lunedì, Settembre 27

Settembre è il mese più crudele field_506ffb1d3dbe2

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Partita del cuore 2013

Dunque l’incontro Renzi-Berlusconi non ci sarà (almeno nelle prossime ore) perché c’è già stato (nelle scorse ore). Non fisicamente, certo, ché sino alla mattina di martedì il pregiudicato di Arcore non ha potuto muoversi dalla Lombardia per incontrare lo spregiudicato di Rignano sull’Arno. Ma è già avvenuto di fatto, aggiornando e rilanciando il ‘Patto del Nazzareno’ in altre forme, fisiche ed orali.

Oggi, intanto caos, in Aula al Senato e fuori. Adesso si tratta di capire come si arriverà alla chiusura della stagione politica, che quest’anno chiusura non sarà. Venerdì della prossima settimana, come previsto? Prima? Dopo? Breve sospensione e pronta ripresa? Luca Lotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e, lo dice il ruolo stesso, di religiosa osservanza renziana, annuncia che si andrà avanti anche oltre l’8 agosto. Fallite tutte le mediazioni, compresa quella offerta dal piddino ‘dissidente’ Vannino Chiti, si scatena la bagarre, e ormai non è quasi più notizia. Non si trova l’intesa sui tempi, Sel si oppone, Nicola Fratoianni, leader emergente e probabile successore di Niki Vendola, insorge: «Irricevibili ed offensive le proposte di Renzi». Grillo richiama tutti in Piazza.

Intanto, ineditamente, l’Aula del Senato lavorerà venerdì I° agosto (venerdì I° agosto!) dalle 9:30 alle 24 sulla Riforma della Pubblica Amministrazione, poi sabato di pausa e nuovamente in Aula domenica 3 agosto (domenica 3 agosto!) sempre lo stesso tema e per lo stesso orario Almeno così è al momento previsto. E sarà interessante vedere quanti ci saranno. E chi.

Ma, come da tradizione, le vere partite non avvengono in Parlamento, che da luogo del parlare, dialogare, dibattere, si vuole sempre più ridurre a luogo di vaniloquio. Al massimo, se proprio volete, sfogatevi urlando. A chi tenta di esercitare sino in fondo il suo mandato (‘senza vincolo’, come dice, anzi impone, la Costituzione) Renzi ha prima fatto pubblicamente sapere di essere disposto a concedere unapausa di riflessione’ (sino a martedì 2 settembre, pare), e qualche concessione, purché si prometta di non disturbare più il manovratore. Non ci sono stati, almeno per ora. Si vedrà.

Ma intanto ha definito l’accordo con Berlusconi, dicevamo, blindandosi centro i reciproci problemi interni, per rendere il dissenso dissenteria. Delineando il quadro su tempi, nodi, nomi delle nomine, compresi (anzi anzitutto) Corte Costituzionale e CSM. Quindi adesso si può dedicare, col consenso del suo avversario-mentore (che pure non avrebbe disdegnato D’Alema), all’Operazione Mogherini, per riuscire ad insediare la fedele Federica, nostro Ministro degli Esteri, al fianco del Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. E anche qui si deciderà a settembre. Mese dei destini incrociati, in primo luogo quello del nostro Presidente del Consiglio. Si vedrà se settembre sarà ancor più crudele di aprile.

 

 

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