mercoledì, Settembre 22

'Sei troppo magra per lavorare'

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I deputati hanno anche approvato un articolo che afferma che le fotografie di indossatrici di cui l’aspetto fisico è stato modificato ‘per perfezionare o addensare la silhouette’ devono essere accompagnate dalla menzione ‘fotografia ritoccata’Prima della Francia, molti Paesi avevano già intrapreso azioni contro la glorificazione dell’estrema magrezza nella moda, come l’Italia, il Cile, la Spagna e il Belgio. Israele si basa unicamente sulla BMI: è vietato impiegare una indossatrice che ha un BMI inferiore a 18,5.

Per il professor Daniel Rigaud, medico nutrizionista e Presidente dell’associazione Autrement (compagnia che aiuta le persone che combattono ogni giorno con il cibo), questa legge va verso una buona direzione. Addirittura si sono verificati casi in cui il personale di agenzie di modelle si appostava ai piedi degli ospedali per reclutare ragazze anoressiche. Come dichiarato da Mariesol Tourraine, Ministro della salute, è una cosa positiva che tutto ciò sia sottoposto alla lente di ingrandimento della sanità.

Lo abbiamo intervistato, dunque.

 

È giusto basarsi sulla BMI?

Una donna che dispone di un BMI pari a 17 potrebbe anche essere in buona salute, mangiare normalmente essendo snella o magra. L’indice di massa corporea non basta, altri fattori devono esser presi in considerazione. Possiamo vietare il lavoro di qualcuno solo in nome di un dettaglio fisico? La decisione di dichiarare non idonea una persona con BMI inferiore a 18,5 è troppo: è il medico che dovrebbe valutare ogni singolo caso. Nel caso di una modella anoressica, le sarebbe subito vietato il diritto di lavorare, mentre questo non è il caso per altri lavori. Ad esempio, a un medico obeso, con un BMI superiore a 25, che prestasse consigli sulla salute ai suoi pazienti, nessuno vieterebbe di lavorare. Se si vieta a una categoria di persona di praticare un mestiere, perché non vietarlo ad altri?

Sul fondo, comunque, l’idea è buona perché non mira solo a un problema d’estetica. Il centro globale del problema è di non esporre a rischi la salute della donna, non mettere in gioco la propria vita per un mestiere.

Tante professioni chiudono gli occhi sui problemi di malnutrizione, come lo sci di fondo, la danza classica, e la maratona.

Questa legge potrà aiutare la gente che soffre di anoressia a non prendere come riferimento le modelle ?

Quello che vediamo nei media e che 1 francese su 5 è sovrappeso o obeso. L’anoressia mentale non è necessariamente dovuta al voler diventare modelle. Il 99% dei miei pazienti non ha iniziato così, ma piuttosto quando ha iniziato a fare delle foto. È la società a promuovere questo disturbo. In TV si parla sempre della forma fisica e dei problemi dovuti all’alimentazione . Sento spesso le mie pazienti dire ‘ho paura di essere grossa’ ma non ‘voglio diventare anoressica’.

Dobbiamo stare attenti, non si può riassumere tutto con l’indice di massa corporea, lo stato di salute o un dettaglio corporale: non dovremmo fare così. È un modo per scoraggiare i professionisti a far sfilare gente troppo magra. Ma l’impostazione di questa legge sembra molto difficile. Soprattutto perché la relazione tra la salute e il mestiere è complicata e non la può risolvere la legge.

Da quando ha inizio la lotta contro la magrezza ?

Ormai ho 65 anni e già quando avevo 15 anni sfilavano modelle troppo magre. nel 2004 ho incontrato persone che lavoravano nell’ambito della moda, come fotografi e agenti di modelle. Tra di loro si passano la patata bollente in quello che riguarda il fotoritocco. I fotografi dicono di ritoccare le foto perché richiesto dalle agenzie e le agenzie di prendere foto ritoccate per colpa dei fotografi. Ma tutti concordano per firmare una carta nello scopo di non impiegare anoressiche.

È un po come la COP21: facciamo super attenzione ma se non ci sono sanzioni ce ne freghiamo. Prendo l’esempio di Kate Moss, famosa per la sua anoressia e al tempo impiegata in tutto il mondo. L’argomento rimane tabù nel mondo della moda, dove modelle ‘filo’ come Kate Moss continuano a essere la norma e dove si sostiene che alcune giovani donne sono naturalmente filiforme. ‘Nessuno vuole vedere donne curvy in passerella’, dichiarava nel 2013 lo stilista Karl Lagerfeld, facendo discutere moltissimo.

Molte modelle saranno messe fuori dall’ambito della moda quindi?

Queste misure saranno difficilmente applicabili e dure da rispettare. Quello che gestiamo sono delle norme ben codificate; non ci sono diverse taglie nei vestiti da sfilata. Tutto è standardizzato, ciò permette di semplificare il lavoro dei creatori di moda.

Cosa significa nella società di oggi il voler vedere donne magre ?

Ormai in riferimento alla bellezza abbiamo un ideale di magrezza, mentre nel XIX secolo era il grasso a farla da padrone. Probabilmente la magrezza interviene in una società che ha tutte le possibilità di alimentare anche i poveri. Allora che rimane ai ricchi se non d’essere magri? Posso fare una risposta anche d’ordine sessuale: in passerella vediamo delle donne che non sembrano donne. Per quanto ne so, il genere maschile non ha mai trovato le modelle molto eccitanti.

 

«Mi fa tanto arrabbiare sentirmi dire: ‘credo che tu debba perdere peso’», s’indignava recentemente la top model Cara Delevingne. «Se non mi volete, così sia!». Il mondo della moda avrà recepito il messaggio?

 

 

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