giovedì, Settembre 23

Sergio Mattarella. La Vera Storia del Presidente Santo .1

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Gli innumerevoli Ritratti di Sergio Mattarella, nuovo Presidente della Repubblica Italiana, pubblicati in questi giorni, hanno trascurato aspetti fondamentali della sua storia e personalità. Ciò è stato in buona parte dovuto alla naturale tendenza del giornalismo italiano ad essere critico nei confronti dei potenti, essendo sua manzoniana caratteristica quella di essere strutturalmente ‘vergin di servo encomio e di codardo oltraggio’. Ed anche alla richiesta, da parte del neopresidente, di assecondare la sua innata umiltà, smussando, o addirittura celando, alcuni fatti ed episodi che potevano apparire come eccessivamente encomiastici rispetto alla sua personalità. Noi, de ‘L’Indro‘ abbiamo deciso di rompere questo muro. Perché è giusto che il Paese tutto, tutto sappia di chi lo guida.

Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941), è stato eletto sabato 31 gennaio tredicesimo Capo dello Stato dell’Italia repubblicana, dodicesimo Presidente, undicesima personalità ad ascendere alla carica. Numeri che hanno un loro profondo significato, non sappiamo quale ma siamo certi che lo abbiano, ché tutto nella vita del Presidente Santo lo ha avuto. E tutta la sua Storia, anzi tutta la Storia in generale, e non solo del nostro Paese, ha avuto un senso, ammesso che sinora l’abbia avuto, solo per arrivare a questo esito. L’uomo mandato dalla Provvidenza, come ha avuto modo di dire agli intimi Papa Francesco, così riscattando una non felicissima definizione di un suo predecessore, annuncia una Nuova Era, per l’Italia, l’Europa, il Pianeta tutto. L’Era dell’Acquario, preconizzata da decenni dai Movimenti spiritualisti d’ogni genere e luogo, finalmente si apre. L’attenuarsi dei conflitti armati, immediatamente attuatosi all’annuncio del Lieto Evento avvenuto in questa in fondo ormai marginale angolo dello scenario globale, ne è stato il primo sintomo. Del resto, duemila anni fa, anche la Palestina non è che fosse il Centro del Mondo…

Ma i Segni c’erano già da tempo. Bastava leggerli, e saperli riconoscere, nella straordinaria personalità dell’uomo che, senza nostro merito, ci è stato donato come Presidente. Di più: come Padre, Amico, Fratello, Consolatore… E negli Eventi, che ne hanno accompagnato l’esistenza.

Giudice Costituzionale in carica, già Ministro di Difesa, Pubblica Istruzione e Rapporti con il Parlamento. Ed anche Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel Governo di Massimo D’Alema. Docente universitario di Diritto parlamentare. Nobilitato, nella Democrazia Cristiana, dall’appartenenza al gruppo di Amici di Aldo Moro. Fratello minore di Piersanti, presidente della Regione Sicilia ucciso nel 1980 dalla mafia. Figlio di Bernardo, politico democristiano più volte Ministro tra gli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo, un po’ chiacchierato (Bernardo, non Sergio), ma ampiamente assolto. Del resto anche su Giuseppe, e le sue storie familiari, correvano strane voci. Il Nostro, invece, non è mai stato sfiorato dal benché minimo sospetto, e quand’anche qualcuno avesse osato, od osasse farlo, sarebbe certamente ‘instrumentum Diaboli’, né veruno oserebbe mai dargli corda. E’ stato anche inventore (Sergio, non Bernardo) del sistema elettorale definito, per l’appunto, Mattarellum. Tra i suoi primi atti, molto probabilmente, sarà proprio firmare la nuova Legge elettorale, che al confronto la sua era un capolavoro. E con qualche modifica lo poteva diventare in assoluto. Settantatré anni, vedovo dal marzo 2012 di Marisa Chiazzese, da cui ha avuto tre figli. Bernardo, Francesco e Laura. Una persona perbene, un asceta, una sicurezza… Praticamente un Santo, per l’appunto. E se Piersanti era il nome del fratello martire, ben presto ‘Piersanto’ è stato il soprannome di Sergio, per la sua personalità ed i prodigi, di più, diciamolo pure senza falsi pudori, i veri e propri miracoli che lo accompagnavano, e lo accompagnano. Ora il ‘Presidente Santo’ che soccorre gli umili, umilia i superbi, consola gli afflitti, sostiene gli orfani e le vedove, risanerà finalmente l’Italia, ridonandoci benessere spirituale e materiale, e riportandoci al doveroso ruolo di faro tra le Nazioni.

Quanto a fare del nostro un Paese civile e normale, dove vigono le regole della democrazia, beh, quello è troppo pure per lui…

Nella sua casa di Palermo, a ripa di mare, Sergio, ci permettiamo umilmente di chiamarlo così, senza per questo diminuire la nostra venerazione, ama immergersi nell’acqua. A volte, senza accorgersene, e non sapendo nuotare, invece che camminarci ‘dentro’ gli capita involontariamente di camminarci ‘sopra’. Così capita che si spinga troppo al largo, e viene avvertito da qualche barca di pescatori ormai neanche più stupiti di vederlo camminare sulle acque. Approfitta, così, del felice errore per trarre in salvo qualche decina di migranti naufragati nelle acque siciliane, specie nei dintorni di Lampedusa.

A Roma vive nella celletta monastica attigua al suo studio della Consulta, così vividamente descritta in tanti e tanti articoli di tanti bravi cronisti. Ma quello che nessuno ha voluto raccontare è la collezione di cilici che ne adornano le pareti. E d i contenitori di legumi secchi, su cui il neo Presidente era solito passare le notti, nudo ed inginocchiato nel gelo, per espiare i nostri peccati. ‘Sarà la prima e più importante cosa che ora porterò con me al Quirinale, ora che occorre pregare ed espiare per tutti gli italiani’ ha detto agli intimi. Aggiungendo: ‘Ed anche per quel lazzarone di ……… ……….’. Ma qui caliamo un velo di doveroso riserbo, un po’ per rispetto, un po’ perché l’elenco che ha fatto è stato così lungo (all’incirca una quarantina di milioni di persone) che non basterebbe tutto lo spazio a disposizione. E dieci, e cento volte tanto, ché il Presidente Santo tutto sa e vede, con gli occhi dell’anima, e quindi anche quel ragioniere che… Beh, ci siamo capiti, si metta in riga prima che debba intervenire Lui personalmente.

1. Continua…

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