mercoledì, Agosto 4

Sindaci sociali e solidali, funzionalmente né di destra né di sinistra In vista delle prossime elezioni amministrative, stiamo assistendo alla ricerca affannosa di candidati Sindaco 'ad impronta società civile', sindaci a 'marker sociale'. C'è un giacimento a disposizione, quello della società solidale

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Per le prossime elezioni amministrative, ed in era PNRR, le città hanno bisogno di candidati aSindacofunzionalmente sociali, con una indipendenza che faciliti la concretezza delle risposte ai bisogni/domande sociali dei cittadini, autonomi, specificatamente nel sociale. Né di destra, né di sinistra. Azzardo? Satira alla Gaber? Ritorno all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini? No, ma convinti che i bisogni dei cittadini, le fasce deboli della città, la coesione e lo sviluppo socio-economico (auspicato e ‘milestone’ del PNRR), lagovernancedella città non sono né di destra né di sinistra in senso tradizionale, ma esigono, senza un ‘colpo al cerchio ed un colpo alla botte’ ed in modo integrato, soluzioni di efficacia‘ (cioè risultati) delle scelte politiche.

In questo periodo stiamo assistendo al richiamo ed alla scelta, a volte quasi ossessiva, di candidatiad impronta società civile‘. E dove si può fare riferimento se non nella società solidale ormai strutturata? che è abituata a dare risposte concrete alla domanda espressa; avvezza a gestire l’emergenza (sanitaria, economica, finanziaria; cosa sta succedendo in era COVID?), che ha sviluppato istituzionalmente il senso della solidarietà, offrendo garanzie consolidate di altruismo razionale nell’offerta di servizi di pubblica utilità. Una attenzione alla ‘prossimità’ non burocratica, ma efficace operativamente. ‘Candidati a sindacocoinvolti razionalmente nel giusto slancio emotivo della tradizione riformista che ‘trasforma’ in modo aumentativo e non estrae semplicemente le risorse; che ‘allargano il gioco’ delle attività per conseguire risultati di valore sociale ed economico. Che chiedono ‘chi sei’ per aiutarti ad essere un cittadino meno ‘invisibile ed anonimo’ con diritti e doveri.

La società solidale è rappresentata anche dalle imprese sociali (aziende profit con responsabilità sociale agìta), dalle associazioni di volontariato, dalle cooperative sociali, dalle fondazioni, dalle ‘non governative’ ed in sintesi da tutte quelle ‘imprese sociali’ orientate alla ‘speculazione virtuosa’.

Un Sindaco solidale che sviluppa sussidiarietà perché cosciente che non si governa solo coni voti di parte‘, ma con la soddisfazione della domanda dellamaggior partedei cittadini.
Nei 1.365 Comuni è incominciato il ‘toto-candidato’ sindaco ed i partiti hanno compreso che siamo in un welfare universalistico a protezione variabile in funzione delle capacità di reddito, e bisogna fare leva su una politica indipendente e orientata ad un’offerta di ‘servizi per tutti’. La salute per tutti, una casa per tutti, un’assistenza per tutti. Infatti, gli elettori vogliono mantenere un pragmatismo non solo riparativo (post-COVID), ma anche di sviluppo, e quindi chiedono risposte ai bisogni condivisi e dell’’elettore mediano’ che ha capito quanto sia importante mettere insieme i valori ed il senso della vita con il valore ed i risultati sociali ed economici (non solo per gli obiettivi degli SDG’s- Sustainable Development Goals, ma anche per la sopravvivenza di se stessi).

Attenzione partiti a non sottovalutare la ‘voce’ della gente che chiede non solo progetti e programmi e che, a differenza del passato, verifica i risultati ed ha capito che ‘l’effetto annuncio’, se non suffragato da una progettualità realistica e di risultato, è una presa in giro.

Penso che le città possano essere chiamate alla solidarietà e sussidiarietà economica, sociale, sanitaria, di sicurezza solo se avranno dei rappresentanti credibili anche sul versante della solidarietà non solo auspicata, ma anche gestita e resa pragmaticamente reale. Su questo versante il terzo settore e il volontariato potrebbero esprimere il loromanifestoe trovare un accordo trasversale rispetto a tutti i partiti, offrendo una lista dicandidati solidali‘.

I Comuni che andranno alle elezioni nel 2021 fra il 15 settembre e il 15 ottobre saranno 1.334 su 7.904 (16,9%), di cui 138 con popolazione sopra i 15mila abitanti, 1.199 sotto questa soglia; ed inoltre, 21 capoluoghi di provincia. Questi i numeri di contesto. E’ l’occasione per fare scelte che rendano concrete le dichiarazioni programmatiche (?) richiamandosi ai valori sociali, alla inflazionata società civile, alla sostenibilità all’ambiente ed alla resilienza. C’è da mettere a terra le risorse del PNRR.
C’è una via concreta di scelta:
votare Sindaci a marker sociale‘ con un programma sociale sviluppato per punti.
Ed ancora una volta
questa scelta rientra nel tormentone dell’inclusione attiva delle imprese sociali non profit e profit misurate tramite il loro rating sociale. Nulla di difficile, molto di trasparente tramite numeri e riempiendo poche caselle senza ‘bla bla’, ma con indici che sono un rapporto fra numeratore ed denominatore.

La crisi morde le città in era post COVID. Il tasso di disoccupazione cresce e c’e’ bisogno di scelte non tanto coraggiose, ma praticabili a breve e medio periodo, non solo a lungo.
Cassa integrazione, politiche attive del lavoro sono la ‘safety car’ della vita economica post COVID; ma non si può rinunciare alla gara e quindi è necessario il rientro delle imprese ‘riparate’ dopo l’incidente e con formule nuove; per esempio imprese sociali (profit o non profit x D.lgs.112/17) che non sono solo ‘pari al nuovo’, ma guardano allo sviluppo futuro con la massimizzazione ‘relativa’ del profitto, sostenendo i maggiori costi sociali della città.
Incentivando la creazione di imprese sociali non profit per attività sociali (asili nido, housing sociale, colonie estive, mutue sanitarie integrative ecc.). In tempo di crisi sarebbe devastante la cessazione di questi servizi. Non è narrativa convegnistica, ma una proposta concreta e operativa.
In un contesto di co-programmazione e co-progettazione tra la Pubblica Amministrazione ed il privato non profit (ma anche profit per integrazione funzionale) dell’art.55, del Codice del Terzo Settore ed inoltre sancito dalla Sentenza 131 della Corte Costituzionale.

Anche istituzionalmente bisogna cambiare e, in coerenza con le missioni del PNRR, si devono creare assessoratiad hoce focalizzati, che hanno sottotraccia la sostenibilità sociale: digitalizzazione; innovazione e competitività del sistema produttivo (con lo sviluppo del PIL unitamente al BES -BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE); rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura;  equità sociale, di genere e territoriale (creare un fondo contro la povertà, sviluppare imprese sociali di advocacy, intervenire sulle periferie ecc.); salute(ricordo lo sviluppo della medicina territoriale, degli ospedali di comunità e delle case della salute, nonché l’integrazione fra sociale e sanità del PNRR).
Tutto ciò, ovviamente traducendo i nominalismi in obiettivi concreti da gestire e da raggiungere.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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