domenica, Ottobre 24

Shiatsu, coadiuvante del SSN?

0

Oriente e Occidente: due mondi a confronto; spesso, meno di quanto ce l’aspettiamo, in perfetta simbiosi fra loro. È questo ciò che emerge analizzando quella che può essere la migliore alternativa a una ricerca del benessere che non gravi sul Servizio Sanitario Nazionale.

Sul totale di 930 ricoveri in ospedale per disturbi psichici in Italia, di cui ben 393 al Nord, 153 al Nord-est, 203 al Centro, 212 al Sud e il resto nelle isole (n.d.r.: dati Istat relativi all’anno 2013, estratti in data 31 Dicembre 2014), quanti soggetti possono ritenersi effettivamente guariti? Una domanda a cui è difficile rispondere, se non si considera, accanto alla medicina definita tradizionale, lo sviluppo della conoscenza di quella grande fetta di mercato del benessere rappresentata dalla medicina orientale.

Premesso che è consigliato non sostituire l’una all’altra in maniera radicale, e che vi è la libera scelta da parte di ogni cittadino italiano in merito alla cura da adottare, il ricorso allo shiatsu, secondo gli operatori di questa disciplina, potrebbe essere una valida proposta da abbinare alla medicina tradizionale.

Angiolino Ferraro, Responsabile Regionale FISieo Campania, ossia della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori, ne spiega le motivazioni.
 

Angiolino Ferraro, Aldo Masullo, professore universitario di filosofia e punto di riferimento per gli intellettuali campani, considera l’inquietudine come l’attitudine a ricercare la quiete e quindi ad essere sempre in movimento. In Italia spesso si è fermi, e ciò provoca la morte di mente e spirito. Come lo shiatsu può prevenire ciò?

 Non ho la competenza per inoltrarmi in disquisizioni di filosofia teoretica e di filosofia morale, di cui il Professor Aldo Masullo è stato docente all’Università di Napoli. Quest’anno, nell’ambito della Settimana dello Shiatsu, abbiamo affrontato un tema che investe l’uomo moderno nel nostro momento attuale: la crisi della persona e della società. La crisi nella sua doppia faccia: il pericolo che può rappresentare, ma anche il cambiamento che può portare, la svolta che si può dare alla propria vita. Abbiamo ampiamente esposto l’opportunità che lo shiatsu può rappresentare per il singolo, perché tale trattamento è possibilità di cambiamento nella vita della persona.

In quanto Responsabile della Regione Campania quali attività di concerto con gli ospedali o enti privati sono state attuate per migliorare il benessere quotidiano e crede che il costo sia nettamente inferiore sia per il paziente che per il SSN se si considera la spesa medica per psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, uso di farmaci?

 Quest’anno nell’ambito della Settimana dello Shiatsu si è svolta un’ affollata conferenza dal titolo ‘Shiatsu & Salute: rapporti con la Sanità’, nel corso della quale sono stati evidenziati molti punti di contatto tra tale mondo e la Sanità con la condivisione di esperienze, dove il primo affianca e collabora con il mondo medico e sanitario, apportando un contributo costruttivo e importante grazie alle sue peculiarità e potenzialità. Esso non si pone l’obiettivo di sostituire la figura del medico e di altre professionalità orientate alla diagnosi e cura delle patologie, ma di affiancare in modo sinergico le altre figure professionali al fine di supportare la salute dei pazienti. Il concetto di salute della persona è il suo obiettivo finale, inteso nel senso più ampio che oggi si vuole dare a tale termine, coinvolgendo tutti gli aspetti che definiscono il benessere dell’individuo (fisici, psicologici, emozionali, ambientali, ecc.).

Qual è il rapporto costo-benefici di chi si sottopone ad un trattamento shiatsu?

Non esiste un prezzario nazionale di riferimento per esso. Un trattamento dura in media 50 – 60 minuti ed il costo in genere è il linea con quelli di trattamenti similari che si basano sulla mediazione corporea, come ad esempio quelli fisioterapici. Come in tutte le cose l’investimento che l’operatore fa sul proprio know how, sull’aggiornamento continuo, sull’ambiente adibito al trattamento per essere espresso nel migliore dei modi ha un costo che ovviamente si riversa sul costo del singolo trattamento. Non sempre un singolo trattamento è risolutivo, per cui i riceventi ritornano con piacere a raccogliere i benefici che ne possono ricavare. La nostra professione è sempre più ricercata ed i trattamenti sono sempre più richiesti proprio per i benefici che riescono a portare alla salute delle persone.

In Campania esiste un’attività di volontariato.

Si. Alcuni Operatori ed Insegnanti della FISieo hanno dato vita in Italia ad una Associazione di volontariato, la VIS FISieo, attraverso la quale coordinare tutti i progetti di volontariato a cui gli Operatori FISieo partecipano. Ci sono molte esperienze in Italia di progetti di questo genere con gli anziani, con i bambini, con i diversamente abili. In particolari situazioni di calamità, com’è stato il terremoto in Abruzzo o l’alluvione in Emilia o altre situazioni drammatiche, si sono attivati molti colleghi che hanno cercato di portare un po’ di benessere attraverso lo shiatsu alle popolazioni colpite. La VIS FIsieo sostiene i colleghi che si vogliono adoperare in tal senso con un coordinamento nazionale dei loro progetti.

A quanti sono scettici rispetto a tale disciplina circa lan sua attendibilità e affidabilità, cosa direbbe?

Lo shiatsu è sicuramente una ‘disciplina’ come Lei l’ha definita, che esige per il suo apprendimento oltre la tecnica e la pratica, le posture, le conoscenze teoriche sullo stesso, anche buone conoscenze di anatomia e di fisiologia umana, nozioni basilari e fondamenti di biologia e patologia dei sistemi. Richiede che l’operatore conosca e valuti le relazioni tra il ricevente ed il ‘suo’ ambiente senza sostituirsi ad alcun’altra figura professionale, ma perché è insito nel concetto di salute del ricevente il suo benessere ambientale. Lo shiatsu si porta dietro cultura e tradizioni che vengono da lontano e che considerano l’uomo un microcosmo unico nella sua complessità ed interezza, fatte di fisicità, ma anche di emozioni, di mente, di spirito. Lo shiatsu, mi permetta di aggiungere, supera il concetto di disciplina che si basa su regole precise, studiate e tecnicamente ineccepibili; va oltre, diventa empatia, ascolto, fiducia, diventa affidarsi. L’operatore acquisisce nel tempo una evoluzione sua personale interiore attraverso la quale esprime il “suo” shiatsu, applica le stesse tecniche che nel tempo acquisiscono quel di più che le trasforma in arte. È così che lo shiatsu diventa un’arte per la salute. Per rispondere alla sua domanda diretta direi ‘provate’. Ci sono in Italia ottimi operatori, che hanno seguito corsi di formazione pluriennali e seguono un aggiornamento continuo secondo i criteri stabiliti dalla stessa legge 4/2013, che ha come obiettivo finale la difesa del consumatore, l’interesse dell’utente. E gli Operatori FISieo rispondono a questi requisiti.

 

Con la differenza, che chi soffre non è un semplice ‘consumatore’, ma un soggetto che diviene ‘Persona’, prima ancora che ‘matricola’. Come insegnato da Hunter Doherty ‘Patch’ Adams, medico statunitense e fondatore del Gesundheit! Institute, che ha dato vita alla clownterapia, introducendo la terapia del sorriso tra le corsie degli ospedali.

Una sana buona abitudine, che consentirebbe al Servizio Sanitario Nazionale, secondo gli operatori shiatsu, una riduzione dei costi davvero notevole.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->