martedì, Maggio 18

Siccità e terrorismo, situazione preoccupante in Africa

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La siccità sta colpendo l’Italia, ma è ormai cronica in diversi Paesi africani come Zimbabwe, Malawi, Zambia, Sudafrica, Etiopia e Mozambico. Corsi d’acqua asciutti, malnutrizione ed epidemie sono le conseguenze dei cambiamenti climatici (e non solo) che rendono ancor più precaria la situazione in questa parte dell’Africa.

Queste siccità, dicono le Ong presenti sul posto, sono i peggiori eventi che potessero colpire l’area. E qui queste situazioni si sovrappongono al conflitto in atto con ambienti di matrice jihadista che devastano ciò che resta di questi Paese. Crisi umanitarie sofferenti da decenni con forte insicurezza alimentare, diminuzione delle riserve d’acqua e di cibo in particolare nella regione del Lago Ciad e a nord del Mali. E se non si muore di stenti, ecco che arriva il terrorismo.

Scontri e attentati terroristici di fatto sbarrano l’accesso anche agli aiuti umanitari. Nel bacino del lago Ciad vi sono già nove milioni di sfollati colpiti da grave insicurezza alimentare. Le frontiere di Ciad, Camerun, Niger e Nigeria, sono senza cibo e gran parte del bestiame morto. Questa crisi ha provocato circa 2,5 milioni di sfollati. Dopo la Siria è la situazione più grave registrata a livello mondiale. I governi dei Paesi colpiti sono mobilitati per rilanciare iniziative umanitarie con Fao e Pam. Ma la situazione è grave. In particolare lungo le sponde del Niger.

 

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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