mercoledì, Agosto 4

Senza fiducia non c’è progresso

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Le Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia in occasione del centoventesimo esercizio dell’istituto hanno attirato, come da tradizione, l’attenzione dei media.

Essendo state pronunciate a pochi giorni di distanza dalle elezioni europee, ci si è concentrati soprattutto sulle questioni più politiche del discorso del Governatore Ignazio Visco.

Il documento, in realtà, tocca molte tematiche interessanti (dalle funzioni e organizzazione della Banca d’Italia allo stato delle economie europea ed italiana) che rendono le Considerazioni un concentrato della visione di Bankitalia.

Poiché il documento è molto ampio, ci si concentrerà su due aspetti che si ritiene interessanti da approfondire.

Il primo argomento è collegato alle tante polemiche seguite all’aumento del capitale della BI (Banca d’Italia). Visco ha dedicato a questo tema una buona parte delle Considerazioni, cercando di spiegare gli step che hanno portato alla revisione del valore delle quote di partecipazione al capitale. Un aspetto molto interessante, però, è stato trascurato dai mas media. Quello approvato il giorno 30 maggio è stato il primo bilancio della banca centrale che recepiva anche le modifiche sulla distribuzione degli utili e, quindi, permette un confronto con il passato.

Dai dati emerge come il cambiamento dello Statuto abbia comportato un netto incremento degli utili che la BI distribuisce ai partecipanti al capitale, cioè, prevalentemente, banche, assicurazioni e INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale). È pur vero che lo Stato tra imposte e destinazione di parte degli utili continua a raccogliere una cifra decisamente superiore a quella dei partecipanti al capitale (3,5 miliardi di Euro), ma gli utili che riceveranno gli azionisti sono cresciuti in modo considerevole. Infatti, se nel 2013 furono distribuiti circa 70 milioni, nel 2014 la cifra è più che quintuplicata arrivando a 380 milioni di euro. 380 milioni di Euro non rappresentano una cifra imponente per le banche italiane e non risolvono i loro problemi, ma è comunque un incremento di risorse che dalla Banca d’Italia fluisce verso istituzioni private. È pur vero che d’ora in avanti l’ammontare massimo non sarà modificabile, mentre in passato i dividendi potevano crescere di anno in anno, ma si è registrato un notevole incremento nei fondi che passano dalla Banca d’Italia ai suoi azionisti.

È interessante notare, inoltre, come le polemiche sorte nei mesi scorsi sulla riforma del capitale della Banca d’Italia non si siano affatto rinfocolate adesso che ci sono numeri concreti su cui poter basare una contestazione.

Il secondo aspetto interessante delle Considerazioni che si ritiene interessante sottolineare è il costante richiamo al ruolo della fiducia. Chi ha studiato economia sa che questa parola è fondamentale per interpretare l’andamento del ciclo economico. La fiducia è una variabile chiave sia in caso di recessione che di ripresa economia. Infatti, se non vi è fiducia nel futuro famiglie e imprese reagiscono riducendo consumi e investimenti. Di conseguenza, l’economia si ferma e si avviano spirali negative. Quando si ripristina un clima migliore e si ristabilisce la fiducia il ciclo economico ritorna espansivo.

Data il ruolo della fiducia, Visco ha deciso di richiamare questo concetto in più parti delle Considerazioni.

Il primo passaggio è quello che riguarda i consumi delle famiglie italiane. Visco sottolinea che, pur essendoci segnali di miglioramento della fiducia, l’incertezza persistente sui redditi futuri, legata al negativo andamento dell’occupazione, continuerà a gravare sui consumi delle famiglie. Quindi, se si vogliono incrementare i consumi, la variabile che influenza maggiormente l’andamento del Pil (Prodotto Interno Lordo), bisogna andare oltre le misure, pur benefiche, finora avviate, come i famosi 80 euro in più al mese. Solo invertendo la percezione del futuro, soprattutto facendo crescere l’occupazione, le famiglie saranno indotte a consumare con minori preoccupazioni.

Il secondo punto in cui Visco collega il concetto di fiducia alla ripresa economica è riferito all’andamento degli investimenti delle imprese. In questo caso un ruolo cruciale per ristabilire un clima di fiducia è ricoperto dalle riforme strutturali.  Secondo la Banca d’Italia, se si mettessero finalmente in cantiere e si attuassero le tanto attese riforme, si cambierebbe lo scenario dell’Italia e dell’economia nazionale. Con l’attuazione delle riforme gli attori economici avrebbero meno timori sulla stabilità politico-sociale dell’Italia e potrebbero investire nelle aziende con un minor grado di incertezza. L’aumento degli investimenti produrrebbe a sua volta l’incremento del Pil e ciò, a cascata, migliorerebbe ulteriormente la percezione della situazione economica. Quindi, le riforme non sono utili esclusivamente a modificare il quadro istituzionale e sociale e ad eliminare le storture e i difetti atavici presenti in Italia, ma servono anche per stimolare gli investimenti delle imprese. Un ambiente politicamente più stabile, giustizia e pubblica amministrazione più efficienti, servono per migliorare anche le performance economiche.

Un terzo richiamo al ruolo della fiducia lo si ritrova nel paragrafo delle Considerazioni dedicato all’attività di vigilanza sul sistema bancario. Visco ricorda che gli interventi della Banca d’Italia in merito alla regolamentazione del sistema bancario sono stati oggetto di critiche. Ma per giustificare la rigidità della vigilanza italiana, il Governatore ricorda che una vigilanza accorta è servita a preservare e rafforzare la fiducia degli investitori internazionali nel sistema bancario italiano. Se la vigilanza della Banca d’Italia fosse stata meno stringente, le banche italiane, data la crisi di fiducia internazionale verso lo Stato italiano, la conseguente crescita degli spread e la dura recessione, avrebbero vissuto a loro volta attacchi speculativi dettati dalla mancanza di fiducia. L’azione della vigilanza ha preservato le banche italiane da un destino ancor più difficile di quello che hanno dovuto affrontare perché gli investitori internazionali hanno avuto fiducia nell’operato della Banca d’Italia.

Il ruolo della fiducia ricorre frequentemente anche nei paragrafi dedicati alla vigilanza bancaria comune. In questo caso il Governatore Visco evidenzia quanto sarà importante la vigilanza comune della BCE (Banca Centrale Europea) sulle banche più grandi dell’Area Euro al fine di rafforzare la fiducia di tutti gli operatori economici, sia interni che esterni all’Area, sulla solidità delle banche. Debellare ogni possibile timore che nei sistemi bancari dell’Area Euro ci siano banche instabili servirà a tranquillizzare i mercati finanziari e contribuirà anche a rendere meno ansiose e preoccupate le famiglie, che non avranno più il timore di perdere i risparmi in caso di fallimenti bancari.

Da tutti questi passaggi si evince quanto sia importante per i sistemi finanziari ed economici moderni il ruolo delle fiducia. Consumi, investimenti, crescita economica sono strettamente collegati al livello di fiducia nutrito da famiglie, imprese e investitori. Governi e autorità di vigilanza sono chiamati ad operare affinché non manchi mai la speranza nel futuro e vengano fugati tutti i possibili dubbi sull’instabilità delle istituzioni politiche e finanziarie.

Lo stesso Governatore, a suggello del suo ragionamento, inserisce la parola fiducia nell’ultima frase delle Considerazioni sottolineandone, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza: «Anche se le singole misure potranno essere attuate in tempi diversi, non solo per i vincoli di bilancio, la visibilità di un disegno coerente rassicurerà i cittadini, rafforzerà quella fiducia nel futuro senza di cui ogni progresso è impossibile».

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