sabato, Luglio 24

Shakespeare e le sue donne sempre attuali Intervista a Laura Piazza

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Sono passati quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare eppure le sue opere sono sempre attuali tanto che per onorare al meglio la sua tradizione, il suo teatro, in questo anno particolare poeti, artisti, scrittori e persino amanti della sua scrittura, hanno deciso di omaggiare l’artista. Le ‘maratone shakespeariane’ si sprecano e ogni giorno vengono ripercorsi i passi della sue opere maggiori.

Il genio del drammaturgo inglese non è da considerarsi obsoleto, tutt’altro, le sue opere possono essere tranquillamente rilette in chiave moderna. E’ il caso ad esempio della ‘Bisbetica domata’ dove Caterina, figlia dal carattere spigoloso, non riesce a vivere in un paese che le è troppo stretto. Così come il ruolo del suo padre-padrone che la vorrebbe sposa e la vorrebbe ‘domare’. La figlia ‘bisbetica’ non vuole in nessun modo obbedire al padre e la favola diventa dramma. Tema attualissimo. Quante figlie si ribellano a certe gerarchie familiari? E se magari non oggi, quante figlie sono state costrette a sposare uomini pur non amandoli solo per sottostare al volere familiare?

Non solo Caterina, le donne di Shakespeare sono tantissime a tutte diverse. Così come le famiglie e gli amori che rappresenta l’artista. Tra i suo drammi più famosi non dimentichiamo ‘Romeo e Giulietta’ il loro amore tormentato che, negli anni, ha ispirato film di ogni natura, fino a quello in chiave moderna con un giovanissimo Leonardo Di Caprio. Il dramma dei due giovani amanti è ancora oggi alla ribalta, non solo perché viene studiato a scuola ma perché la vita di tutti i giorni ci mette di fronte a scene di amore passionale ostacolato dalla vita, dagli schemi sociali, dalle gerarchie.La cronaca stessa sbatte in prima pagina il genio dell’artista senza neanche essere consapevole della linea sottile che attraversa più di quattrocento anni di storia.

In questo particolare anniversario le sue donne sono state oggetto di studio, sono state riprese, riconsiderate, amate e modernizzate. Così come accade per la madre di Amleto che nella trasposizione moderna cambia il suo essere e diventa una madre di oggi, sempre colpevole ma, come per la ‘Bisbetica domata’ in questo anno particolare, la figura di Ghertruda viene rivista e rivisitata. La donna torna dall’aldilà per raccontare la sua verità ad una giuria assente, che non ha voglia di ascoltare e, come tutti i colpevoli, cerca una giustificazione alle sue colpe.

Ghertruda, Geltrude, la madre del principe Amleto, è la protagonista dell’intenso testo poetico scritto da Davide Rondoni, uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, non nuovo a incursioni nel mondo del teatro. Protagonista è Laura Piazza, interprete sensibile, sapientemente guidata dal regista Filippo Renda. In Amleto Geltrude è un personaggio di non facile interpretazione: travolta dagli eventi non sostiene il figlio, non capisce il suo agire e rimane fedele al nuovo re, il nuovo marito.

In Ghertruda, la rivisitazione moderna del dramma, si immagina che la regina torni agli eventi della sua tragica vita cercando dapprima di difendersi davanti a una giuria immaginaria, cercando di dimostrare la propria condotta impeccabile, poi cercando di condannare gli altri personaggi del dramma: Claudio, Amleto padre, il figlio Amleto e perfino Ofelia. Ma, come ogni colpevole, la regina non desidera altro che confessare per venire condannata, e così finalmente, può ammettere il proprio fallimento.

‘Nessuno le ha più dato voce. Agli altri sì, a lei no. Ora ha facoltà di parola. O forse di gèmito, di grido, di latrato e di bacio ancora. Lei la mamma di Amleto. E forse di noi. Un rischio farla tornare in scena. Lei così donna così madre così indomita. I morti dietro la vetrata continuano la loro strana festa. E lei ora dice: vi racconto io come sono andare le cose, come vanno nella storia di Amleto e di voi figli.’ Questo quello che Davide Rondoni richiama nel dramma moderno della madre colpevole.

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