giovedì, Settembre 23

Shell e le accuse di corruzione in Nigeria

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Continua a far parlare il caso della Shell, accusata in Nigeria di corruzione. «Nel corso del tempo abbiamo capito che Dan Etete era coinvolto nella Malabu e che l’unico modo per risolvere l’impasse negoziale consistesse nel raggiungere un accordo con Etete e la Malabu, che ci piacesse o no…poi il governo federale della Nigeria avrebbe indennizzato la Malabu per risolvere le sue pretese sul blocco petrolifero», dice un portavoce dell’azienda al ‘New York Times‘.

Nel mirino il giacimento OPL 245 al largo della costa del Delta del Niger (9,3 miliardi di barili stimati). Ed emerge che la Shell era a conoscenza del fatto che il blocco petrolifero era della società (Malabu) il cui proprietario ‘nascosto’ era l’ex ministro del petrolio del governo del dittatore Sani Abacha (Etete), condannato in Francia per riciclaggio di denaro sporco.

Il problema è che, secondo quanto dicono i media internazionali, la questione fino a pochi giorni fa era stata smentita dall’azienda, che ora invece ritratta. A quanto pare, sempre secondo i media esteri, il cambio di linea della Shell è dovuto ai numerosi articoli apparsi proprio sulla stampa internazionale e dal rapporto di Global Witness e Finance Uncovered in cui si riportano intercettazioni ed email confidenziali tra i vertici dell’azienda.

In Italia a raccontare la vicenda è stato il programma ‘Report‘, secondo cui anche l’Eni era a conoscenza delle verità riconosciute dalla Shell e cita altre email confidenziali di alti dirigenti della multinazionale italiana.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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