venerdì, Maggio 7

Singapore senza criminalità: una condizione invidiabile? Nell'Isola-Stato c’è così poca criminalità che i negozi lasciano persino aperte le saracinesche. Ma non è tutto oro quel che luccica

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Qualche telone blu in plastica, qualche corda vellutata stretta intorno ad un oggetto preso a caso e a Singapore si ritiene sia già sufficiente per evitare di essere derubati di qualcosa. Niente block schaft, niente ganasce alle auto, niente eccesso di allarmi elettronici o mezzi meccanici per evitare furti, nessuna preoccupazione di essere aggrediti per strada magari solo per vedersi scippati di un telefonino o di un portafogli. Recentemente Singapore è stata collocata in seconda posizione secondo l’Indice di Sicurezza nelle Città Unità di Intelligence Economica per il 2017, poco sotto Tokyo che guida questa invidiabile classifica. Nel 2016, nell’Isola-Stato, la locale Polizia conferma di aver registrato 135 giorni totali senza alcuna attività criminale compresi scippi, effrazioni domestiche e rapine. Quel basso livello di atti criminosi signific anche che molte piccole attività imprenditoriali e commerciali vivono con scarsa preoccupazione il rischio di taccheggio. Non a caso, un recente servizio di CNBC ha osservato che molti titolari di piccole attività commerciali prendono davvero ben poche precauzioni al momento di chiudere il proprio negozio al calar della sera, prima di tornare a casa.

Se oggi ci si aggirasse, ad esempio, al piano terra di qualche edificio con varia destinazione d’uso nei quartieri del business quotidiano, si potrebbe facilmente verificare che molti negozi non hanno alcun sistema di bloccaggio a finestre e nemmeno porte di ingresso. In una sede Starbucks collocata a Raffles Place, una delle stazioni ferroviarie più affollate ad ogni ora a Singapore, non vi si trova nemmeno una vera e propria porta degna di questa definizione. Una semplice corda vellutata è ritenuta sufficiente per indicare che il negozio è chiuso, mentre ancora tutta la merce è lasciata in vetrina ed a poca distanza vi è una certa fila di pendolari. E’ altrettanto ovvio che –di controcanto- i sistemi di videosorveglianza, oltre che sofisticati sono praticamente disseminati ovunque, in una Isola-Stato che consta attualmente di circa 5.5 milioni di abitanti. Lo scorso anno, le Forze di Polizia di Singapore hanno preannunciato una iniziativa –denominata PolCam 2.0- nella quale si è stabilito che verranno disposte e collocate decine di migliaia di telecamere che andranno ad aggiungersi ai sistemi di videosorveglianza già esistenti. Nella prima campagna di collocazione di videocamere, nel 2012, ne furono installate più di 62.000.

Se ci si aggirasse nella metro ma soprattutto se si salisse a bordo di uno dei treni della metropolitana, ci si accorgerebbe molto facilmente che a trattenere le proprie cose e stringere il proprio zainetto o borsa sono solo i turisti. E li riconosci subito. Perché i locali appaiono molto rilassati e nessuno bada più di tanto alle proprie cose, con atteggiamento pacificato e sereno. E’ il concetto stesso di pericolosità e di sicurezza ad essere vissuto in modo parecchio differente da quel che accade nei contesti geografici ai quali noi siamo più abituati. Secondo dati delle Nazioni Unite, Singapore ha il secondo posto nella lista dei Paesi dove si uccide di meno, con 16 persone uccise nel 2016, in una popolazione di cinque milioni e mezzo di abitanti. Tanto per fare un raffronto con dimensioni della questione molto similari (popolazione, etc.), in Finlandia ci sono stati -in pari scorcio temporale- 116 assassinii ed in Slovacchia, si sono riscontrati 96 assassinii nello stesso periodo. I motivi son presto detti: i sistemi sanzionatori sono così punitivi da essere fortemente temuti e considerati un deterrente molto forte. Qualsiasi reato, anche di piccola entità, viene duramente perseguito. Per fare un esempio, recentemente un vigilantes è stato condannato a tre mesi di carcere per aver scritto –con una bomboletta spray- la parola “Democrazia” su un memoriale della guerra. A tutto ciò bisogna aggiungere il timore vero e proprio diffuso nel corpo sociale degli abitanti dell’Isola-Stato, verso un clima da Grande Fratello elettronico dettato dalla enorme quantità di telecamere di sicurezza praticamente onnipresenti e dove tutti si sentono spiati fino al minimo dettaglio e senza via di scampo.

Tra i vari primati che Singapore può annoverare, vi è quello degli indici di ricchezza diffusa più alti al Mondo. In un recente studio di Barclays Bank, più della metà dei cittadini di Singapore considerati ricchi hanno impiegato meno di dieci anni per diventare ricchi, uno dei tassi di arricchimento più veloci in tutto il Pianeta. Ma non si tratta solo di accumulare denaro in fretta più che in altri luoghi del Mondo, si tratta anche di concentrazione di milionari che è anch’essa tra le più alte al Mondo. Con l8,8 per cento della popolazione con un patrimonio personale di circa un milione di dollari USA, Singapore è il quinto Paese al Mondo in questa così fortunata lista di Nazioni.

Un altro primato è quello dell’Istruzione. Singapore investe molto in questo settore, ritenendo sia il miglior modo per ottenere e mantenere una classe lavoratrice di alto profilo. Per far questo, il Governo di Singapore ha stabilito che la miglior via sia proprio quella di sostenere i processi educativi al meglio, Singapore infatti investe il 20 per cento della spesa nazionale dedicandolo proprio all’Istruzione.

Anche un altro primato positivo è nelle mani di Singapore, ovvero, il più basso uso di sostanze stupefacenti e droghe al Mondo, se si tratta soprattutto di oppiacei, cocaina, estasi e il secondo più basso al Mondo se si tratta di cannabis e anfetamine, come annota il Report Mondiale delle Droghe delle Nazioni Unite.

Non in tutti i settori della civile convivenza, però, Singapore primeggia nel Mondo. Alcuni esempi. Secondo un report di Economist Intelligence Unit’s Democracy Index , in termini di Democrazia Singapore si piazza 81esima insieme con Tanzania e Guatemala. Secondo la Rights Council Periodic Review delle Nazioni Unite  Singapore è tra i peggiori Paesi al Mondo in termini di rispetto dei Diritti Umani in specie nel campo dei lavoratori stranieri e le Nazioni Unite hanno anche da tempo chiesto una moratoria quanto più immediata possibile nella applicazione della pena di morte che a Singapore è prevista ed applicata col metodo dell’impiccagione. Con la motivazione di frenare o bloccare la diffusione delle droghe, Singapore si pone tra le Nazioni che maggiormente applicano la pena di morte. Per la lista annuale della libertà di stampa secondo Reporters Without Borders Singapore si piazza alla posizione 149 tra 179 Nazioni, dietro Nazioni come Russia, Fiji e Zimbabwe. Nella annuale ricerca Freedom House sui diritti politici e le libertà individuali, Singapore viene ritenuta solo “parzialmente libera”, per quanto riguarda il rispetto dei diritti politici e le libertà civili.

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