martedì, Settembre 28

Sindaco pro gay e lesbo In una Nazione apertamente contraria, appoggia ufficialmente la unione di partner dello stesso sesso

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Bangkok – «Personalmente sono d’accordo con i diritti degli omosessuali», un vero e proprio endorsement pubblico. In un colloquio con una testata statunitense, il Sindaco di Seoul, Park Won-soon , ha riferito che gli piace immaginare la Corea del Sud come prima Nazione asiatica che legalizzi il matrimonio tra appartenenti allo stesso sesso, durante una sua recente visita a San Francisco.

Attraverso le sue dichiarazioni, Park Won-soon è diventato di fatto il primo e principale leader politico di riferimento sudcoreano che appoggi ufficialmente i diritti della Comunità LGBT  seguendo così l’attuale Ministro per le pari opportunità, Kim Hee-jung

I matrimoni gay e lesbo trovano l’opposizione di politici conservatori e cristiani, così come della stessa maggioranza popolare, a dire il vero, su base nazionale.

Il Sindaco di Seoul, Park Won-soon ha poi aggiunto: «Mi rendo conto, però, che le chiese protestanti sono molto potenti in Corea. Non è facile per i politici. E’ nelle mani degli attivisti la possibilità di espandere il concetto universale dei diritti umani in modo da includere anche gli omosessuali. La volta in cui riusciranno a convincere la popolazione, i politici seguiranno il corso. Ciò che è in via di sviluppo adesso».

L’ex avvocato ed attivista per i Diritti Umani, il quale è anche considerato uno dei pretendenti più papabili per le prossime elezioni presidenziali in Corea, ha anche confermato ai media USA che la sua più alta aspirazione è vedere il suo Paese come Nazione leader nella lotta per l’estensione dei Diritti Civili anche alle coppie omosessuali e nella legalizzazione di tali unioni nell’intero Continente asiatico.

«Molte coppie omosessuali già convivono in Corea», ha aggiunto il Sindaco di Seoul. «Non sono accettati legalmente al momento ma credo che la Costituzione coreana lo consenta. Noi abbiamo garantito il diritto alla felicità. Naturalmente le interpretazioni di questo concetto sono molteplici».

L’endorsement, in ogni caso, gli si potrebbe anche ritorcere contro nella sua carriera politica, soprattutto se pianifica di partecipare alle elezioni presidenziali del 2016, l’omosessualità rimane ancor oggi un tabù molto forte in Corea del Sud, dove almeno il 30 per cento della popolazione è Cristiana. Secondo una ricerca dello scorso anno condotta congiuntamente da un quotidiano locale e dall’Asan Institute for Policy Studies, tra 1.500 coreani ai quali è stato chiesto di far parte della ricerca, il 78.5 per cento ha affermato che non sono d’accordo con l’omosessualità. Solo il 21.5 per cento dei partecipanti allo studio ha affermato di no aver alcun tipo di problema con la questione.

Al contempo, il 92.4 per cento dei partecipanti intorno ai 60 anni ha affermato di essere contrario all’omosessualità mentre il 57.5 per cento intorno ai 20 ha affermato lo stesso.

A Giugno, quando si è svolto un Gay Pride a Seoul, uno degli eventi più grandi condotti dalla Comunità LGBT in tutta l’Asia, centinaia di cristiani hanno fatto irruzione nel bel mezzo delle manifestazioni colorite e multiformi inginocchiandosi e pregando per protesta. Solo una settimana prima, il Distretto Seodaemungu aveva revocato il permesso che era stato precedentemente rilasciato perché si svolgesse il Gay Pride locale, c’erano state delle rimostranze molto forti dei gruppi conservatori cristiani. L’evento, che celebrava la sua quindicesima edizione, è stato poi sostenuto e si è tenuto nonostante la disapprovazione delle Autorità del Distretto.

 

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