lunedì, Settembre 20

Siamo in guerra! Oriana ci ha preso field_506ffbaa4a8d4

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Siamo in guerra! Come titolavano i giornali in uno dei periodo più bui della nostra storia….si, siamo in guerra, contro la povertà, contro un’Amministrazione sempre più aggressiva, e, purtroppo, contro un nemico che sempre più miete vittime in nome del proprio Dio.

Ma siamo in guerra contro noi stessi, non ci riconosciamo più, non sappiamo più chi siamo, non abbiamo più valori se non i Pokemon, le nostre famiglie si sono oramai disgregate, non crediamo più in nulla… e così, grazie all’ignoranza, la violenza dilaga sempre più.

La povertà, quella vera, sta avanzando implacabile nelle nostre strade, ogni giorno se ne aggiungono a migliaia, il connubio tra debolezza economica di chi, a stento magari, lavora e attacco delfisco amicosembra inscindibile. Sempre più persone lottano per pagare le bollette sotto la minaccia di uno Stato dei servizi essenziali, sempre più persone non ce la fanno più… Se il problema era la spesa, ora è la vita… Sempre più persone non si curano più, costa oramai una follia, pur non essendo aumentate le tariffe…certo… una follia… non si guadagnano più i soldi di prima, anzi, non si guadagna proprio. E, dove non bastasse, ci pensano le banche rubandoti i risparmi.

La giustizia oramai è roba da ricchi, i Tribunali con una sconcertante superficialità attribuiscono ragioni, la maggior parte delle volte, inesistenti, volte all’annientamento dell’essere inerme che non riuscirà mai a dimostrare nulla.

Questo gigantesco conflitto cui assistiamo quotidianamente anche in TV, ha preso la direzione definitiva dell’abbattimento di ogni singola individualità. Certo che se chi guida la cosiddetta Giustizia si può permettere di dire che: «non esistono innocenti, ma solo colpevoli da scoprire», dobbiamo ammettere che la situazione nel nostro bel Paese non è molto distante da ciò che è ora la Turchia.
Stati di polizia dove al debole non è permesso sbagliare o pensare nulla, i deboli condannati ad essere gettati nel baratro della disperazione che, sempre più, finisce con uno schianto mortale.

Ed allora mi domando perché tutte quelle critiche rivolte dagli storici agli Spartani che epuravano i ‘difettosi’ gettandoli dalla Rupe Tarpeia… almeno a quelli era risparmiato l’inferno di essere morti che camminano.

Tutta questa gran paura per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE dove è finita? E’ finita sotto le ruote di un tir, è finita in un’epurazione degna dei più spietati dittatori, è finita nelle tasche dei vari patron delle banche che hanno reso povero chi non lo era, è finita in una Giustizia che dalle nostre terre se ne è andata inorridita per la perseveranza con cui le si sono messi contro.

Hanno definito il Medioevo un periodo oscuro, e questo come lo definiranno? Sicuramente ci sarà chi lo definirà come il periodo della vittoria sul nemico, ci sarà chi lo festeggerà come una splendente epoca di conquista ed espansione….. ma non saremo certo noi, noi che ci siamo arresi senza condizioni completamente avulsi dalla realtà che ci circondava.

Mi spiace sottolineare come le parole scritte da Oriana Fallaci, demonizzata pure dai ‘suoi’, risuonino come l’unico testamento che siamo riusciti ad esprimere, come lei sapeva benissimo che il suo male avrebbe avuto il sopravvento, noi, al contrario, siamo andati avanti pensando fossero follie intellettuali di una povera mentecatta.
Mai più profetico fu nessun altro, ma non come Nostradamus che richiede complicatissime interpretazioni… le sue erano, oramai, profezie a brevissimo termine che nessuno ha voluto leggeresi sono avverate tutte le sue, ma non solo, siamo andati ben oltre.

Auguro buon lavoro a chi deve solamente scoprire i colpevoli, auguro buon lavoro a chi sta così alacremente dimostrando che in Turchia vi è la democrazia, auguro buon lavoro a chi dice di servire la Giustizia senza essersi accorto che se ne è andata da tempo, ed auguro buon riposo a chi ci ha condotti sino a qui, un meritato riposo, in attesa che tutto finisca di modo da potersi compiacere dei risultati. Ma l’augurio e la preghiera più grande va a chi di tutto questo ne è stato e ne è vittima, poiché il viaggio che sono stati, sono, e saranno costretti ad intraprendere sia confortato da una grande fede, la fede che ci sarà una vita migliore in un posto migliore.

 

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