mercoledì, novembre 21

Sigaretta elettronica: le opportunità perse e la solita follia tutta italiana Come nasce in Italia il mercato della sigaretta elettronica? Ne abbiamo parlato con 'Il Santone dello svapo'

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Smettere di usare la sigaretta elettronica o ritornare a quella tradizionale. Questa l’alternativa forzata con cui si stanno scontrando molti utenti del settore che non potranno più permettersi di acquistare liquidi per ‘svapo’ a costi così elevati. Cosa sta succedendo? Da Novembre, l’avvio della corsa agli emendamenti alla legge di bilancio accomunati tutti da un unico denominatore: la ridefinizione della tassazione in materia. Niente di nuovo, qualcosa su cui già la politica era intervenuta qualche anno fa e cui erano seguiti ricorsi al TAR ed un drammatico crollo del settore. Un susseguirsi di proposte fino al noto emendamento Vicari, approvato dalla Quinta Commissione al Senato. A completare il quadro ci si mette anche la Corte Costituzionale che, il giorno dopo l’approvazione del suddetto emendamento (il 15 Novembre), zittisce il TAR e giudica legittima l’imposta di consumo (d.lgs. del 2014), anche sui liquidi senza nicotina. Si passa poi agli emendamenti della Camera e all’inasprimento del ‘Rocca-Boccadutri’. Le ultime speranze dei ‘vapers’ svaniscono. La tassa rimane lì immobile e, per giunta, nessuno sconto del debito pregresso alle aziende, dovuto alla non applicazione della precedente tassa; insomma, i valere si ritrovano oggi con il raddoppio del costo dei liquidi, il monopolio di Stato, la vendita dei prodotti sotto condizioni e, praticamente, l’azzeramento della vendita online.

Prima di capire le dinamiche dell’approvazione di questa riforma e soprattutto, il perché e le conseguenze che ne scaturiscono, è opportuno soffermarsi, però, sul fulcro del discorso. La sigaretta elettronica. Che già il nome ‘sigaretta’ non è poi molto corretto. “Il problema viene proprio da lì, dal credere che sia la stessa cosa. Fumare e Svapare non lo sono”. Così sottolinea Matteo Gallegati, ‘Il Santone dello Svapo’ su YouTube dove vanta più di 228.000 iscritti. Abbiamo parlato di tutto questo, in due parti, proprio con lui.

Di cosa stiamo parlando? Cos’è la sigaretta elettronica e quando nasce?

Ci fu un primo brevetto americano, ma la sigaretta elettronica è stata inventata dal farmacista cinese Hon Lik che, per provare a salvare lo zio da un tumore certo, la inventò. Si tratta di una resistenza che, appoggiata su quella che una volta era fibra di silicio e che ora è cotone, nel momento in cui gli viene erogata della corrente, bagnata di liquido, produce un vapore che ti sazia. Ti toglie il vizio, lo dico io che fumavo tre pacchi di sigarette al giorno. Ho provato la prima sigaretta elettronica 5 anni fa, ero molto scettico e allora era qualcosa di totalmente diverso da quello che abbiamo adesso, funzionavano tutte male. Allora pensavo che non avrebbero mai potuto sostituire la classica sigaretta; fatto sta che, da quel momento, ci ho visto il futuro. Mi dava soddisfazione quasi come fosse una sigaretta normale. I primi liquidi, però, erano dolci, troppo dolci. Il miglioramento e la ricerca sono venuti dopo; nel nostro mercato l’hanno fatta quelli come me, le aziende, che una volta erano solo utenti di forum. E abbiamo creato tutti insieme il mercato che c’è adesso.

E a proposito degli studi sulla sigaretta elettronica?

Il loro impatto non è paragonabile nemmeno lontanamente a quello di una sigaretta classica. Vi sono tanti studi sulla sigaretta elettronica, Riccardo Polosa, studioso internazionale sulle malattie legate al fumo, nonché, autore del primo studio al mondo che ha indagato la sicurezza e l’efficacia delle sigarette elettroniche, ne ha parlato diverse volte. Così come Veronesi che è sempre stato dalla nostra parte con i fatti. Sono convinto che queste cose le stanno facendo ora perché, se lui fosse ancora vivo, avrebbero avuto una persona molto autorevole cui andare contro. Nel mio canale ( il primo a livello europeo), abbiamo circa 225.000 persone ed io sono una nicchia. Questo significa che in Italia abbiamo una potenza di mercato mostruosa; parliamo inoltre di uno dei mercati più soggetti a controlli. Per questo abbiamo alzato l’asticella sulla qualità dei liquidi in maniera incredibile, prodotti che sempre più puliti, sempre a norma. Sono stato il primo – forse al mondo -, assieme ad un tecnico, a fare un test sul vapore passivo da cui è scaturito che le quantità di sostanze potenzialmente dannose sono infinitesimali. Sto dicendo che, dai dati rilevati ed analizzati, è molto più pericoloso camminare in centro a Milano che svapare cent’anni. Nessuno ne ha mai parlato. Un tempo gli attacchi più grandi su quel video di documentazione venivano addirittura dall’interno dei forum; mi accusavano di non avere il camice. Però a distanza di 4 anni è arrivato un medico a fare lo stesso test identico e l’ha pubblicato su un gazzettino scientifico. Oggi abbiamo le prove: sia dalla scienza ufficiale sia dei test come i nostri. Certo, è chiaro che non è come respirare aria sul Monte Bianco ma questo non vuol dire che le sigarette elettroniche siano dannose. Lo smog è peggio.

Quando c’è stato il ‘boom’ in questo mercato?

Il primo boom è stato nel 2012, poi da Ottobre a Febbraio arrivò il calo, in concomitanza con il capodanno cinese di quell’anno, perché loro smettono quasi tutti di lavorare e fanno festa. Ma il calo arrivò anche per la prima batosta: la tassa del 58.5%, cui seguirono proteste e ricorsi al TAR. Con quella botta chiusero l’80/90% dei negozi. Stavano cercando di equipararci al fumo tradizionale, volevano tassare tutti i meccanismi elettronici ma non si poteva fare perché altrimenti dovevi tassare anche le batterie al centro commerciale. La proposta, quindi, tra i vari ricorsi, non passò. Poi nel 2014 arrivò la tassa sui liquidi con nicotina: fu tassata tutta la nicotina ma la norma era ancora opinabile, anche perché in mezzo ci furono incontri, creazione di associazioni ed altro. Quando andarono i NAS in una delle più grandi aziende italiane per fare i controlli, quelli dell’azienda dovettero spiegare a loro come andavano eseguiti i controlli. Non lo sapevano fare. Era una cosa inattuabile, non hanno il personale competente per fare robe del genere.

Cosa successe, quindi, con quella prima norma?

Siccome la norma era interpretabile, le ditte hanno detto ok, allora separiamo la nicotina dal resto, la inseriamo all’interno e poi, in fase successiva, la tassa si paga sui 10 ml. Per fare chiarezza: un liquido è composto da glicole, glicerolo, acqua distillata (non sempre), aromi alimentari e, se vuoi, nicotina; questa veniva messa in una base a parte e si andava ad aggiungere un flacone di 50 ml glicole e glicerolo aromatizzati di modo che la tassa si pagava solo sui 10 ml. Questo perché altrimenti la tassa era spropositata. Insomma, un escamotage per sopravvivere. Fatto sta che la tassa non era applicabile a tutto quanto e la prima volta abbiamo vinto con ricorso al TAR e sembrava che l’avessimo scampata. Fatto sta che in un colpo d’occhio vedi Renzi che ti va ad inaugurare la fabbrica della Iqos di Philip Morris di Bologna.

Cosa sono le Iqos?

La Iqos è un modello di sigaretta elettronica diversa. In America stanno iniziando a sconsigliarla perché emana più metalli pesanti delle sigarette elettroniche che già conosciamo. E’ vero che è un prodotto a rischio ridotto se paragonata ad una sigaretta classica, ma è più dannoso della elettronica. Funziona così: vaporizza i solidi, mentre, la sigaretta elettronica vaporizza liquidi. La Iqos ha una lama interna che si va ad incastrare su una mini sigaretta di tabacco iper-pressato e lo riscalda a temperatura controllata. Il punto è che noi, negli ultimi anni, siamo andati avanti anni luce tecnologicamente parlando. Non dico che non approvo che la Philip Morris faccia questi prodotti, ma poi vedo Renzi e la Vicari che aveva preso Rolex in cambio di leggi a favore di ditte private sfavorendo lo Stato, e che dichiara ‘finalmente la legalità ha vinto’ dicendo che ci sono aziende grosse che stanno investendo in Italia, che la Philip Morris ha investito 600 milioni di euro… Nel frattempo, però, il suo emendamento è partito di punto in bianco, ce l’hanno servita cotta e mangiata nel giro di un mese. In concomitanza, venivano pubblicati pezzi dove si parlava dell’espansione del colosso a Bologna.

Quindi, la sigaretta elettronica attuale è migliorata notevolmente rispetto a qualche anno fa?

Lo strumento è stato decisamente implementato e grazie ad esso si può far smettere di fumare un sacco di gente. Ci sono tanti artigiani in Italia nel settore, tra cui uno dei piccoli produttori migliori al mondo. Abbiamo delle eccellenze, abbiamo insegnato a svapare all’Europa e al resto del mondo; gli americani sono arrivati dopo, questa è la verità. Abbiamo alcune delle migliori aziende di liquidi al mondo; io stesso sono uno dei primi sperimentatori dei liquidi al tabacco. Chi doveva fare il decreto salva svapo, poi, ha finanche peggiorato l’emendamento Vicari. Ci sono in atto altri ricorsi al TAR perché alcune cose risultano incostituzionali. Intanto, è stata bloccata la vendita dei liquidi senza nicotina e con nicotina in tutti i negozi online. Con i nostri ingredienti ci fai le caramelle, sono nel cibo! Paradossalmente un litro di glicole, lo compri con una tassa di 500 euro; se vai in pasticceria o in farmacia, dove solo la destinazione d’uso è diversa, non paghi la tassa. Parliamo di 0.40 centesimi su ml per tutti i liquidi, 4 euro più IVA su 10 ml di prodotto. Un liquido che ti costava 20 euro circa, quindi, viene a costare 65-70 euro. La cosa più bella è che hanno abbassato le sigarette di 15 centesimi, è la follia!

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