Sinodo: robusto realismo tedesco 'Lodo tedesco’ sul sacramento del matrimonio? il Giubileo della Misericordia sarebbe già iniziato se ....

Nel mese di settembre del 1999, prima che esso venisse reso pubblico, il vescovo Franz-Josef Bode, Presidente della Commissione per la gioventù della Conferenza episcopale tedesca, -e ora delegato tra i più attivi al Sinodo sulla Famiglia- appose la firma sotto un documento di straordinaria bellezza, la Lettera pastorale dedicata al tema dei giovani e la sessualità.

Il documento, significativamente intitolato ‘Uno scambio onesto’, che lo si guardi da laici o da religiosi, lascia ammirati e mette nostalgia per ciò che potrebbe essere il rapporto della Chiesa con taluni argomenti, e dunque con il mondo di oggi se, invece di lasciarsi guidare dalle fobie, i suoi esponenti si fidassero dall’umanità situata e delle trasformazioni a cui essa è soggetta nel procedere della storia. Molti dei temi affrontati, nonché la competenza e la delicatezza del ‘modo’ in cui essi sono trattati, potrebbero fare da guida a coloro i quali in questi giorni si stanno cimentando, nelle stanze del Sinodo, con materie assai prossime.

Trovo rilevante, tra le altre cose, che gli estensori tedeschi, proprio nelle ultime righe del documento, ringrazino per il sostegno ricevuto ‘le consulenti’ e ‘i consulenti’, ossia le persone, immagino laiche, che con le loro conoscenze sono state in grado di rendere il risultato finale riconoscibile delle sensibilità dei soggetti cui era indirizzato. Qui dovremmo aprire il capitolo relativo ai laici più vicini agli episcopati nella Penisola, pure rappresentati al Sinodo, ma affronteremo più compiutamente l’argomento in una riflessione apposita, poiché in tale brodo di coltura potremo trovare risposte assai utili alla comprensione di alcuni caratteri della Chiesa nel nostro Paese.

Il documento della conferenza episcopale tedesca, civile, avanzato, cristiano, non trovò particolare risonanza nelle parrocchie italiane, com’era prevedibile, e se non è passato del tutto inosservato lo dobbiamo al coraggio dell’allora direttrice del mensile Famiglia Oggi’, Cristina Beffa, che l’anno successivo alla sua uscita lo pubblicò in forma di dossier sul proprio giornale.

Traggo dal quel documento alcuni testi, proprio per mostrare al Lettore come già oltre sedici anni fa, la sensibilità di alcuni pastori stranieri, non solo anticipava temi che in Italia appaiono troppo audaci, ma li trattava con una finezza e un acume rarissimi, persino profetici.