lunedì, ottobre 22

Sinistra: amletico rosso

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Eppure io penso ancora che di qui a un po’ il partito della sinistra italiana verrà: verrà per la pressione reale di urgenze dettate dalla crisi sistemica tutt’altro che passata e dalla clamorosa assenza politica di sinistra in Italia, stante la configurazione attuale (PD, partito ormai neo-liberista; SEL, partito moderato; Rifondazione, partito dilaniato; Altra Europa, non-partito). Ma il semplice passar del tempo non produrrà il partito di cui sopra: serve anche l’azione intenzionale della gente più in gamba. E non credo minimamente possibile che quel partito possa davvero venire ‘dal basso’, e soltanto dal basso. In basso  -ho riscontrato- tutta questa gente in gamba non c’è.
In basso ci sto io, figurarsi!
Mi sembra, viceversa, che aver noi continuato a contribuire a che nascesse così, senza alcuna garanzia di ordinata battaglia democratica all’interno e di utile visibilità all’esterno  -una cosa che per definizione non ha un dentro né un fuori né ordine né democrazia né potenza-, abbia prelevato invano a me e a chi ci ha provato (soprattutto a chi ci sta provando ben oltre il mio limite di pazienza) forza utile dalla mente e dall’agire, e pure tanto tempo.
Quindi credo che verrà ‘dall’alto’, il partito della sinistra-sinistra italiana, anche se di sicuro sarà fatto sembrare il contrario -per buona creanza, magari. E fosse solo questo il suo peccato originale, poco male. Ma è che la sua ‘linea’ -a causa di un processo formativo tanto opaco, con tante riserve mentali da parte dei suoi veri conduttori, con tanti ricatti incrociati che lo stanno e lo avranno segnato e depotenziato- avrà ben poco dello schietto colore di sinistra che serve (e che potrebbe arrivare, quello sì, al cuore della gente) in questa crisi, in questa guerra di classe.
Il risultato sarà un piccolo attrezzo sostanzialmente politicista. E anche se magari al suo interno la componente più radicalmente anti-neoliberista (anticapitalista, altermondista, comunista) si sforzerà di egemonizzarlo -il che le prosciugherà ogni risorsa materiale e immateriale-, una politica radicale e popolare insieme, spendibile per la gente che in questo Paese tutto sommato se la merita, sarà ancora e sempre di là da venire. Il neo-liberismo, insomma, anche (o soprattutto) con la neonata formazione cosiddetta della nuova socialdemocrazia italiana, se è così che sta nascendo, continuerà a non aver di che guardarsi con preoccupazione alla propria sinistra.
«e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,
e imprese di grande altezza e momento
per questa ragione deviano dal loro corso
e perdono il nome di azione
».

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