mercoledì, Aprile 14

Sfide per il prossimo Governo Tanti i temi in ballo per chi salirà al potere

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Vazquez governo uruguay

«La paura ha fatto rinsavire l’ubriaco» ha dichiarato in agosto la senatrice Lucía Topolansky, moglie del Presidente José Mujica, a proposito dei sondaggi sulle intenzioni di voto che dipingevano uno scenario sfavorevole per l’attuale Governo alle elezioni della settimana scorsa. Risultati alla mano però, qualcuno potrebbe dire che “l’ubriaco” non era poi così sbronzo, dato che i pronostici fatti sulle intenzioni di voto dell’opinione pubblica si sono dimostrati completamente errati, un po’ come a volte accade ai metereologi con le previsioni del tempo.

Il Frente Amplio, attualmente al Governo, ha ottenuto il miglior risultato degli ultimi 5 anni (49,5% rispetto al totale dei voti ai partiti) ed ha ottenuto nuovamente la maggioranza alla Camera dei Deputati: gli analisti concordano nel dare per certo che il candidato alla presidenza Tabaré Vázquez vincerà per la seconda volta contro il candidato dell’opposizione Luis Lacalle Pou, del Partido Nacional. Niente a che vedere quindi con il panorama tempestoso annunciato dai sondaggi.

«È molto difficile che i partiti tradizionali (Partido Nacional e Partido Colorado) possano riassestarsi e intraprendere una lotta all’ultimo voto contro Tabaré Vázquez» ha detto il giornalista Graziano Pascale ospite in una televisione locale. Alfredo García, direttore del settimanale ‘Voces’ , ha dichiarato: «Credo che il ballottaggio sia ormai definito. È importante non dimenticare che una parte dei votanti, quasi la metà, non ha votato Vázquez. Il Governo del Frente Amplio dovrà però governare per il cento per cento degli uruguayani, cioè dovrà negoziare».

Secondo i primi dati della Corte Elettorale, il Frente Amplio ha ottenuto il 47,8% dei voti, il Partido Nacional il 30,9%, il Partido Colorado il 12,9%, ed il Partido Independiente il 3,1%. Lo schieramento Unidad Popular (sinistra radicale) ha infine ottenuto l’1,1% dei voti e avrà quindi un rappresentante alla Camera dei Deputati.

Non è però tutto rose e fiori per il partito che andrà al Governo e il vincitore, chiunque sia, dovrà fare i conti con nuove necessità e con un pubblico più esigente. Le principali preoccupazioni sono la sicurezza, l’educazione e, in misura minore, il lavoro. Sono gli stessi temi che sono stati al centro della campagna elettorale di tutti i partiti.

Secondo un resoconto dell’agenzia Equipos Mori, la sicurezza è di gran lunga il tema più importante. Domenica 26, oltre che per le elezioni presidenziali, si è votato anche un referendum per riformare la Costituzione e abbassare l’età di l’imputabilità penale dai 18 ai 16 anni. Il 47,6% degli uruguayani a votato a favore del provvedimento, ma servivano altri 47.000 voti per la sua entrata in vigore.

I problemi relativi all’educazione consistono nell’alto tasso di abbandono scolastico e bocciature nelle scuole primarie e medie. Per quanto riguarda il lavoro, anche se gli indicatori sono buoni, la continuità dei Consejos de salarios (lett. Consigli dei salari, preposto alla regolamentazione dei salari del lavoratori) e la crescita reale delle entrate potrebbero compromettere il prossimo Governo, soprattutto in un contesto economico che negli ultimi cinque anni non è certo andato a gonfie vele.

Durante la sua compagna elettorale Luis Lacalle Pou, figlio dell’ex Presidente Luis Alberto Lacalle, ha evitato le accuse personali, riconoscendo i traguardi ottenuti dall’attuale Governo e proponendo di approfondire ulteriormente i cambiamenti già avvenuti, definendo la sua una campagna “por la positiva” (Lett. Per l’ottimismo”). Fedele a questo slogan, ha poi presentato dei gruppi di lavoro che si occupino di questi temi fonte di preoccupazione. Tabaré Vázquez, ex Presidente della Repubblica tra il 2005 e il 2010, ha proposto di consolidare le politiche che portino ad una diminuzione dei reati e a migliorare i risultati dell’educazione pubblica.

Il punto è come concretizzare questi obiettivi. Se Lacalle Pou salirà al Governo, il suo partito avrà la minoranza in Parlamento.  Vázquez avrebbe invece la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, anche se ciò non vuol dire che la avrebbe sempre e comunque. Secondo il politologo Jorge Lanzaro infatti, «gli equilibri all’interno del Frente Amplio sono cambiati. In effetti c’è un certo spostamento a sinistra».

Il Frente Amplio è una coalizione di partiti di sinistra che governa il Paese da dieci anni, entro al quale convivono, tra gli altri, comunisti, socialisti e socialdemocratici. Alle elezioni di domenica 26 il Movimiento de Participación Popular (MPP), guidato dal Presidente José Mujica, è stato il più votato tra tutti i gruppi al Governo. Più della metà dei deputati eletti fanno parte di questo schieramento o di altri gruppi affini, e nelle discussioni programmatiche precedenti alla campagna elettorale hanno proposto con decisione una radicalizzazione delle politiche di sinistra.

Secondo gli analisti quest’ala di sinistra, con Mujica come primo senatore, metterà dei paletti al Governo di Vázquez, il cui stile è stato finora notoriamente più moderato. «Si prospetta uno scenario piuttosto diverso rispetto al primo Governo di Vázquez. Non è più quel leader indiscusso e unico del Frente Amplio che era durante il primo mandato – continua Lanzaro – Vázquez ha dovuto combattere battaglie importanti nel proprio gruppo all’interno del Frente Amplio».

Una situazione che, nei fatti, sembra essere ancora abbastanza ingarbugliata. Per capire come sbrogliare la matassa, bisognerà aspettare fino alla conclusione del ballottaggio, previsto per il 30 novembre.

 

Traduzione di Marta Abate

 

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