sabato, ottobre 20

Siria: ‘Accordo su Idlib passo verso la pace’ Trump: 'Kim Jong-un ha accettato la visita di ispettori e la chiusura permanente dei siti nucleari'

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L’accordo raggiunto con la Russia su Idlib è «un passo verso la pace in Siria». Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, commentando l’intesa siglata lunedì a Sochi con il leader russo, Vladimir Putin. «I ministri della Difesa di entrambi i Paesi hanno firmato un documento. Lo scopo è fermare lo spargimento di sangue a Idlib. L’accordo firmato prevede 12 articoli ed è un passo verso la pace al di là del nostro confine».

Oggi nel frattempo telefonata tra l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, per discutere gli ultimi sviluppi della situazione in Siria. Cavusoglu ha aggiornato Mogherini sull’accordo raggiunto tra i presidenti Erdogan e Putin su Idlib, evidenziando che un’offensiva militare deve essere evitata e che i garanti di Astana si sono impegnati a salvaguardare l’ultima zona cuscinetto. Mogherini ha sottolineato «l’importanza dell’attuazione dell’accordo. Ciò dovrebbe garantire la protezione delle vite e delle infrastrutture civili, consentire l’accesso umanitario e fornire le basi per il rinnovo del processo politico sotto l’egida dell’Onu e dell’inviato speciale Staffan de Mistura, in vista di una soluzione politica inclusiva, credibile e sostenibile per Siria».

Ed emerge che l’altra sera, quando per errore è stato abbattuto un jet russo dalla contraerea siriana, che gli aerei israeliani hanno distrutto un deposito di armi nella zona industriale di Latakia, principale porto siriano nel Mediterraneo. Nella ricostruzione fornita da Israele, i depositi di armi contenevano materiali e armamenti destinati anche agli Hezbollah libanesi, movimento filo-iraniano e anti-israeliano.

Andiamo in Corea, perché il presidente americano Donald Trump ha affermato che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha accettato la visita di ispettori e la chiusura permanente dei siti nucleari e di test missilistici. Si tratta di uno degli esiti del secondo round di colloqui a Pyongyang tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Inoltre il presidente americano ha confessato che le due Coree avanzeranno una candidatura comune per ospitare le Olimpiadi del 2032.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan riceverà oggi nel suo palazzo di Ankara i dirigenti in Turchia di oltre 30 grandi aziende americane, mentre prosegue il duro scontro politico ed economico con gli Stati Uniti che ha aggravato la crisi della lira. L’incontro avviene alla vigilia della presentazione da parte del governo turco di un piano economico molto atteso, che potrebbe essere anticipato agli investitori Usa.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, ha dichiarato che l’incontro che ha avuto ieri a Sanaa con rappresentanti delle milizie Houthi è stato costruttivo. Inoltre ha aggiunto che sono stati fatti dei passi avanti rispetto alla possibilità di «riprendere le trattative e misure per ristabilire la fiducia».

In Gran Bretagna, la premier Theresa May archivia il ‘culto’ esclusivo thatcheriano della proprietà individuale e rilancia l’edilizia residenziale pubblica, anche per rilanciare se stessa dopo il calo a causa delle trattative per la Brexit con la UE. Annunciato lo stanziamento di 2 miliardi di sterline in Inghilterra per aiutare consigli locali, cooperative e altre organizzazioni a finanziare progetti di nuove case popolari (ma solo dal 2022).

Intanto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter avvisa: «Brexit? Oggi c’è forse più speranza ma sicuramente c’è sempre meno tempo. Per quanto riguarda la questione irlandese e il quadro per la cooperazione economica, la proposta del Regno Unito deve essere rielaborata». E ha anche confermato ufficialmente che a metà novembre si terrà un vertice straordinario sulla Brexit.

Tusk poi sulla questione migranti avverte: «Basta al gioco delle colpe sull’immigrazione, non possiamo più essere divisi tra coloro che vogliono risolvere i problemi e coloro che vogliono usarli per un guadagno politico. Bisogna affrontare il tema dell’immigrazione senza retorica e puntare a risolverlo cooperando tra i diversi Paesi».

Intanto l’Unione Africana esprime sconcerto per le frasi del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che, afferma l’organizzazione, «nella recente conferenza a Vienna ha paragonato gli immigrati africani agli schiavi». «L’Unione Africana – si legge in un comunicato dell’organizzazione postato online – chiede al vice premier italiano di ritirare la sua sprezzante affermazione sui migranti africani».

L’Agenzia anticorruzione della Malaysia ha arrestato oggi nel suo ufficio l’ex premier del Paese Najib Razak: lo ha annunciato la stessa agenzia. Najib, che si è sempre dichiarato non colpevole, era stato incriminato all’inizio di luglio con tre capi d’accusa per abuso di fiducia nell’ambito dell’inchiesta sull’appropriazione indebita e il riciclaggio di denaro relativi al fondo sovrano 1MDB.

Chiudiamo con il Pakistan, dove l’Alta corte di giustizia di Islamabad ha ordinato la scarcerazione dell’ex primo ministro Nawaz Sharif, di sua figlia Maryam e di suo genero Muhammad Safdar, sospendendo le pene inflitte loro per presunti casi di corruzione emersi dai cosiddetti Panama Papers.

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