martedì, Novembre 30

Siria, alta tensione Russia – Turchia

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E’ ormai guerra anche di nervi tra la Turchia e la Russia dopo che Mosca ha violato lo spazio aereo turco per ben due occasioni, prima sabato con un caccia e poi domenica con un altro aereo che ha agganciato due caccia turchi. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha respinto le giustificazioni del governo russo (che ha ammesso le proprie responsabilità solo per il primo episodio, ‘non intenzionale’ e conseguenza delle ‘cattive condizioni meteo’) e ribadito la gravità delle violazioni. Ma non è tutto, perché Ankara ha rincarato la dose, denunciando in una nota che ieri otto jet turchi F-16 «sono stati inseguiti da Mig-29 non identificati per 4 minuti e 30 secondi durante un volo di pattugliamento al confine con la Siria. Inoltre le batterie anti-aeree siriane hanno messo nel mirino i jet turchi per 4 minuti e 15 secondi». Sia l’aviazione siriana che quella russa utilizzano caccia Mig-29.

L’ambasciatore russo alla Nato, Alexander Grushko, parla di pura strumentalizzazione: «Il fatto che le spiegazioni fornite dalla Russia siano state ignorate mostra le vere intenzioni del Consiglio del Nordatlantico: l’incidente nello spazio aereo turco è usato per coinvolgere la Nato nella campagna dell’Occidente che mira a distorcere gli obiettivi delle missioni dei caccia russi in Siria». Ma Stoltenberg lancia anche un altro allarme: truppe di terra russe sono pronte ad entrare in Siria. Ma a smentirlo prima la speaker della Duma, Valentina Matviyenkom, poi il diplomatico Dmitry Peskov, che ha escluso anche l’ipotesi di un «sostegno di volontari russi alle forze di terra del regime siriano». Il presidente turco Recep Erdogan da Bruxelles ha avvertito Vladimir Putin: «Un attacco alla Turchia significa un attacco alla Nato. Se la Russia perde un amico come la Turchia, con cui collabora su tanti temi, perderà tantissimo. E dovrebbe saperlo».

Intanto sul campo i raid sono continuati. Il ministero della Difesa russo ha smentito che sia stata bombardata Palmira, come riportato dalla tv di Stato siriana, secondo cui sarebbero stati distrutti 20 veicoli e tre depositi di armi. A dare manforte alla notizia anche la conferma dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, che parla di quattro jihadisti morti. Altri 15 miliziani sarebbero rimasti uccisi nella zona di al-Karama, nella provincia di Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico. Intanto il vice ministro della Difesa russo Anatoli Antonov conferma che Usa e Russia stanno preparando un documento per la cooperazione delle loro forze aeree nella lotta contro l’Isis in Siria: «Purtroppo gli americani per ora limitano la nostra collaborazione solo alle questioni tecniche di cooperazione dei nostri piloti durante l’esecuzione delle missioni», ma un documento è stato passato da Washington ai russi, che ora stanno lavorando sul contenuto dello stesso.

Gli Usa poi continuano il proprio sforzo in Afghanistan. E le polemiche sul bombardamento di Kunduz continuano. «La decisione di condurre i raid è mstata presa all’interno del comando americano. L’ospedale è stato colpito per sbaglio. Non prenderemmo mai di mira di proposito una struttura ospedaliera», ha detto il generale John Campbell a Capitol Hill davanti alla commissione del Congresso. Il generale ha confermato che i raid erano stati chiesti dalle forze afghane, «ma la decisione di procedere con gli attacchi è stata nostra». «Noi abbiamo chiesto un’inchiesta indipendente su questa vicenda», ha detto invece la presidente di Medici Senza Frontiere, Meinie Nicolai, perché c’è il fondato sospetto che sia stato commesso un crimine di guerra.

In Italia invece fa discutere l’anticipazione del Corriere della Sera secondo cui il nostro Paese, impegnato con la Coalizione internazionale guidata dagli Usa contro lo Stato Islamico, è pronto a ordinare ai Tornado dell’aeronautica militare di entrare in azione con raid in Iraq. Il ministero della Difesa oggi ha voluto precisare che operazioni militari aeree italiane «sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento». In serata il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni rivolgeranno comunicazioni del governo sullo stato delle missioni in corso in Senato, alle commissioni riunite (III-IV Camera e Senato).

Alta tensione anche in Yemen, dove razzi sono stati lanciati questa mattina contro un hotel di Aden, dove alloggiano il primo ministro Khaled Bahah e alcuni membri del suo governo. Tutti però sono rimasti illesi. Si parla però in generale di almeno 15 morti nell’attacco, soldati della coalizione guidata dall’Arabia Saudita per contrastare l’avanzata degli houthi sciiti filoiraniani.

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