domenica, Ottobre 24

Sincronicità Elena B.B., la donna che per prima scoprì il seno - Capitolo 14

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Tutto accade per caso. Tranne quello che accade per caso. Il nesso, invisibile e forte, tra le cose e le persone, ‘invisibile’ anch’esso ‘agli occhi’ come dicevano Elena ed Antoine, a volte si rivela. O, almeno, sembra rivelarsi.

Così quando Elena scese in Sicilia, in quell’Estate caldissima e dolce in cui l’Etna eruttò fichi d’India e giuggiole, sin dal suo arrivò all’aeroporto di Catania capì che era entrata in un fortissimo flusso sincronico. Per mille, tangibili, ineffabili, segni. Ma fu quando il taxi che l’aveva portata a Messina ebbe un rallentamento, e poi stranamente si fermò, in Via Cervia, la città dove lei era nata, dove la prima Elena aveva dato il via alla propria ‘vita nova’, fu quando una donna bella e sconosciuta la guardò compiaciuta, compiacendola, fu allora che ne ebbe certezza. L’auto riprese immediatamente a funzionare, poco dopo la depositò in Via Cardines. L’attendevano al 124, dove avrebbe alloggiato ed avrebbe ragionato con i suoi ospiti, e con Hamlin, sull’incontro, o forse l’Incontro, chissà, che avrebbe tenuto la sera alla ‘Libreria Safarà’. Che in arabo significa scoprire, esplorare. E proprio ‘Scoperte quotidiane’ era il tema scelto. Avrebbe parlato, tra l’altro, del recente inaspettato ritrovamento di nuovi manoscritti di Elena, integrazioni del Diario di importanza fondamentale, che gettavano nuova e diversa luce su aspetti cruciali della storia del novecento. E di uno scartafaccio trovato presso la Biblioteca Nazionale messicana di Città del Messico, alla stessa prima Elena attribuibile con quasi assoluta certezza. Conteneva riferimenti a fatti ed eventi degli anni ’80 e ’90 del novecento. E di lei non si avevano più notizie dal millenovecentoottanta, anzi esattamente dal diciotto marzo del millenovecentoottanta .

Compiendo a piedi i pochi metri che la separavano dalla casa dove l’aspettavano, passò davanti al 150. Si fermò un attimo, senza ben sapere perché . E, alzando gli occhi, lì, al numero 150 di Via Cardines, la vide. Sulla facciata di una casa, con iscrizione osca, una lapide.

 

ANGUSTE’ AEDICULA CONSTITUTA, JURE QUIDEM MANUS

DEDUCTIUNCULAM MAGNI FACIEBAS:

VERE’ CLAMORE QUAERCRE ID POSSET.

MEDDIX UPSENS,

ILLE IPSAM SUSTOLLIT ITA MAMERTINUM TEMPLUM, QUOD IURE

QUIDEM EST NOVUM GERMEN

 

E cioè…

O, forse,…

Invece, magari…

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