mercoledì, Settembre 22

Siria, 130mila in fuga dalla guerra Matteo Renzi in Sud America. Ancora tensione in Palestina

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All’ultimo momento l’accordo c’è. Nonostante le accese discussioni tra Croazia, Slovenia, Ungheria e Bulgaria, alla fine il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker è riuscito a strappare in extremis un accordo in 17 punti operativi da subito sulla questione migranti. Il più importante, però prevede la ricollocazione di 100mila nuovi posti per accogliere i profughi in arrivo in Europa e offrire un riparo mentre l’inverno sta arrivando. I dettagli non sono stati ancora chiariti, ma per ora è certo 30mila profughi saranno spostati in Grecia, di cui la maggior parte sulle isole di fronte alla Turchia. Altri 20mila saranno organizzati nel Paese dall’Unhcr, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, facendo ricorso agli hotel e alle case dei privati, che saranno pagati per ospitare i migranti in arrivo. «Bisogna mettere in pratica questi impegni, perché in Europa i problemi degli uni sono i problemi degli altri» ha detto Juncker. «È inaccettabile che nel 2015 le gente sia lasciata dormire nei campi e attraversare fiumi con l’acqua sino al petto in temperature glaciali». Concorde nell’analisi anche l’Alto commissario Onu ai rifugiati Antonio Guterres. «Il ricollocamento dei rifugiati in tutti gli stati membri è un dovere, ma perché questo sia possibile infrastrutture di accoglienza devono essere messe in piedi dove ci sono gli hotspot», ha detto Guterres. «Nessun Paese potrà quindi più scaricare in massa i migranti alle frontiere dei vicini senza prima il loro accordo, mentre questi dovranno essere registrati». Su questo punto lo stesso Junker ha voluto chiarire che senza registrazione, non c’è nessun diritto e che è previsto il rimpatrio per chi non ha diritto alla protezione internazionale. L’altro punto su cui si è fissato l’accordo è quello sul controllo delle frontiere esterne: Frontex verrà rafforzato nella missione Poseidon nell’Egeo, al confine tra Turchia e Bulgaria, a quello tra Grecia, Albania e Macedonia per la registrazione dei migranti e così anche tra Croazia e Serbia, mentre la Slovenia entro una settimana dispiegherà, tramite cooperazione bilaterale, 400 agenti di polizia. La Commissione ha assicurato che vigilerà molto attentamente sull’ applicazione delle misure e che prenderà provvedimento qualora dovesse rendersi conto che i Paesi non collaborano.

Una doccia fredda, un brutto colpo, una delusione forse. Per l’Unione Europea il risultato delle elezioni in Polonia devono essere digerite con calma e analizzate perché a vincere è stato il partito di destra anti-Ue all’opposizione. Il Psi, guidato da Jaroslaw Kaczynski, si è imposto con il 39,1% delle preferenze con la candidata premier Beata Szydlo. La vittoria è stata schiacciante, tanto che il partito potrebbe avere i numeri per formare il governo da solo, qualora i dati che emergono degli exit poll fossero confermati. Il Pis avrebbe, infatti, 242 seggi su 460 alla Cameram, mentre i centristi di Piattaforma civica, attualmente al governo, otterrebbero solo 133 seggi. Il terzo partito è Kukiz’15 che prende il nome dal cantante rock fondatore e che ha ricevuto il 9% i voti. Gli altri due partiti del Sejm saranno Nowoczesn.pl (Moderna) del liberale Ryszard Petru con il 7,1% dei voti e il Partito dei contadini (Psl) con il 5,2% delle preferenze. Fuori dalla Camera bassa, perché sotto la soglia di sbarramento dell’8%, rimangono il partito Sinistra unita (Zl) che ha avuto il 6,6%, la formazione di Janusz Korwin-Mikke con il 4,9%, e quella di sinistra sociale Razem (Insieme) di Adrian Zandberg con il 3,9%. Secondo lo stesso exit poll l’affluenza è stata del 51,6%. Sonora sconfitta, invece, per i partiti di sinistra che per la prima volta dalla caduta del comunismo non entra i parlamento.

Prosegue il tour in Sud America del presidente del consiglio Matteo Renzi che domani e dopo domani visiterà Colombia e Cuba. Ad accompagnarlo i viceministri Carlo Calenda e Mario Giro e i rappresentanti di alcune azinede italiane tra cui  Eni, Enel e Finmeccanica. Domani il premier avrà un colloquio ufficiale con il Presidente della Repubblica Juan Manuel Santos e incontrerà gli esponenti della comunità italiana presso il Centro Italiano e al Collegio Leonardo Da Vinci.  La missione si concluderà mercoledì all’Avana

 

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