martedì, Settembre 21

Siria, i raid russi colpiscono un ospedale di Msf field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3


Forse la svolta è vicina. Il Consiglio presidenziale libico ha annunciato la formazione di un nuovo governo di unità nazionale, che adesso dovrà essere votato dal Parlamento di Tobruk. L’annuncio è stato dato questa mattina dal portavoce del Consiglio, Fathi al-Mejebri, presente a Skhirat, in Marocco, insieme  ai nove membri del Consiglio presidenziale. I consiglieri, riuniti da giorni per definire la nuova proposta di governo, hanno confermato che i nomi sono stati scelti e inviati al parlamento, aggiungendo poi di augurarsi che questo sia l’inizio della fine del conflitto in Libia. «Abbiamo 13 ministri e 5 ministri di Stato» ha detto il primo ministro designato, Fayez el Serraj. Sono, quindi, diciotto in tutto e alla Difesa sarebbe stato confermato il colonnello Mahdi al-Barghati, già indicato nella prima squadra di governo respinta, però, dai parlamentari di Tobruk a fine gennaio. Ora tocca a loro.  L’inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, ha invitato ad essere seri e a ratificare la proposta. «È loro responsabilità salvare il Paese dalla piaga di conflitto e distruzione» ha detto Kobler in una nota diffusa dalla missione Onu in Libia (Unsmil) «questa è un’opportunità storica per la pace da non perdere» Per l’Onu si tratterebbe di un passo in avanti per risolvere la situazione che da quattro anni ha bloccato il Paese nella morsa dell’instabilità economica e del terrorismo. «Ecco perché tutto il popolo libico deve sostenere il nuovo governo e a offrirgli un’opportunità per governare» ha twittato Kobler. Il voto dell’Assemblea doveva tenersi già stasera, ma è slittato a domani perché, secondo quanto riferito dal  deputato Khalifa al Deghari, i parlamentari vogliono conoscere il programma del governo e discutere dei curriculum dei ministri. Ed è già sorta la prima polemioca. «Il premier designato per guidare l’esecutivo, Fayez al Sarraj, non ha comunicato direttamente con il parlamento ed ecco perché chiediamo che sia presente» ha detto ancora Deghari.

Dopo le ultime terrificanti rivelazioni sulla morte dell’accademico Giulio Regeni, arrivano le prime comunicazioni ufficiali dall’Egitto. In un comunicato ufficiale, pubblicato dal ministero dell’Interno del Cairo, una fonte del Dipartimento dell’informazione ha smentito le notizie pubblicate dai media occidentali secondo le quali Regeni sarebbe stato arrestato da elementi appartenenti ai servizi di sicurezza prima della sua morte. Intanto continua il lavoro degli investigatori italiani e nonostante la polizia egiziana non stia collaborando, le indagini stanno andando avanti. «Sul caso Regeni il governo italiano mantiene una posizione molto ferma» ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni da Bruxelles. «È chiaro che noi non è che ci accontentiamo di ricostruzioni facili o di verità di comodo, ed è altrettanto chiaro che il passare del tempo non attenuerà il nostro impegno su questa questione» Il capo della Farnesina ha fatto sapere che nei prossimi giorni il team investigativo si incontrerà per fare il punto sulla situazione. Nonostante i toni forti, però, sembrano intatti i rapporti commerciali tra i due Paesi anche se Gentiloni ha precisato che se è vero che c’è una partnership, questa deve anche tradursi, in casi come questi, in una piena collaborazione per l’accertamento della verità. «L’impegno nostro, ripeto c’è, e non sarà il trascorrere del tempo ad attenuare l’impegno del governo italiano».

Mentre l’Unione Europea continua ad affrontare il problema dei migranti, è ancora la Grecia ad essere nel mirino delle accuse. «Atene ha fallito nella difesa dei confini Schengen dall’immigrazione di massa» ha detto il premier ungherese Viktor Orban «quindi i Paesi del gruppo Visegrad devono attuare un piano B, con la costruzione di un muro sul confine sud di Bulgaria e Macedonia» Lo ha affermato stamattina in parlamento, riportando gli esiti del vertice V4 del weekend e a poche ore da un incontro a Praga degli stessi paesi. «Se Atene non è pronta o non è in grado di proteggere l’area Schengen, serve un’altra linea di difesa in Macedonia e Bulgaria» ha ribadito, ma in difesa della Grecia si è schierato la presidente della Camera Laura Boldrini. «Se si arriva a punire la Grecia perché dà seguito ai propri impegni come da diritto internazionale, significa che l’Europa non ha più sentore dei propri valori, perde sé stessa e rischia di andare a fondo» ha detto dall’isola greca di Lesbo, terra di approdo per decine di migliaia di migranti, riferendosi al rischio di una mini-Schengen. «Sarebbe un precedente gravissimo che rimetterebbe in discussione tutti i principi del nostro stare insieme». Lesbo è simbolo dell’accoglienza. Per la Boldrini, se Schengen è in crisi, è perché altri Stati non ottemperano ai loro obblighi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->