sabato, Luglio 24

Sindaci: Virginia si siede e Beppe non si alza field_506ffbaa4a8d4

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Streaming, emergenza rifiuti, trasporti e lotta alla corruzione questi gli ‘ingredienti’ base per la ‘ricetta amministrativa’ della prima donna sindaco di Roma, Virginia Raggi, che oggi ha presentato ufficialmente la giunta in sede di consiglio. Gli assessori pentastellati saranno: Paola Muraro all’Ambiente, Linda Meleo ai trasporti, Flavia Marzano alla semplificazione, Adriano Meloni al Commercio, Laura Baldassarre per il Sociale, Luca Bergamo alla Cultura, Paolo Berdini all’Urbanistica e Marcello Minnea al Bilancio. A sostenere la Raggi nell’impresa capitolina ci sarà Daniele Fongia che oltre alla delega allo sport ricoprirà l’incarico di vicesindaco, mentre come Capo di Gabinetto troveremo Daniela Morgante. «Giornata storica  cittadini che riprendono in mano la loro città dopo anni abbandono della politica» ha commentato attraverso Twitter la Raggi prima d’iniziare l’assemblea, a cui hanno preso parte anche i colleghi del direttorio tra cui Alessandro Di Battista, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. «Una giornata storica. Abbiamo una opportunità enorme: fare gli interessi dei cittadini e rendere Roma una città normale. Noi romani vogliamo solo la normalità» ha commentato Di Battista aggiungendo«le tre priorità sono la pulizia della macchina amministrativa, i trasporti e i rifiuti. Roma è invasa dai rifiuti, ce l’hanno lasciata allo sbando, sui trasporti c’è una situazione veramente vergognosa e la macchina amministrativa ha degli ottimi dirigenti ma deve essere bonificata». Mentre nella sala Giulio Cesare di Roma il sipario si chiude con l’immagine di Virginia Raggi che fa sedere il figlioletto di 7 anni sullo ‘scrano’ da sindaco ecco che a Milano c’è Beppe Sala che fatica a restare tranquillamente seduto sul suo seggio. Nel pomeriggio i rappresentanti di Forza Italia con l’appoggio di Lega Nord hanno presentato un’istanza con cui segnalavano una presunta incandidabilità del neo eletto sindaco del Pd rifacendosi all’articolo 60  dal decreto legislativo 267/2000, considerando il suo incarico incompatibile rispetto al precedente di Commissario Expo. La segreteria generale del Comune di Milano, però, fa tirare un sospiro di sollievo a Sala ritenendo inaccettabile il documento presentato dall’opposizione, decretando che «Non risultano argomentazioni ulteriori rispetto a quelle già esaminate dal Consiglio di Stato con sentenza 2210/2016. La figura di commissario è una figura speciale costituita ad hoc per le opere connesse a Expo. Si tratta di una figura eccezionale non sovrapponibile giuridicamente con quella del commissario straordinario di Governo» e ancora aggiungendo «il legislatore ha quindi escluso l’applicabilità per la carica di Commissario Expo delle cause di ineleggibilità previste dal l’articolo 60 dal decreto legislativo 267/2000 che stabilisce che i Commissari di Governo non sono eleggibili a sindaco nel territorio nel quale esercitano le loro funzioni». 

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