita all’ospedale pediatrico “Federico Gomez”. Lì il pontefice è stato accolto all’ospedale pediatrico dalla “primera dama” Angelica Rivera, moglie del presidente messicano Enrique Pena Nieto, dal ministro della salute, dai dirigenti e dal personale della struttura.  Stasera, poi, si sposterà nel Chiapas, a Tuxtla Gutierrez e San Cristobal del Las Casas, da dove affronterà gli altri temi-chiave di questo viaggio: la povertà, la questione delle popolazioni indigene e il dramma delle masse di migranti che premono al confine sud col Guatemala per entrare in Messico e andare, poi, verso gli Stati Uniti.

 

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