venerdì, Maggio 7

Serbia, tutti in piazza contro il ‘dittatore’ Vucic

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A Belgrado sono andate in scena ieri, per il nono giorno consecutivo, le proteste di alcune migliaia di persone, in larga parte giovani e studenti, contro il premier Aleksandar Vucic, vincitore delle presidenziali del 2 aprile. I dimostranti, radunatisi davanti alla sede del governo, si sono poi mossi in corteo per le strade del centro. La richiesta è quella di elezioni libere e democratiche.

Ma perché nel mirino c’è Vucic? Secondo i manifestanti, la vittoria è macchiata da presunti brogli e irregolarità che avrebbero falsato così il voto. Poi c’è il ‘potere autoritario’ di Vucic, con il suo ferreo controllo sui media. La libertà dei media in Serbia è «diminuita da quando Aleksandar Vucic, ex ministro dell’Informazione di Slobodan Milosevic, è diventato Primo Ministro nel maggio 2014», ha dichiarato Reporters sans frontières, aggiungendo che i media nel Paese vanno spesso incontro a pressioni «finanziarie ed editoriali», con i media ostili soggetti a frequenti ispezioni finanziarie e amministrative. Ma la protesta ha visto partecipare nei giorni scorsi anche militari e poliziotti, insoddisfatti per i bassi salari e le precarie condizioni di vita.

Intanto però Vucic incassa il plauso delle diplomazie europee e non solo. Il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha detto che alla Germania piace il modo in cui la Serbia sta andando verso l’Ue, e che Belgrado rappresenta un fattore di stabilità nei Balcani. Ma intanto le proteste interne divampano.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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