lunedì, ottobre 15

Siria, è scontro a tutto campo Dazi, la Cina ritiene impossibile ad oggi avere negoziati con gli Stati Uniti per evitare una guerra commerciale

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Ancora alta tensione in Siria. Le difese aeree dell’esercito siriano hanno contrastato un attacco aereo su un aeroporto militare nella provincia di Homs. Prima si è parlato di aggressione americana, ma funzionari degli Stati Uniti hanno negato. Poi la conferma: sono stati due aerei F-15 dell’Aeronautica israeliana che hanno effettuato il raid. L’attacco è avvenuto dal Libano, senza violare lo spazio aereo siriano.

Il raid contro la base aerea siriana è uno sviluppo ‘pericoloso’ della situazione sul campo e «spero che gli Stati Uniti lo comprendano», ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, secondo cui la situazione in Siria sta diventando fin troppo pericolosa poiché compaiono sulla scena «attori che nessuno ha invitato e anzi si sono autoinvitati».

Ma fa ancora discutere l’orribile attacco con armi chimiche in Siria da parte dei governativi a Duma. Questo è stato argomento anche di una telefonata tra Donald Trump e Emmanuel Macron. Lavrov ha affermato che  i suoi esperti militari non hanno trovato «tracce di cloro o di altre sostanze chimiche usate contro i civili» sul luogo dell’attacco. E ha concluso dicendo che i militari russi in Siria hanno ripetutamente avvertito di «un’imminente provocazione» per incolpare Damasco «di uso di armi chimiche».

Altro argomento caldo è la questione dazi. La Cina, come ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, ritiene impossibile ad oggi avere negoziati con gli Stati Uniti per evitare una guerra commerciale tra le prime due economie del pianeta, a causa delle minacce di Washington sotto forma di dazi alle importazioni.

Mentre sulle sanzioni a Mosca, il primo ministro russo Dmitri Medvedev in una riunione con i vice primi ministri ha lanciato un messaggio agli Usa: «Ci riserviamo il diritto di rispondere, includendo gli attuali accordi commerciali. L’obiettivo delle nuove sanzioni è promuovere gli interessi commerciali americani».

«La schiacciante vittoria alle elezioni è un’opportunità per difendere l’Ungheria». Sono le prime parole del premier ungherese Viktor Orban, che riconquista il terzo mandato con il 49% dei voti.  «L’Unione europea è un’unione di democrazia e di valori e la difesa di questi valori e principi è un dovere comune di tutti gli Stati membri, senza alcuna eccezione», il commento del portavoce del presidente Ue Juncker, Margaritis Schinas.

In Germania nessuna convalida di arresto per i 6 presunti islamisti arrestati ieri, con l’accusa di preparare un attentato alla mezza maratona di Berlino. Lo ha reso noto la procura di Berlino, secondo cui non ci sarebbe alcun stringente indizio di reato.

Alcune centinaia di manifestanti hanno contestato questa mattina re Felipe VI di Spagna, a Barcellona per una cerimonia ufficiale. Circa 50 persone sono riuscite a eludere il massiccio cordone di sicurezza della polizia e penetrare fino all’ingresso del Auditori di Barcellona, per poi essere spostati dagli agenti.

Si potranno anche seguire in streaming le audizioni di Mark Zuckerberg al Congresso Usa, previste per domani e dopodomani (il 10 e l’11 aprile). Il fondatore di Facebook risponderà prima alle domande della Commissione Commercio del Senato e il giorno successivo dovrà affrontare la Commissione Commercio della Camera in merito al caso che vede coinvolta la società.

Intanto Facebook ha sospeso dalla propria piattaforma Cubeyou, società basata a New York che analizza dati sui consumatori, mentre indaga sull’ipotesi che abbia raccolto informazioni sotto forma di ricerca accademica in collaborazione con l’università di Cambridge, in un caso che evoca lo scandalo di Cambridge Analytica.

Chiudiamo con la Francia, dove è andato in scena sgombero dei terreni illegalmente occupati dal 2012 di coloro che si opponevano alla costruzione dell’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, un progetto al quale il governo ha rinunciato. Una vera guerriglia è scoppiata tra manifestanti e forze dell’ordine. Il collettivo ha annunciato: ‘Non ce ne andremo’.

Nel frattempo oggi nel Paese sciopero per il 43% del personale indispensabile alla circolazione ferroviaria. Per i macchinisti la percentuale schizza al 74%. Il n.1 di Sncf, Guillaume Pepy ha affermato che la società ha perso probabilmente 100 milioni di euro dall’inizio dello sciopero. I sindacati hanno comunque annunciato uno sciopero ‘spalmato’ su tre mesi, da inizio aprile a fine giugno, per protestare contro la riforma ferroviaria voluta dal presidente Emmanuel Macron.

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