mercoledì, Dicembre 1

Serra Yilmaz: ci salva solo la cultura La grande attrice turca in scena a Firenze con 'Griselidis: memorie di una prostituta' parla anche dei moti di libertà delle donne

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Tant’è che Serra ha deciso di affittare un appartamento in centro,  a Firenze.

In Italia il suo nome viene associato  ai film di Ferzan Ozpetek (Harem Suaré, Le fate ignoranti,  La finestra di fronte, Saturno Contro, Rosso Istanbul, che è del 2017 ),  decretati da successi internazionali.

Ma non solo di Ferzan!  – precisa.  

E’ vero. Nell’87  giunse al successo al Festival di  Venezia quale interprete del  film  del regista Kavur Albergo Madrepatria  (Premio Fipresci), recentemente ha preso parte al film di Kim Rossi Stuart Tommaso, eppoi nel suo paese, dal 1988 al 2004 ha fatto parte del Teatro Municipale di Istanbul non  solo   come attrice ma anche come responsabile delle relazioni internazionali.    Serra Yilmaz è  dunque uno dei simboli della cultura e  della cinematografia turca. Non è un caso che sia stata chiamata a fare l’interprete del Presidente della Repubblica italiana e di due Papi: Benedetto XVI (Ratzinger)  e papa  Francesco in occasione delle  loro visite ufficiali in Turchia.

Torna spesso nel suo paese?

Sì, sono rientrata da poco in Italia, poiché sono stata ad Istanbul per il remake in lingua turca del film di Paolo Genovese Perfetti sconosciuti.

Una bella esperienza no?

Sì, ma che fatica! Fare la regia vuol dire lavorare 14 ore al giorno…meglio fare l’attrice ! Il film uscirà i primi di febbraio.

Che situazione  sta attraversando  il suo paese?

Brutta. Il  visitatore  non ha la percezione di ciò che si agita al fondo di un Paese, la lingua stessa  è di ostacolo e l’informazione mediatica non approfondisce. La situazione è complicata, carica di tensione, la regressione di una cultura laica è evidente. Ma  le responsabilità per ciò che sta avvenendo sono anche dell’Europa, dell’ipocrisia della sua politica,  perché Macron  ha ricevuto Erdogan?  Perché si continuano a vendere armi?  In cambio del blocco dei migranti?  Cessi la vendita, ecco cosa bisognerebbe fare per prima cosa. Perché si consente di bombardare  e massacrare i curdi? L’Occidente porta le sue  responsabilità.   

Non sono preoccupata solo per ciò accade in Turchia o in Medio Oriente o del   terrorismo islamista, ma per ciò che sta avvenendo nel mondo, in Europa, negli Usa, per l’inquinamento atmosferico, per le ingiustizie sociali, per il disastro che mette a rischio il pianeta. Chi l’avrebbe detto negli Anni ’70 quand’eravamo giovani? Allora c’erano degli ideali. Oggi cosa c’è?

Lei è particolarmente sensibile ai diritti umani e al ruolo delle donne nella società. Come valuta i movimenti rosa in atto?

Da tempo le donne hanno rotto il silenzio, già prima di Me too, il movimento contro le violenze sessuali, penso che se ci saranno cambiamenti positivi, le donne malgrado la regressione  che avvertiamo, saranno protagoniste, vedo che si  stanno organizzando. Anche in Turchia, attraverso piccoli circoli culturali, teatrali, cinematografici.  Solo la cultura ci può salvare.

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